Riverdale: 7 motivi per guardare la nuova serie CW

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Riverdale strizza l'occhio a Twin Peaks ma con in salsa adolescenziale. E queer.

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76 anni dopo la comparsa su carta dei suoi personaggi, nati sui fumetti della casa editrice Archie Comics e negli anni ’80 diventati serie tv animata dal titolo ‘Zero in Condotta‘, Riverdale ha finalmente preso la forma del live-action grazie alla The CW.

13 episodi, quelli programmati per questa prima stagione, che hanno subito messo in mostra le potenzialità di una serie adolescenziale dal taglio indubbiamente queer, tanto da poter snocciolare 7 motivazioni per non perderla di vista.

1

Inutile girarci attorno, la quantità ‘ormonale’ nella nuova serie The CW è sbalorditiva. K. J. Apa, sconosciuto 19enne neozelandese scovato non si sa dove e qui chiamato ad interpretare il protagonista Archie Andrews, è un’esplosione di sensualità, muscolare e non. Non contenti al suo fianco, per non lasciare nulla al caso, si sommano ‘liceali’ di tutto rispetto (Cole SprouseRoss Butler), in modo da coprire degnamente qualsiasi ipotetico gusto in fatto di uomini.

2

Immancabile, com’è giusto che sia, il personaggio LGBT. Casey Cott è Kevin Keller, volto ideato dallo sceneggiatore Dan Parent solo nel 2010. Fascinoso e apertamente gay, è il figlio dello sceriffo della città, il miglior amico della co-protagonista Reggie Mantle e autentico ‘aizzatore’ di pulsioni sessuali per i tanti giovani repressi della scuola.

3

Mai, ma vado a memoria, in una serie tv c’erano stati tanti rossi. Belli, bellissimi e dalla chioma fluente. Maschi e femmine in egual misura, per una rivincita del ‘roscio’ finalmente diventata concreta, dopo anni e anni di ingiuste pugnalate ai fianchi.

4

“Ronnie” Lodge, interpretata da Camila Mendes, è la ‘cavalla pazza’ della serie. Appena sbarcata da New York, con padre in galera e un passato da vera ‘stron*a’, prova a ricostruirsi una vita facendo la brava ragazza, se non fosse che tradisca immediatamente la fiducia della nuova amica Betty, con cui limona durante una prova da cheerleader. Una scena lesbo totalmente gratuita e fuori da ogni contesto, a meno che il futuro di Ronnie non ci regali inattese sorprese.

5

Scappandoci il morto alla prima puntata, Riverdale si tramuta presto in una sorta di Twin Peaks ‘under 21’. Siamo in una piccola città dove tutti si conoscono, e il ritrovamento del corpo di un ragazzo che si credeva morto affogato, ma invece scovato con una pallottola in testa, sconvolge la popolazione. Chi sarà mai stato? L’intrigo prende subito forza, con il sexy teen-drama che si fa crime.

6

Tra i tanti personaggi presentati nelle prime due puntate, spicca indubbiamente Cheryl Blossom, interpretato da Madelaine Petsch. Una presenza ingombrante perché maledettamente ‘odiosa’, nel suo essere snob, manipolatrice e sensibilmente diabolica. Una sorta di Regina George, volendo citare Mean Girls, che tante soddisfazioni potrà dare nel corso della prima stagione. Perché ricca e ambigua, con tanto di possibile ipotesi di incesto con il fratello.

7

Doveroso, infine, citare due vere guest star negli abiti di ‘genitori’. Ovvero Luke Perry, storico Dylan in Beverly Hills 90210 qui chiamato ad interpretare Fred, padre di Archie, e Mädchen Amick, indimenticabile Shelly Johnson nella serie televisiva I segreti di Twin Peaks, qui negli abiti della protettiva madre di Betty Cooper.

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