Torna la Queer Palm sulla Croisette

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Si inaugura stasera il 64esimo Festival di Cannes con la nuova commedia sentimentale di Woody Allen "Midnight in Paris". Seconda edizione per la Palma gay: spicca il sudafricano...

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Seconda edizione per la Queer Palm, il cinepremio gay del Festival di Cannes che apre i dorati battenti oggi con la nuova commedia sentimentale "Midnight in Paris" di Woody Allen con Owen Wilson, Marion Cotillard e un cameo di Carla Bruni (entrambe le attrici daranno forfait, la prima perché certamente incinta, la seconda "per problemi personali e professionali", forse ugualmente in attesa). Quest’anno la Palma arcobaleno organizzata dal giornalista Franck Finance-Madureira non dovrebbe soffrire della mancanza di film lgbt dell’anno scorso, anche se il raccolto queer, nonostante i grandi numeri sfoderati sulla Croisette, sembra piuttosto contenuto a riprova di una fase non particolarmente creativa per il cinema queer: tra i dieci titoli intercettati di possibile interesse lgbt spicca nella sezione laterale "Un Certain Regard" il dramma sudafricano "Skoonheid" ("Bellezza") di Oliver Hermanus sull’innamoramento improvviso di un amorevole padre di famiglia per l’avvenente figlio ventitreenne di un amico, foriero di sconvolgimenti esistenziali che rivoluzioneranno la vita di molte persone.

Un interessante regista gay indipendente americano, Jonathan Caouette, autore di un cinema molto personale a metà strada fra finzione e documentario, torna sul suo vissuto personale in "Walk Away Renée", on the road lisergico da Houston a New York in compagnia della madre schizofrenica, vista in "Tarnation", sul filo della memoria e di dolorose esperienze rievocate nel ricordo.

Personaggi queer compaiono anche in altri film quali il dramma famigliare cileno "Les vieux chats" di Sebastián Silva in cui la lesbica Rosario perseguita la madre Isadora e il padre affetto da Alzheimer per far fronte ai propri debiti. Una giornata clou sarà sicuramente martedì 17 maggio: in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia verrà presentato il doc "Illegal Love" di Julie sulla Proposition 8 che abolì i matrimoni gay in California, votata lo stesso giorno dell’elezione di Barack Obama, il 4 novembre 2008.

Nel festival dei grandi autori, da Von Trier a Malick fino ai nostrani Sorrentino e Moretti, ossia una certezza per i selezionatori che non sembrano rischiare molto con le nuove scoperte (ma in concorso pare che stupirà l’esordio "Michael" dell’austriaco Markus Schleinzer sul controverso rapporto tra un trentacinquenne e un ragazzino di dieci anni), i registi top dichiaratamente omosessuali puntano però su storie etero: Gus Van Sant racconta un amore adolescenziale dai toni dark tra un orfano con la passione dei funerali e una malata terminale in "Restless" che apre il Certain Regard mentre l’horror gore firmato da Almodóvar di cui abbiamo già parlato, pur risultando in lista Queer Palm, non ci sembra avere evidenti spunti lgbt.

In chiusura ci sarà il nuovo "Les bien aimés" di Christophe Honoré, commedia musicale sulla scia di "Les chansons d’amour’ ma con cast strepitoso (la Deneuve e sua figlia Chiara Mastroianni, Milos Forman, Ludivine Sagnier). Anche il maestro André Téchiné presenta alla Quinzaine una storia non gay, "Impardonnables", tratta dall’omonimo romanzo di Philippe Dijan pubblicato in Italia da Voland nel 2009 e incentrata su uno scrittore che cerca di riprendersi dalla morte improvvisa di moglie e figlia.

La giuria Queer Palm è presieduta dalla giornalista di Paris Première Elisabeth Quin e composta anche da Marie Colmant, Gérard Lefort, Thomas Abeltshauser, Fred Arends, Esther Cuénot e dal sottoscritto.

di Roberto Schinardi – da Cannes

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