PAPPI CORSICATO: «I GAY, CHE TRADITORI!»

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Pappi Corsicato parla di Chimera e amore a Gay.it.

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Esce in questi giorni l’ultimo film di Pappi Corsicato, il terzo dopo "Libera" e "I buchi neri", dal titolo "Chimera ", nel quale il regista partenopeo esplora agonie e vita di una storia d’amore tra un uomo e una donna. Protagonisti la musa del regista Iaia Forte, Tommaso Ragno e Franco Nero.

Emma e Sal si sono amati, ma il fuoco degli inizi si è ormai spento, rimane qualcos’altro che li tiene uniti, legati a doppio filo ad un’esistenza alla ricerca di continui cambiamenti.

Gay.it ha intervistato il regista sulla sua opera e sull’amore in generale.

In "Libera" c’era un episodio su una mamma transex, in "I buchi neri" il protagonista aveva forti componenti gay. Poi, quando il cinema gay diventa di consumo tu smetti e parli di una coppia etero?

Le storie d’amore riguardano tutti, etero o no. Il tradimento riguarda molto la storia omosessuale, dove la contemplazione dello stesso è lo standard. In ogni caso il film è zeppo di riferimenti omosessuali. Quando la moglie di Franco Nero contempla Emma attraverso la camera, la guarda con desiderio, non con gelosia.

Oh, poi la lampada sul tavolo si chiama "Lesbo", l’ha fatta un famoso designer nel 1967, Mangiarotti. Più di così… Del resto anche nella scena con le due coppie, gli uomini si guardano fra di loro e così le donne.

Cos’è la Chimera? L’illusione di un amore duraturo e sereno?

Io non ho raccontato la storia di tutte le coppie. Ho raccontato una coppia all’acme della propria crisi. E’ chiaro che in un rapporto, ad un certo punto del percorso, vengono a mancare delle cose ed allora sopraggiunge la necessità di reiventarsi. Per innamorarsi di nuovo.

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