Storie queer nella Storia al Torino Film Festival

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Il cineweekend lgbt al TFF: Una nobile rivoluzione, Stella cadente e N-Capace.

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“Per me Marcella è un personaggio storico”. E in un certo senso è proprio vero. Così il regista Simone Cangelosi definisce Marcella Di Folco, splendida protagonista del suo intenso documentario “Una nobile rivoluzione”, ben accolto al Torino Film Festival dove sabato sera si è ritrovato un accalorato pubblico di amici e conoscenti, tra cui la sua ‘erede’ ideale Porpora Marcasciano, attuale presidente del MIT, di cui Marcella è stata a capo per più di vent’anni e fino alla prematura scomparsa nel 2010. Prima transessuale al mondo ad essere eletta consigliere comunale, Marcella Di Folco è stata davvero un punto di riferimento illuminante per l’intera comunità lgbt italiana ma “Una nobile rivoluzione” non ha nulla dell’agiografia pomposa o del resoconto didascalico ma è piuttosto un affettuoso ritratto molto intimo, testimonianza sentita del profondo rapporto di amicizia col regista anch’esso trans ma FtoM. Un toccante doc dall’anima duplice: prima la Roma più ‘privata’ dove Marcella nacque ‘pariolina’, ossia del quartiere borghese dei Parioli, in un corpo maschile da console imperiale, che Fellini seppe sfruttare al meglio facendolo diventare un caratterista di fiducia (e quando deposita a terra Marcello Mastroianni stordito ne “La città delle donne” sembra quasi dire addio alla sua identità maschile); poi rinata donna – il contrasto è ancora più forte in quanto al cambiamento di sesso a Casablanca aveva ancora tutti i connotati maschili: la ‘nobile rivoluzione’ del titolo è anche quella sperimentata su di sè – Marcella si trasferì a Bologna dove iniziò una vera seconda vita, improntata all’attività politica pubblica e alle battaglie per i diritti lgbt (rivediamo immagini dello storico Pride bolognese del 1995). Attraverso le preziose testimonianze della sorella Liliana Di Folco che, in particolare, ricostruisce il complesso rapporto con la madre, e di amiche/colleghe di tante lotte comuni, tra cui Vladimir Luxuria, emerge una forte personalità estremamente affabile e comunicativa, ironica e dalla statuaria presenza fisica, con quel ventaglio immancabile e le parrucche mai a posto, come se non riuscissero a trattenere le sue idee vulcaniche.

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