MOULIN ROUGE

di

Cinema: Metti Madonna al posto del can-can

930 0

Immaginate una dozzina di camerieri scheccanti che improvvisamente si mettono a ballare ‘Like a virgin‘ mentre un impresario grasso e baffuto interpreta Madonna con una tovaglia al posto del vestito da sposa: non è un delirio da conseguenze post-ecstasy di un Cicconaro doc ma semplicemente una delle esilaranti trovate di uno dei film più attesi della stagione, il musical ‘Moulin Rouge‘ di Baz Luhrmann, già innovativo strapazzatore shakesperiano coll’originale ‘Romeo + Juliet‘.

Ma qui il regista australiano osa ancora di più, rivisitando uno dei templi della musica e dell’arte bohèmienne francese d’inizio secolo per una curiosa operazione postmoderna in linea coi modi e i tempi della globalizzazione musicale: allo scatenato can-can e alle arie di ‘Bohème‘ e ‘Traviata‘ si sovrappone di tutto, dai Queen (‘The Show Must Go On’) a Elton John, dai Fatboy Slim a David Bowie, da Christina Aguilera fino alla bellissima ‘Don’t leave me this way’ di Jimmy Somerville. Il tutto per raccontare della splendida Satine, diva amatissima e cortigiana strapagata del ‘Moulin Rouge’ ma cagionevolmente tisica, di cui si innamora il poeta squattrinato di talento Christian. Lei si concederà però al malevolo duca inglese di Monroth per le buone sorti del teatro amministrato dal venale Harold Zidler (è infatti disposto a produrre uno spettacolo ambientato tra i marajà indiani).

Ed è una sorpresa sentire i protagonisti, i bellissimi Ewan McGregor e Nicole Kidman, cantare le canzoni del film con le loro voci (ma lui canta meglio di lei) e intonare, tra le altre, ‘Material girl’ e ‘Diamonds’ are a girl’s best friends’ in mezzo a un’infinità di spettatori in frac urlanti e adoranti.

Giocato sull’accumulo ossessivo di materiale scenografico, coreografico e sonoro (se si sta attenti si nota persino una coppia di skin pieni di tatuaggi che ballano insieme), con un montaggio frenetico e sincopato che occhieggia all’arte del videoclip, è divertente e originale ma dopo un’ora rischia di essere stucchevole e un po’ frastornante. C’è veramente di tutto: una luna baffuta alla George Méliès che sorride in cielo, la Tour Eiffel che arresta la corsa della pistola del cattivo di turno, una commistione sfrenata di kitsch, pop, camp e persino un po’ di Bollywood, l’Hollywood indiana con i suoi coloratissimi costumi. Forse un po’ troppo artificiale e costruito per essere veramente appassionante.

John Leguizamo (che già era una trans latina in ‘To Wong Foo’) interpreta il ruolo secondario di Toulouse-Lautrec, artista bohemien quasi nano autore di commedie che coinvolge Christian nel suo giro alternativo di attori en travesti e gli apre le porte dell’ambitissimo Moulin Rouge (il regista ha dichiarato che "Toulouse-Lautrec è in un certo senso il progenitore di Andy Warhol e il Moulin Rouge una sorta di Studio 54 del primo Novecento").

Leggi   Torino, rischio chiusura per lo storico festival LGBT Lovers?
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...