OSCAR: EASTWOOD BATTE SCORSESE

di

Miglior film e miglior regia a 'Million Dollar Baby'. A 'The Aviator' premi tecnici. Vincono gli attori di colore Freeman e Foxx, e la bella Swank. Tra le...

761 0

Sorpresa agli Oscar: l’acclamato ‘Million Dollar Baby‘ di Clint Eastwood batte il favorito ‘The Aviator‘ di Martin Scorsese nelle categorie principali, miglior film e regia. Ad essere obiettivi, è però quest’ultimo che vince ‘ai punti’, 5 statuette contro 4, ma solo nelle categorie tecniche oltre all’attrice non protagonista, (gli italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, primo Oscar della serata, per le scenografie, poi montaggio, costumi e fotografia). Ma lo smacco per Scorsese, alla quinta nomination mancata, è stato grande anche se giustificato: ‘The Aviator‘ è uno dei suoi film più finti e inutilmente pomposi, quasi parodistico nel descrivere lo stuolo di attrici (e che attrici, da Jean Harlow a Lana Turner) che Howard Hugues coltivava nel suo fitto entourage ritratto banalmente come un harem starnazzante.

Il buon vecchio Clint ha invece convinto l’Academy con una storia classica e di redenzione su una donna boxeur in cerca di riscatto morale capace di far vincere un secondo Oscar alla volitiva Hilary Swank (che prima di arrivare a Hollywood viveva in una roulotte con la sua famiglia) già premiata per aver interpretato Teena Brandon, ragazzo in un corpo da donna, in ‘Boys Don’t Cry‘. Dopo l’annuncio dei due premi più ambiti nemmeno un’inquadratura per Scorsese: sarebbe stato probabilmente troppo irriverente filmarne la delusione.

Gli altri premi hanno invece rispettato il copione della vigilia: miglior film straniero l’intenso ‘Mar adentro‘ dell’outed Amenábar che ha dedicato il premio a “un uomo che desiderando di morire irradia vita intorno a sé ma anche a Javier Bardem per la sua eccezionale interpretazione, al mio amico e produttore Fernando Bovaira e al favoloso cast tecnico e artistico che si è raccolto intorno al film dall’inizio”. Miglior sceneggiature agli outsider ‘Eternal Sunshine of the Spotless Mind‘ di Michel Gondry (uno dei migliori film dell’anno) e al malinconico e amatissimo ‘Sideways‘ di Alexander Payne.

Cerimonia di premiazione più agile ma meno divertente delle storiche edizioni con Billy Crystal: il bambinesco Chris Rock ha martellato il pubblico con dure critiche alla guerra e a Bush, ha sostenuto a ripetizione gli attori neri di colore premiati (Morgan Freeman e Jamie Foxx), il giorno prima della consegna delle statuette ha tentato di far sorridere con una frase in odor di omofobia: “Gli Oscar? Li guardano solo i gay. Nessun nero eterosessuale può mettersi ad assistere a un simile spettacolo”. Ma uno dei pochi ammiccamenti omo è stato appannaggio di Robin Williams che ha interrogato gli astanti domandando “se gli hot pants sono gay oppure i Chippendales”.

Novità assoluta qualche premiazione in platea coi candidati comodamente seduti o in fila sul palco.

Da antologia l’esibizione di Antonio Banderas e Carlos Santana che hanno duettato divertiti cantando ‘Al Otro Lado del Rio’ da ‘I diari della motocicletta’, la camaleontica interpretazione da parte di Beyoncé di ben tre canzoni candidate e l’attesa comparsa sul palco del metro e cinquantadue di Prince in veste di presentatore.

Il blu (zaffiro, cielo, notte) è stato il colore cardine dei lussuosi abiti che hanno sfilato sul tappeto rosso del Kodak Theatre: Oscar virtuale per il look alla magnifica Natalie Portman in veste di dea greca che ha osato un elegantissimo abito di chiffon color terra con coroncina di brillanti.

Leggi   Cinema, la denuncia di Glaad: "Pochissimi ruoli LGBT a Hollywood"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...