QUESTO PICCOLO SCHERMO GAY

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Cinema in casa: gli home-video gay di settembre. "Lilies" per i maschietti, "Late bloomers" per lei che ama lei, "O fantasma" e altri titoli per tutti.

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Mano al registratore (e al mouse). Le uscite home-video di settembre sono molto gay: "O fantasma", "Late bloomers", "Lilies", il classico "Victor Victoria" e l’ormai quasi classico "Prick up – l’importanza di essere Joe" sulla vita del drammaturgo gay Joe Orton.

Partiamo dall’attesissimo "O Fantasma", distribuito da Medusa, che scandalizzò gli spettatori della mostra di Venezia due anni fa. Un film atipico e intenso, opera prima del regista Joao Pedro Rodriguez, che ha diretto attori non professionisti. Il bellissimo protagonista Ricardo Meneses interpreta Sergio, un ragazzo che si è costruito un mondo su misura: tormentato da un desiderio insaziabile, trascorre i giorni tra una stanza in affitto in una pensione a basso costo, sesso anonimo con altri uomini e il lavoro di raccolta della spazzatura nella zona nord di Lisbona.

Un giorno, ritirando una vecchia lavatrice da una casa privata, si imbatte in un bel ragazzo moro di cui si innamora. Questa passione diventa ben presto un’ossessione estrema: inizia a rovistare nella sua immondizia dove trova un costume da bagno strappato che indossa voluttuosamente, scopre la piscina che frequenta e lo segue, si intrufola in casa sua e si mette ad orinare nel letto, delimitando il territorio come un animale. Inizia così un processo di autodegradazione progressiva che lo porterà a isolarsi nella sua ossessione fino a considerare se stesso e l’oggetto del suo amore una sorta di rifiuto urbano, privo di pulsioni vitali e organiche.

In uscita anche due classici: innanzitutto l’indimenticabile "Victor Victoria", commedia diretta nel 1982 da Blake Edwards, e interpretata da Julie Andrews, oggi distribuita in VHS dalla Warner. Siamo a Parigi, nel 1934. Malgrado una bella voce, Victoria non trova un ingaggio ed erra per le strade affamata. E cosi’ conosce Toddy, un anziano omosessuale, cacciato da un cabaret dove recitava per aver causato una rissa. L’uomo la ospita e ha un’idea: trasformare la ragazza in un… giovanotto. Sotto il nome di Victor, conte polacco rifiutato dalla famiglia perche’ ha voluto diventare artista ed e’ omosessuale, Victoria diventa la diva delle notti parigine, tutti vogliono assistere al suo spettacolo di travestimento. Da qui una serie di situazioni anche divertenti su omosessualità e genere.

Un altro "classico" è il film di Stephen Frears ("My Beautiful Laundrette") "Prick Up – L’importanza di essere Joe". Londra, il commediografo Joe Orton si lascia sedurre dal carismatico Kenneth Halliwell il giorno dell’incoronazione della regina Elisabetta. Il rapporto tra i due e’ difficile, burrascoso, anche perche’ Orton diviene un autore di successo.

Nel listino online di Emik – www.emik.it – spiccano questo mese due interessanti titoli queer. Per le donne c’è ‘Late Bloomers‘ (Tarda fioritura) dell’americana Julia Dyer, già montatrice delle sequenze video del film ‘Nato il quattro luglio’ di Oliver Stone.

Si tratta di una riuscita commedia sul lesbismo in età, una storia d’intolleranza contemporanea ma soprattutto d’amore senza tempo: Carly è una segretaria didattica di una scuola di periferia, sposata con due figli piccoli. Dinah invece è single, fa l’insegnante di matematica e allena la squadra di pallacanestro femminile. Tra uno spazio di Hausdorff e un assioma di separazione, Dinah vince la solitudine innamorandosi di Carly: l’unione passionale viene però osteggiata dalla famiglia, dagli amici e dall’ambiente lavorativo in cui pullulano gli insegnanti bigotti.

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Fresca favola saffica dai non banali risvolti sociologici, fu presentato al Festival Gay di Torino in concorso nel 1997 ma non è mai stato distribuito nelle sale italiane ed è assolutamente da recuperare anche perché i film lesbici tendono sempre più ad essere modaioli e giovanilisti (vedi ‘Kissing Jessica Stein’ in uscita nelle sale venerdì 20). Tra gli interpreti di ‘Late Bloomers’, intelligentemente proposto in lingua originale inglese con sottotitoli in italiano, Connie Nelson, Dee Henningan, Gary Carter. Girato interamente a Dallas con attori texani, è stato sceneggiato dalla sorella della regista e prodotto dal fratello.

Per i maschietti c’è invece ‘Lilies‘ del canadese John Greyson (‘Zero Patience’), dramma storico-figurativo ambientato nel Quebec, anno 1952. Il cardinale Bilodeau si reca in un carcere di massima sicurezza per sentire la confessione di un condannato a morte per omicidio, Simon Doucet. Ma sarà la coscienza del cardinale a confessare i suoi antichi peccati, rievocando l’estate del 1912 in cui sfociarono i drammi di tre diciottenni in lotta con la propria identità e le aspettative dei genitori. Simon amò il coetaneo Vallier attratto dalla bella Lydie Ann che fece scatenare la devastante gelosia del cardinale: dopo quarant’anni i torbidi misteri rimasti fino ad allora chiusi tra le asfittiche mura di una cattedrale sono destinati a svelarsi con tragiche conseguenze.

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