QX INTERVISTA JAVIER BARDEM

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Qx ha incontrato l'attore spagnolo a Roma per la presentazione dell'atteso film Segunda Piel , in cui interpreta il ruolo di un medico gay che ha una relazione...

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“Sì è vero. Jordi ha meno l’aria del duro che ho io. Ma entrambi abbiamo scelto di fare questo film a patto che ci fosse questa inversione di ruoli. Io interpreto il medico gay, lui ha il ruolo del marito, ingegnere aeronautico, che tradisce la moglie per un uomo. Sarebbe stato scontato affidare a lui la parte del gay . Nei film spagnoli l’omosessuale è stato sempre rappresentato da un punto di vista caricaturale, come un personaggio grottesco, e ciò non ha aiutato i gay sul piano della visibilità. In un momento di grande ritorno, anche in Italia, dell’omofobia, ritenevamo giusto non calcare stereotipi e mostrare per mostrare due uomini normali che si amano”.

Dopo Segunda Piel hai scelto di interpretare di nuovo un personaggio gay, nel film di Schnabel su Reinaldo Arenas, “Before night falls”.

“Ho fatto prima Segunda piel , poi il film di Schnabel. Non sapevo che ci sarebbe stato un secondo ruolo gay in così breve tempo, non c’è stato nulla di premeditato. Solo coincidenza. E’ da quando è iniziata la mia carriera in Spagna, che ho voluto dimostrare a me stesso di poter interpretare ruoli diversi da quello del macho e del duro che continuavano a propormi e con Segunda Piel e Before Night Falls ho avuto due magnifiche opportunità per dimostrare tutto ciò. Ed è stata anche una opportunità per lottare contro un atteggiamento tipico del cinema americano, dove un attore rimane fossilizzato per sempre nei propri ruoli. Sono appena tornato dal festival del cinema di Toronto, e tutta la stampa americana mi ha chiesto se ho preso in considerazione che la mia carriera potrebbe essere distrutta dopo aver interpretato due personaggi omosessuali.

Non riuscivo a credere a quelle domande. Sono rimasto allibito”.

E qual è stata la tua risposta?

“La mia risposta è stata che preferisco andare a letto con un uomo in un film, piuttosto che ammazzare 500.000 vietnamiti in una guerra”.

di Rocco Messere

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