Modern Family per la terza volta miglior commedia agli Emmy

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L'amata sitcom dell'ABC torna a vincere l'Oscar della tv americana. Quattro premi tra cui Eric Stonestreet miglior attore nel ruolo del papà gay obeso. Tra le serie drammatiche...

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Piace e continua a piacere, soprattutto in Usa, Modern Family. La "migliore mezz’ora di tv divertente della stagione", come l’ha definita il New York Times, amatissima sitcom targata ABC ormai cult, intelligente mockumentary, cioè finto documentario, sull’evoluzione del concetto di famiglia, si è aggiudicata per la terza volta consecutiva l’Emmy Award come miglior commedia. I tradizionali premi della tv americana, giunti alla 64esima edizione, sono stati assegnati ieri sera dall’Accademia di Arti e Scienze della Televisione al Nokia Theatre di Los Angeles in una cerimonia condotta dal comico Jimmy Kimmel attenta ai temi della politica e del sociale.

Modern Family si è aggiudicata quattro riconoscimenti: miglior commedia, regia (Steven Levitan), attore protagonista (Eric Stonestreet nel ruolo del papà gay obeso, battendo così ben tre colleghi della stessa serie: Ed O’Neill, Ty Farrell e Jesse Tyler Ferguson, suo compagno nel serial) e missaggio sonoro.

"Grazie mille, è meraviglioso! – ha esclamato sul palco Eric Stonestreet. – Ty, Ed, Jesse, Max e Bill (Max Greenfield e Bill Hager, gli altri due nominati, ndr): a tutti voglio un gran bene, siete straordinari. Ma non sarei qui se non esistesse Jess Tyler Ferguson: non ci sarebbe Cam se non ci fosse Mitch. È stato un grande onore conoscerti, ti voglio tanto bene, sono orgoglioso di averti come amico. Abbiamo avuto l’opportunità di interpretare questi due personaggi in televisione e mostrare all’America e al mondo come una coppia di uomini innamorati è esattamente come le altre. Non avrei mai creduto che sarei apparso in tv nel ruolo di un uomo gay ma amo le foto dei toraci pelosi che mi mandate voi ragazzi!". È il secondo Emmy vinto da Eric Stonestreet per lo stesso ruolo (la prima volta due anni fa).

L’altro trionfatore della serata, con sei premi, è il drammatico Homeland, thriller psicologico su un Marine ex prigioniero di Al-Qaida durante la guerra in Irak, tale Nicholas Brody (Damian Lewis), ritenuto da un’analista della CIA, Carrie Mathison (Claire Danes), un pericoloso terrorista venduto al nemico. Homeland batte così il grande favorito, Mad Men, che si era presentato con ben 17 nominations sfumate nel nulla nelle categorie principali.

Curiosa tendenza: molti attori cinematografici "prestati" alla tv hanno vinto la statuetta della donna alata che stringe un atomo. Julianne Moore ha prevalso tra le attrici di una miniserie/film tv per l’interpretazione di Sarah Palin in Game Change sulla quale ha ironizzato sul palco: "Mi sento particolarmente orgogliosa di aver interpretato la Palin soprattutto perché la stessa governatrice dell’Alaska ha giudicato la mia performance con un doppio pollice verso". Un ritrovato Kevin Costner è stato invece scelto per il western Hatfields & McCoys, Claire Danes per Homeland e la veterana Jessica Lange come non protagonista di American Horror Story.

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