TARANTINO E LE DONNE SAMURAI

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Al cinema, nel weekend, il ritorno del re del Pulp: nel suo Kill Bill, Uma Thurman e le arti marziali, presenti anche nell'ultimo Olmi. Poi Eastwood, Lara Croft...

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Tarantino, finalmente. L’attesa è stata lunga (l’ultimo Jackie Brown è del 1997!) ma alla fine il maestro del pulp ha dato alla luce il suo nuovo, annunciato capolavoro Kill Bill in uscita nazionale venerdì 24. In realtà ne vedremo solo metà (il Volume I) poiché Tarantino ha spezzato il suo film di tre ore (troppe per il mercato delle grandi sale americane) in due episodi di un’ora e mezza l’una. Il secondo arriverà in Italia a febbraio. E sarà curioso scoprire come il più grande metabolizzatore dei generi di serie B rielaborerà un tema molto di moda, il wu-xia pian (l’avventuroso cappa e spada) orientale, qui tutto al femminile.

Donne vendicatrici armate di katana, acrobazie improbabili stile La tigre e il dragone, ammazzamenti multipli da spaghetti western in chiave mandarina: la protagonista è lei, l’eterea Uma ‘occhi da piccione’ Thurman, detta La Sposa (ma con esplicativo nome in codice di Black Mamba) che, svegliatasi dopo quattro anni di coma, grida vendetta per l’eccidio di marito, figlia che aveva in grembo e stuolo di invitati durante una carneficina avvenuta il giorno del suo matrimonio.

Obiettivo primario: uccidere Bill (David Carradine), che nel primo episodio non si vede mai ma di cui si sente solo la voce. Da sgominare c’è però prima la terribile Deadly Viper Assassination Squad, composta dalle agili e pericolosissime California Mountain Snake (Daryl Hannah liftata come non mai e con benda nera sull’occhio destro), Vernita Green (Vivica A. Fox) e O-Ren Ishii-Cottonmouth (Lucy Liu). Per Uma, che ancora allattava la sua seconda bambina, allenamento ferreo dalle 9 alle 5 di sera, cinque giorni alla settimana per 3 mesi. Risultato: persi 20 chili e acquisita un’abilità manuale con le spade da provetta samurai.

Un’altra temibile guerriera vendicatrice è la protagonista del nuovo film di Ermanno Olmi Cantando dietro i paraventi, storia favolistica di una piratessa cinese dei primi dell’800, la Vedova Ching, citata persino da Borges. L’imperatore gli ha ucciso a tradimento il marito, l’Ammiraglio Ching e lei grida vendetta girando per i mari di mezzo mondo. Nel cast persino un redivivo Bud Spencer (non doppiato) nei panni di un capitano portoghese di lungo corso.

Altro titolo caldo, Mystic River di Clint Eastwood, uno dei film più apprezzati a Cannes 2003, sui rimorsi e i dolori di tre personaggi, Jimmy, Sean e Dave, tre amici cresciuti insieme, sconvolti dalla morte della figlia di Jimmy che riporterà a galla un episodio di violenza subito da Dave. Interpretazioni di gran classe da parte di star del calibro di Sean Penn, Tim Robbins e Kevin Bacon e una garanzia di aurea ‘classicità’ nel nome del regista.

Torna Angelina Jolie nei panni dell’archeologa più videogiocata del mondo in Lara Croft – La culla della vita di Jan De Bont alla ricerca del Vaso di Pandora nascosto in Africa e oggetto delle mire di Jonathan Reiss, uno scienziato malvagio.

Esce anche il nuovo film di Virzì, Caterina va in città con Margherita Buy e Sergio Castellitto, incentrato sulla piccola Caterina che si trasferisce con la famiglia nella capitale da un paesotto del viterbese e diventa amica di una ragazza della Roma bene che la introduce al bel mondo dei salotti e delle feste chic. Sguardo ambiental-antropologico e riflessione socio-politica assicurati. Camei insoliti di Maurizio Costanzo e Roberto Benigni.

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