Parte Cannes a suon di prostitute minorenni e ladri modaioli

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Dopo il deludente Grande Gatsby e il violentissimo "Heli", arriva il nuovo film di Ozon "Jeune & Jolie", carino come la rivelazione Marine Vacth. Discreto "The Bling Ring"...

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Parte in souplesse, il 66esimo Festival di Cannes inauguratosi ieri sotto una pioggia battente e obliqua, tra smoking madidi e dame ingioiellate che si assiepano verso la Montée des Marches oscurata da un tappeto di ombrelli colorati. Silenzio totale alla fine della proiezione pomeridiana per la stampa dello stucchevole film d’apertura, Il Grande Gatsby in 3D di Baz Luhrmann che non riesce a rendere sullo schermo gli struggimenti amorosi di quel misterioso Trimalcione anni ’20, Jay Gatsby, tra lusso sfrenato e capricci ‘volages’, innamorato della delicata Daisy dai ‘mormorii affascinati’  nel capolavoro di Francis Scott Fitzgerald. Bisogna ammettere che Leo di Caprio nei panni del magnate dall’ignota provenienza e una bambinesca Carey Mulligan sono bravi, eppure il film non trasmette emozioni, il 3D è francamente inutile nonostante le zoomate vertiginose e pure il sontuoso apparato scenografico delle feste megalomani, massificate e un po’ isteriche, non sorprende più di tanto.

Resta un leggero sottotesto gay per quanto riguarda il personaggio del narratore Nick Carraway, interpretato da un funzionale Tobey Maguire, che abbiamo sempre pensato fosse un po’ omosessuale (nessuna donna, quell’adorazione smodata per Gatsby, la sua complicità assoluta), tant’é che quando lui e Jay si guardano per la prima volta sembra proprio lampeggiare un vero e proprio colpo di fulmine : « c’era qualcosa di magnifico in lui, una sorta di elevata sensibilità alle promesse della vita ».

Nessun applauso nemmeno per il primo, violentissimo film in concorso , il messicano ‘Heli’ di Amat Escalante, a confronto del quale Quentin Tarantino sembra una suora carmelitana : genitali maschili inondati di alcool e incendiati , impiccagioni, teste mozzate, cani fucilati e strozzati , botte di ogni genere per punire chi si comporta come un contrabbandiere di droga fidanzato con una dodicenne la cui famiglia subirà terribili torture. Ma lo stile non è tanto pulp, bensì di crudo realismo, con esplosioni improvvise di violenza, come in ‘Twenty Nine Palms’ o ‘Kinatay’, che turbano sicuramente di più. Ringraziamo il regista per non averci mostrato almeno lo stupro mentre non lesina nella rotolata nel vomito durante il duro addestramento militare.

Omofobia diffusa : quando il bimbo si rifiuta di percuotere la povera vittima il padre gli dà subito del ‘finocchio’ mentre l’ispettrice chiede a Heli se è gay perché si rifiuta di abbuffarsi in macchina col suo seno prorompente scodellato all’improvviso . Cinematograficamente hanno un valore estetico la regia autoriale e la curata fotografía di Lorenzo Hagerman, che ha usato lenti da 40 e 50 mm come Robert Bresson per riprodurre un effetto praticamente identico allo sguardo umano, ma un cinema così sensazionalista e compiaciuto è solo esecrabile.

Oggi si registra un miglioramento – anche climatico: è spuntato un pallido sole – con due film piuttosto interessanti. Verrebbe da dire che ‘Ozon est joli’ per assonanza col titolo ‘Jeune & Jolie’ (‘Giovane e carina’), ritratto mai banale di una diciassettenne di famiglia borghese, la malinconica Isabelle, che si finge più grande di tre anni e si prostituisce via Internet per piacere soprattutto con vegliardi danarosi. Diviso in quattro segmenti, uno per ogni stagione dell’anno, contrappuntati da altrettante canzoni di Françoise Hardy, è essenzialmente un sensibile dramma psicologico ben recitato che ricorda ‘Elles’ e vuole indagare sulle responsabilità educative dei genitori e sulle difficoltà adolescenziali nella scoperta delle prime pulsioni sessuali senza fornire però risposte risolutive.

“L’adolescenza è spesso molto idealizzata nei film – spiega François Ozon -. Per me è stato un periodo di sofferenza e transizione complicato, di cui non ho nostalgia. Non volevo mostrare l’adolescenza solo come un momento sentimentale ma piuttosto quasi ‘ormonale’: qualcosa di forte psicologicamente passa in noi e nel contempo si è come anestetizzati. Di colpo si violenta il proprio corpo per sentirlo e spostare i propri limiti”.

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“La prostituzione – continua il regista – era un modo come un altro di esacerbare questo aspetto, di mostrare che l’adolescenza pone soprattutto questioni d’identità e sessualità. Una sessualità non ancora collegata ai sentimenti”.

Vera rivelazione la cinegenica protagonista Marine Vacth, mannequin ventitreenne che ha sostituito Kate Moss come testimonial del profumo ‘Parisienne’ di Yves Saint-Laurent. Sempre magnifica Charlotte Rampling in un cameo di due scene dalle suggestioni lesbiche che danno un senso all’intero film.

Ha infine aperto il Certain Regard ‘The Bling Ring’ di Sofia Coppola, ispirato alla storia vera di una gang losangelina che quattro anni fa svaligiò per tre milioni di dollari le lussuose ville di vari vip hollywoodiani quali Paris Hilton, Lindsay Lohan e Orlando Bloom. Nel film il gruppetto di ladri modaioli è composto da quattro ragazze (l’unica attrice celebre del cast è Emma Watson) e un ragazzo complessato forse gay (Israel Broussard): ama indossare scarpe Loubutin dal tacco vertiginoso e mettersi il rossetto come le sue nuove amiche.

Sorprende con quanta facilità siano entrati nelle proprietà deluxe visualizzate su Google Maps, senza scassinare nulla: addirittura nella campissima villa di Paris Hilton – l’unica vera location utilizzata per il film – trovano la chiave sotto lo zerbino. La Coppola non giudica ma mostra l’assoluta irresponsabilità dei ragazzi che non si rendono conto della gravità del crimine ma, anzi, si esaltano perché vengono intervistati e sono lusingati dal fatto che ora i loro miti sanno di loro. Molto cool la colonna sonora che spazia da Brian Reitzell a Reema Major. Meno bello di ‘Somewhere’ ma con qualche soluzione di regia intrigante – ralenti sofisticati, inquadrature elaborate – è stato definito dalla regista “non tanto una fiaba morale, quanto un racconto sotto forma di avvertimento”.

Dopo anni di mondanità più trattenuta, tornano i grandi parties e pare esclusivo quello di Calvin Klein previsto stasera all’Écrin vicino all’eliporto: pare che abbiano confermato la loro presenza Nicole Kidman, Carey Mulligan e Rooney Mara. Molto glamour anche quello sulla terrazza Bulgari del club privato Albane Cléret dove si ritroverà il cast di ‘The Bling Ring’ (bisognerà fare attenzione ai borseggiatori?).

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