"SONO UN GENIO MA…"

di

"... non trovo un uomo". Un lettore dal Q.I. molto alto si dispera per la banalità degli uomini. E la jena: "Se chi ti sta davanti ti trova...

649 0

Ciao,

ho 25 anni, sono un ragazzo tranquillo, razionale. Avevo voglia di scrivere un po’ e mi sei venuto in mente tu, nel lettone di gay.tv, mentre confessavi la tua poca tolleranza alle errate coniugazioni verbali. Mi eri piaciuto ed ho pensato che tu fossi una buona persona a cui indirizzare le mie parole. Ho un problema: faccio parte di una minoranza. Sono molto intelligente (IQ:190-200 scala Cattel) e benché sia molto felice di esserlo ed i vantaggi siano molteplici, nelle relazioni interpersonali incontro difficoltà. Sono principalmente un informatico e come tale ho sùbito tratto vantaggio dall’utilizzo delle chat. Incontro molti ragazzi nella speranza di trovarne uno con cui stare bene (non cerco l’amore della vita, ma ho fatto in fretta a stancarmi del solo sesso), purtroppo praticamente tutti mi sembrano banali, senza nessun interesse: lo studente che sta tutto il giorno sui libri per poi prendere un 18 all’esame, l’impiegato che torna a casa e guarda la televisione prima di dormire oppure il ragazzo per il quale il mondo è ridotto ad una singola passione; questo senza contare la vera ignoranza (l’altro giorno uno non sapeva che il Giappone fosse un’isola). Bah!

Io sono interessato un po’ da tutto: matematica, informatica, elettronica, fisica e chimica fanno parte del mio settore, ma adoro anche un bel film ascoltato bene, la musica classica a volume moderato nel totale silenzio, la lettura, il teatro, la poesia, starei ore a discutere di filosofia o a sentir parlare di astronomia o di botanica pur non sapendone molto. Mi piace prender velocità con gli sci, andare in bici tra le colline, correre in un parco al mattino presto, salire su una montagna in una giornata tersa. Sono un tipo generoso, pronto a fare favori agli amici e a dar loro consigli, ma non credo di aver mai avuto un vero amico con cui confidarmi ed a cui chiedere opinioni. Dall’esterno sono forte di carattere, ma dall’interno tasto un velo d’insoddisfazione che sembra coprire tutto. Mi scontro con i docenti che non hanno interesse ed a volte nemmeno conoscono la materia che insegnano, osservo la cittadina in cui abito da un alto balcone pensando alla monotonia della vita della gente che noto, vedo i ragazzi che vanno a stordirsi per ore nelle discoteche, che si ubriacano, che scelgono a caso l’indirizzo dei loro studi. Dove potrò mai trovare qualcuno con cui poter stare bene in mezzo a tutto ciò? Il fatto di esser gay non mi pone grandi problemi se non nel fatto di avere una cerchia ben più ristretta di persone tra cui cercare. Il "mondo gay", perlomeno quello che conosco io, però non mi si addice così tanto; è un mondo in cui lealtà e sincerità vacillano, le chat ed i luoghi d’incontro sembrano cataloghi o vetrine nelle quali si vantano più doti come il fisico, le dimensioni o la resistenza tra le coltri che veri pregi caratteriali. Posso anche cercare tali doti, ma non sono certo le prime che mi aspetto di sentire. Io non sono dichiarato; non sarebbe una tragedia se mia madre lo venisse a sapere poiché anch’ella intelligente, ma è rimasta da sola da qualche anno e crede nella famiglia che ci costruiremo mio fratello ed io; preferisco che realizzi poco a poco piuttosto che metterla di fronte al fatto bruscamente. Abito da solo quindi ho un largo margine d’azione e di privacy anche se il fatto di non essermi dichiarato limita il contributo che mi piacerebbe dare alla "causa gay". Osservo con moltissima ammirazione le battaglie sociali e politiche che vengono intraprese poiché saranno quelle che permetteranno a noi tra un po’ di anni ed alla prossima generazione un livello di accettazione che oggigiorno è difficile trovare anche in metropoli cosmopolite come Milano. Sono però dispiaciuto da questa limitazione che non mi permette di "provarci" apertamente con i ragazzi che incontro o che ad esempio mi ha fatto declinare l’offerta di collaborazione a gay.it che mi aveva fatto Grillini. Mi ha dato l’impressione di una persona intelligente e semplice e mi avrebbe fatto piacere poter collaborare con lui.

