ORSI E LESBICHE SU GRANDE SCHERMO

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Al TekFestival di Roma, una sezione esplora le diverse sessualità. Vedremo 'Cachorro' e altri corti ambientati nel circuito ursino. Il cinema lesbico cinese e i documentari americani.

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ROMA – Dal 5 al 10 maggio 2005 la quarta edizione del Tekfestival invita ad un’esplorazione ai confini del mondo… dentro l’Occidente. Sui tre schermi del cinema Labirinto di Roma scorreranno le immagini di documentari, lungometraggi fiction e corti indipendenti, e all’interno del programma è prevista anche un’ampia selezione di titoli che esplorano sessualità eccentriche e fuori dalla norma eterosessuale, la sezione Phag Off dedicata alle rappresentazioni metrosessuali nella cinematografia contemporanea: uno sguardo radicale sui concetti di identità di genere e di orientamento sessuale.
Sezione ursinaMolto particolare si annuncia la sezione Bears on Film, rassegna dedicata alla subcultura omosessuale degli orsi, uomini gay massici, barbuti e pelosi. Il titolo di punta, proposto dal Tekfestival in collaborazione con l’Epicentro Ursino Romano, è “Cachorro – Bear cub“. Lungometraggio di fiction spagnolo, “Cachorro” mostra un circuito omosessuale nascosto fatto di bestioni pelosi, barbe, ciccioni alla ricerca di coccole ma anche uomini che esprimono la loro omosessualità al di fuori dei circuiti gay mainstream.

Questo mondo sommerso viene svelato attraverso il rapporto tra Pedro, uno zio orso dentista e il suo nipote. In seguito all’arresto della madre del bambini in India, Pedro deve farsi carico del piccolo e cambiare le sue abitudini di vita. Il film, nato dall’omonimo cortometraggio firmato dal regista Miguel Abadalejo, ha girato in numerosi festival gay e lesbici del mondo. Al Tekfestival, per la prima volta di Europa, “Cachorro” verrà proiettato in 35 millimetri in versione uncut. Nell’ambito di Bears on film, in anteprima italiana, anche alcuni corti provenienti da “Barbophilia” sezione curata dal filmaker indipendente Clark Nikolai per l’Out on Screen Film Festival (Vancouver, 2003). Mostrano rudi pescatori dei mari delNord innamorati, toccano la fobia della circoncisione, esplorano il ruolo delle donne nella comunità e introducono alle estetiche, ai linguaggi e alle passioni ursine.
Il porno queer di Bruce La BrucePhag Off propone anche “Raspberry Reich” (Germania/Canada 2004), ultima fatica di Bruce La Bruce, regista di classici queercore come “Skin Flick” e “Hustler White“.

Ispirandosi alle istanze del movimento di liberazione sessuale degli anni ’70 ed alla storia dei gruppi armati di estrema sinistra, il film racconta le speranze e le contraddizioni di un gruppo terroristico berlinese, chiamato appunto Raspberry Reich, che teorizza la liberazione delle masse dall’oppio dei popoli dando vita ad un’intifada queer, guidata dalla bionda (ed eterosessuale) Gudrun. Anima politica dell’organizzazione, ispirata nei suoi slogan dagli scritti di Wilhelm Reich ed Herbert Marcuse, la disinibita leader rivoluzionaria sogna la fine della monogamia, ostacolo borghese cui ironicamente sarà la prima a non rinunciare. Inoltre, i video “Satellite” e “Handy Man” realizzati dal filmaker Nelson Henrick, esponente della scena queer canadese.
Sezione lesboSparsi in diverse sezioni del festival troviamo diversi film a tema lesbico. Spicca Let’s Love Hong Kong di Yau Ching (Cina, 2002). Primo film a tematica lesbica girato da una regista di Hong Kong, esplora il desiderio femminile negli spazi di una metropoli post-atomica.

E’ la storia di tre donne si cercano e si seducono a vicenda, nascondendosi in una metropoli postatomica . “Made in China” fa la spogliarellista in un gioco virtuale e soffre di emicrania. Nicole dipende da “Made in China” per poter entrare nel gioco. Zero non ha niente, ma sa esattamente quello che vuole ed è determinata nell’ottenerlo; lavora nel mercato di oggetti erotici di Temple Street e insegue Nicole. La sperimentazione narrativa della fiction intreccia reale e virtuale portandoci nei quartieri popolari di una città caotica e veloce, densa di immagini erotiche.
Szu Burgess, documentarista e fotografa pluripremiata, propone due cortometraggi all’insegna dell’ironia e della fascinazione per i corpi femminili. “Is your Wife a Secret Lesbian?” (Usa, 2002) è il risultato del riutilizzo creativo di film porno lesbici realizzati in 16mm tra il 1930 il 1969; il film indaga con ironia un comune incubo etero-maschile: il tradimento lesbico. I testi sono tratti da un articolo pubblicato nel 1966 su Photo Magazine. “Harigata: the Alien Dildo that Turned Women into Sex-Hungry Lesbians” (Usa/ 2003) è un film di fantascienza porno realizzato attraverso il montaggio di frammenti di classici sci-fi anni Cinquanta e scene di pellicole porno lesbo anni Settanta. L’invasione di Harigata (il dildo nella cultura giapponese) potrebbe essere il peggior incubo degli Stati Uniti. Il film, presentato in anteprima italiana, è un’allegoria della crescente paura dell’omosessualità nell’America di George “Dubya” Bush.
In anteprima italiana anche “Rise Above. The Tribe 8 Documentary” (Usa, 2003) di Tracy Flanigan. La regista ha lavorato cinque anni per realizzare il documentario sulle Tribe 8, band lesbo punk radicale della scena statunitense. Il film raccoglie immagini di live scatenati che comprendono simulazioni di rapporti orali, sesso sadomasochista e castrazioni. Le loro performance hanno diviso il pubblico e scatenato polemiche di fuoco. In una serie di interviste le Tribe 8 raccontano il loro punto di vista sulla musica, la sessualità, il femminismo. Si sono sciolte di recente e la cantante Lynn Breedlove lavora a un progetto solista.
Per info: www.tekfestival.it
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