MI DICEVO: SONO SEMPRE STATO GAY

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Rocco Siffredi si svela in esclusiva a Gay.it. I retroscena di "Pornocrazia" il film nelle sale in cui interpreta un gay. L'incontro con Jeff Striker. Il rapporto col...

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ROMA – Rocco, come ti sei trovato a lavorare con Catherine Breillat?
Dopo 20 anni di porno è stata una bellissima esperienza. Beninteso, la mia passione è l’hard. So di aver scelto una vita “dannata”: ho avuto momenti duri (gioco di parole), oggi mi sento felice.
Quali sono stati i momenti duri?

Basti pensare al lavoro che faccio, la mentalità della gente, la Chiesa e tutto il resto. Quando conoscevo una ragazza, dire che facevo il pornostar era pesante: replicavano con isteriche risate.
Poi il successo.
La mia è stata una carriera bellissima. Ho vinto tanti Oscar negli Stati Uniti, sono stato riconosciuto il primo attore europeo. Agli inizi tornavo a casa e mi sentivo solo. Vengo da Ortona, famiglia numerosa, e una gran voglia di fare sesso. Lì te ne scopi una, sta bene. La seconda bisogna stare attenti; la terza: “quello è un porco” e nessuno viene più a scopare con te.
Ma questo è un discorso che gli uomini fanno sulle donne.

Oggi le donne sono le vere predatrici. Vent’anni fa ad Ortona io mi sarei beccato una nuova malattia: l’infelicità, e sarei morto. Poi a Parigi, nei locali, vedere tutta quella gente che faceva sesso, mi ha aperto il cuore.
“Pornocrazia” è un titolo più da libido che da film drammatico.
Il distributore italiano è stato l’unico a cambiarlo. Ti confesso che non sono andato e non andrò alle conferenze stampa di presentazione del film, per questo atteggiamento del distributore. Promuovo il film dappertutto, ma non in Italia. Quel titolo danneggia un film che a tratti è un’opera pittorica.
Cosa sono le donne per te?

Mi hanno rubato la vita appena ho cominciato a capire il piacere che mi davano. Da adolescente ci si masturbava tra maschi, vivendo quell’omosessualità latente, normale a quell’età in cui si è tutti omosessuali, proprio perché non vi è interesse a sentirsi omosessuali.
Gli uomini?
Sono un bel mezzo. La donna è bella, ma tutta quella femminilità è per l’uomo. Senza essere maschilista: il mezzo di traino è il cazzo non la figa. Una scrittrice sudamericana mi ha chiesto una volta come si divide il mondo. Ho risposto: c’è chi ama prenderlo e chi ama darlo; poi uno si dirige dove gli pare. Detto ciò, la donna è superiore per intelligenza e sessualità.
L’amore tra gay o lesbiche?

Questa cosa è pazzesca. Nei film porno i rapporti lesbo passano come quelli etero, mentre chi fa film gay non viene accettato: due mondi separati. Mi sembra scioccante accettare due donne che si amano e rifiutare l’amore tra due maschi.
Hai conosciuto il tuo omologo gay, Jeff Striker?
Il più grande contratto mi è stato proposto da Werner (manager di Striker, n.d.r.) per un film con Jeff. Striker lo ricordo piccolo, basso (se la ride), e non era contento di lavorare con me. Io non faccio parte del cinema hard gay e lui non voleva concorrenzialità. Peccato: era una palata di soldi
Che mondo è quello in cui lavori?

Molti arrivano, si spogliano e pensano a un guadagno facile. Il mondo del porno è folle, cattivo, bugiardo, drogato, proprio come quello dello spettacolo. Sai che mi telefonano i ragazzi del “Grande Fratello” perché desiderano girare film con me e rimanere famosi? Non sanno che l’hard è passione. Son tutti folli!
Questa storia del bacio gay che hai dovuto realizzare nel corso del film, e che ha suscitato tanta curiosità, ce la spieghi?
Dovevo baciare un ragazzo molto femmineo e con labbra carnose. La mattina delle riprese, per aiutarmi dicevo: “io sono stato sempre gay”. Al ciak ho visto il ragazzo lontano. L’ho invitato ad avvicinarsi e baciarmi. E lui: “tu sei matto, il mio ragazzo non vuole”. Poi si è rivolto ai presenti chiedendo chi fosse disposto a baciarmi. Si sono alzate una cinquantina di mani. Mi sono incazzato con la produzione che voleva lo facessi con un tipo tutto barba e calvizie. Sono uscito al bar e ho visto un ragazzo venezuelano bellissimo. L’ho baciato per otto volte senza il minimo disgusto.
Sai di piacere anche ai gay?
I miei più affezionati fans nel mondo, sono omosessuali.
Perché dichiari allora che è solamente il pubblico femminile quello cui ti rivolgi?

Forse sbaglio; però parto dal desiderio di piacere a tutti e in particolare al pubblico femminile. Magari c’è ipocrisia, ma preferisco pensare i miei film per le donne.
Cosa è osceno?
La violenza e l’uso, anche in armi, dei bambini. Mi viene da ridere per coloro che pensano oscena l’omosessualità. Le vere battaglie di libertà non vengono dal mio mondo ma dal vostro. Devo ringraziare il movimento gay se oggi anche noi siamo visti con maggior libertà.
“Tutta la letteratura maschile sulla sessualità è di una violenza assoluta verso le donne”. Lo dice la Breillat.
Catherine opera tutti i tipi di sessualità e per questo la additano come lesbica. Lei invece ama l’uomo, quello senza complessi né inferiorità. E’ vero ciò che afferma.
Chi è oggi Rocco Siffredi?
Sicuramente un padre felice. Amo parlare con giornalisti di radio e carta stampata, odio la tivù che è la vera pornografia autorizzata. Quando non lavoro porto i miei due bimbi a fare motocross e mi ritengo fortunato.

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