Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese

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Dal 17 al 21 settembre l’ottava edizione dedicata alla scrittrice statunitense Audre Lorde

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Fa ormai tendenza la riscoperta di figure storiche lgbt la cui vita – o un frammento anche ridotto di essa – viene ricostruita attraverso il cosiddetto ‘biopic’, di finzione o documentario, sottogenere sempre meno televisivo e più cinema d’autore, rivolto al grande pubblico e non solo a un’audience specificamente queer: ieri al Festival di Toronto ha vinto il premio del pubblico “The Imitation Game” di Morten Tyldum sul matematico gay Alan Turing con l’interpretazione pare straordinaria di Benedict Cumberbatch (di solito questo riconoscimento a Toronto è un viatico per l’Oscar). E a breve, il 25 settembre, arriverà in sala il discusso “Pasolini” di Ferrara mentre sono iniziate qualche settimana fa le riprese di “Michael” con James Franco che incarnerà l’ex attivista gay Michael Glatze.

Anche l’ottava edizione del festival internazionale di cinema lesbico “Some Prefer Cake”, in programma dal 17 al 21 settembre al Nuovo Cinema Nosadella di Bologna, presta grande attenzione a personalità femminili realmente esistite che hanno fornito contributi rilevanti alla cultura e all’immaginario lesbico: tra i 46 film presentati (di cui ben 23 prime nazionali) sono molti i biopic, soprattutto documentari, da non perdere. “Violette Leduc, la chasse à l’amour” di Esther Hoffenberg che sarà presente a Bologna, illumina l’autrice di due cult lesbici transalpini degli anni ’60, “La bastarda” e “Teresa e Isabelle”, amica di Simone De Beauvoir che ne scoprì il talento letterario e prima autrice a raccontare in maniera innovativa la sessualità femminile attraverso l’autofiction (dovrebbe uscire prossimamente nelle sale italiane anche il lungometraggio di finzione “Violette” di Martin Provost con Emmanuelle Devos, presentato all’ultimo Festival Mix di Milano).

La prima donna a vincere il premio Pulitzer col celebre romanzo “Il colore viola”, la settantenne Alice Malsenior Walker, è la protagonista di “Beauty in Truth” di Pratibha Parmar mentre le coreografie acrobatiche di Elizabeth Streb sono al centro di “Born to fly: Elisabeth Streb vs. Gravity”. Si potrà poi scoprire l’universo artistico della pittrice e attivista lesbica sino-americana Bernice Bing (1936-1998) in “The Worlds of Bernice Bing” di Madeleine Lim e lasciarsi conquistare dalla storia d’amore fra la poetessa americana Elizabeth Bishop e l’architetta brasiliana Lota de Macedo Soares nel lungometraggio di finzione “Reaching for the Moon” di Bruno Barreto (“Donna flor e i suoi due mariti”) con Miranda Otto e Gloria Pires. Un altro personaggio ‘bigger than life’ è l’ottantaseienne Thérèse Clerc, fondatrice di ‘The Baba Yaga House’, innovativo progetto di co-housing per donne con più di 65 anni a Montreuil, nella periferia parigina. Ne racconta la storia Adele Tulli in “Rebel Menopause” che presenterà il suo doc giovedì 18 alle 18.

Tra gli altri titoli da segnarsi, la dark comedy “Broken Gardenias” di Kai Alexander su un’orfana che ruba una macchina per cercare il padre a Los Angeles e la commedia “The Foxy Martins” di Madeleine Olnek sulla “stravagante avventura urbana” della lesbica butch Margaret e dell’etero Jo.

L’edizione di quest’anno è dedicata alla scrittrice e attivista statunitense Audre Lorde di cui verrà presentata la biomitografia “Zami. Così riscrivo il mio nome” e i saggi politici raccolti nel volume “Sorella Outsider”, per la prima volta tradotti in italiano. Sul manifesto spicca il volto di Ruby Rose, modella, attrice e vj per MTV Australia, protagonista di un precoce coming out: si dichiarò lesbica all’età di 12 anni.

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“Some Prefer Cake” è organizzato da Fuoricampo Lesbian Group con la direzione artistica di Luki Massa.

L’hashtag ufficiale del festival è #spc2014.

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