SCORSESE IN VOLO VERSO L’OSCAR

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‘The Aviator’ con Di Caprio trionfa ai Golden Globes, anticamera degli Academy Awards. Premiati la Portman e Owen per ‘Closer’. ‘Mare dentro’ di Amenábar miglior film straniero.

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Ce la farà Scorsese a vincere un Oscar che aspetta da 25 anni, dai tempi di Toro scatenato, dopo ben cinque nominations? Sembrerebbe proprio di sì, vista la triplice vittoria ai Golden Globes, tradizionale ‘anticamera’ degli Academy Awards.

Il suo ultimo lavoro, The Aviator, si è aggiudicato infatti tre ambiti premi: miglior film drammatico, miglior attore (Leonardo Di Caprio che l’ha anche coprodotto) e migliore colonna sonora. Arriverà da noi il 28 gennaio questa sfarzosa biografia del tycoon miliardario e sciupafemmine Howard Hughes, imprenditore texano e pilota, ossessionato dall’igiene e affetto dalla sindrome di Tourette (un disturbo nervoso che fa ripetere le stesse parole, gli stessi gesti), regista del kolossal Angeli dell’Inferno (1930) dalle mirabolanti sequenze aeree, codiretto col regista gay di Frankenstein James Whale e passato alla storia per il costo allora esorbitante (4 milioni di dollari) e una quantità di pellicola da guinness (560 ore di negativo). Morto pazzo nel 1976, Hughes amò tra l’altro nientemeno che Ava Gardner, Jean Harlow, Janet Leigh, Jane Russell e Katharine Hepburn.

E proprio la Katharine Hepburn portata sullo schermo da Cate Blanchett non l’ha spuntata nella corsa al Golden Globe, battuta sul filo di lana dalla spregiudicata Alice interpretata da una volitiva Natalie Portman in Closer a braccetto col dermatologo sessuomane Larry di Clive Owen (miglior attore non protagonista).

Tra gli attori ‘in a leading role’ l’hanno spuntata il nero Jamie Foxx nel ruolo del grande Ray Charles in Ray di Taylor Hackford, l’Annette Bening di Being Julia e l’androgina Hilary Swank già Oscar per l’omo Boys Don’t Cry e qui agguerrita donna coi guantoni nell’ultimo Clint Eastwood Million Dollar Baby, premiato anche per la miglior regia.

Miglior commedia l’enologico e super-outsider Sideways del gay-friendly Alexander Payne, scelto anche per la sceneggiatura; miglior film straniero Mare dentro dell’outed Alejandro Amenábar ormai in zona Oscar.

Tra le serie televisive ha prevalso l’innovativa e violenta Nip/Tuck, sempre filogay (la scorsa settimana si è visto un angelo della morte lesbico baciare appassionatamente una morbonda Joely Richardson, sconfitta ai Golden Globes dalla Mariska Hargitay di Law and Order).

Cerimonia sobria all’Hilton Hotel di Beverly Hills con donazione di 250.000 dollari per le vittime dello tsunami asiatico da parte dell’Associazione della Stampa Internazionale con presentazione sul palco del presidente, l’italiano Lorenzo Soria.

Un curioso incidente: per un errore del cerimoniale, Penelope Cruz era finita allo stesso tavolo di Nicole Kidman nel ricco party che segue la consegna dei globi. L’ex fidanzata di Tom Cruise ha risolto il problema dando all’ultimo momento forfait.

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