THE MEXICAN: BRAD, JULIA E IL KILLER GAY

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Finalmente un personaggio gay non stereotipato!

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Che coppia, ragazzi. E non sto parlando del mitico, spumeggiante, sfolgorante duetto hollywoodiano di due delle star più pagate e ammirate del momento, Brad Pitt e Julia Roberts, protagonisti di ‘The Mexican‘ di Gore Verbinski, ma solo della cerbiattina tutt’occhi Julia.

Che nel film fa veramente coppia con un altro personaggio, il killer gay un po’ sovrappeso e simpaticissimo interpretato da James Gandolfini, che le regala i più bei dialoghi, i più bei scambi di sguardi e di emozioni del film. Anche perché nella storia Julia e Brad si incontrano solo all’inizio e alla fine (e quando appaiono insieme l’inquadratura incornicerebbe un cachet complessivo da brividi di 40 miliardi se i due non avessero lavorato con paga quasi-sindacale): Brad infatti è Jerry, fidanzato della bella Samantha (la Roberts), che causa l’arresto di un boss latitante per colpa di un semaforo malfunzionante. Per farsi perdonare viene coinvolto nella ricerca di una pistola leggendaria chiamata ‘The Mexican’ che spara nelle direzioni meno attese mentre Samantha, arrabbiata per essere stata lasciata sola, finisce a Las Vegas e diventa ostaggio di un killer che si rivela molto più umano e comprensivo di quanto uno possa immaginare.

Ed è proprio il Winston interpretato da James Gandolfini (una celebrità in America per il suo ruolo del boss mafioso italoamericano che va dallo psicanalista nella premiatissima serie tv ‘The Sopranos’) il personaggio più bello del film: un gay non stereotipato (non è effemminato né isterico e non ha un fisico perfetto) destinato a diventare il migliore amico della Roberts che usa la parola ‘fidanzato’ (invece che compagno, amico – e per Hollywood non è poco) per chiedergli se sta con qualcuno. Qualcuno che ha visto o vedrà il film obietterà che il personaggio fa una brutta fine (e per di più per colpa di Brad Pitt!) come il tipo gay che Winston si carica a Las Vegas ma bisogna ammettere che certi snodi di sceneggiatura, a Hollywood, sono ancora tabù.

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