Concludendo, non so come interpreterai queste mie non poche righe, ma so che ha fatto bene a me mettere per iscritto questi miei pensieri ed augurandoti un’ottima prosecuzione del tuo lavoro, ti saluto.

Teo.

Carissimo Teo, avevo sentito dire di tutto, avevo letto lettere alla iena con ogni tipo di problema, ma che il problema fosse la troppa intelligenza no, questo non lo avevo mai sentito. Forse perché guardo troppa televisione? Può darsi, ma comunque posso capirti. Si Teo, e non perché io abbia lo stesso problema (…) ma perché credo possa essere un handicap. E’ come parlare una lingua che nessuno capisce. Insomma un pò come quando parlano Renato Zero o Loredana Berté. Però poi, vedo che alla fine il vero problema è lo stesso che affligge anche noi comuni mortali: La difficoltà a trovare l’anima gemella!! Ahiahia si torna sempre lì! intelligenti o no, sensibili o meno, caproni o gentili, ricchi o poveri ( a proposito, ma che fine ha fatto la brunetta ??) bianchi o neri, si cerca sempre il completamento della propria vita, qualunque essa sia, con un’altra persona. Non condivido la tua opinione sul "mondo gay" come lo chiami tu. Mi scrivi che lealtà e sincerità vacillano: dai Teo ! lo sai che non dipende dall’essere gay o no. Ci sono esseri umani sinceri e non, ci sono persone leali e non! Mi dici che non sei dichiarato con tua madre, anch’essa intelligente sopra la media. Bene, metti a frutto questa intelligenza (sia tua che sua) e parla con lei (Almòdovar docet…). Se non "capisce" lei, cazzo!! così con la tranquillità e la serenità che ne conseguirebbe, potresti mettere in pratica quei buoni propositi che manifesti, ovvero il voler contribuire alla "causa gay" in maniera attiva. Sono sicuro che il renderti utile alla comunità, frequentare persone diverse da te, di varie estrazioni (ed intelligenze…) ti aiuterebbe anche a trovare gli amici che ti mancano. Ma ti prego non fare un test attitudinale appena conosci qualcuno. Si lo so, anche a me da fastidio parlare con persone che credono il congiuntivo una malattia degli occhi. Ma c’è di peggio: Teo, tu non ci crederai, ma ci sono persone che non sanno che Raffaella Carrà è nata a Bologna! ti rendi conto!!?? A parte gli scherzi, sfrutta la tua marcia in più! condividi i tuoi interessi con gli altri, cerca di stimolare la curiosità altrui, ma in maniera divertente, poco accademica. Sai spesso il sapere degli altri fa paura, mette a disagio, ci mette davanti alla nostra ignoranza e non vogliamo. Se tu invece trovi il modo di dimostrare che sei un ragazzo semplice, come gli altri (mi verrebbe da dire acqua e sapone…) vedrai che tutto sarà più facile e anche tu troverai gli altri più interessanti. E’ chiaro che se chi ti sta davanti ti trova saccente o noioso, non avrà nessun interesse a conoscerti e a farsi conoscere, non credi? Anche tu cerchi amici, anche tu cerchi l’amore. E da questo punto di vista, come abbiamo già detto, siamo tutti uguali : fessi!! L’amore ci rende tutti uguali!!! credo che sia la cosa più democratica del mondo! trovo alquanto bizzarro però, che mentre rispondo alla tua lettera sul malessere da troppa intelligenza, alla televisione stiano intervistando una di queste soubrettine di turno che, alla domanda circa la sua massima aspirazione, ha risposto: "vorrei tanto fare un calendario". Devo commentare? Non credo…

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...