Toronto Film Festival, da Lady Gaga al nuovo James Franco

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Molti i titoli LGBT alla 42esima edizione in corso. Accolto con una standing ovation Call Me By Your Name di Guadagnino.

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Il Toronto Film Festival è la grande cine-macchina del mercato internazionale, e da qui è partita l’anno scorso la scommessa poi vinta dal piccolo grande Moonlight, lanciato contemporaneamente da Telluride.

La quarantaduesima edizione è in corso fino al 17 settembre e si sta rivelando molto attenta ai prodotti LGBT: è stato accolto molto bene l’italiano Call Me By Your Name di Luca Guadagnino – passaggio fondamentale per entrata nell’orbita dei premi americani – che bissa il successo al Festival di Berlino: la trasposizione dell’omonimo romanzo gay di André Aciman co-adattato da James Ivory e ambientato negli anni 80, sull’innamoramento di un diciassettenne per un accademico amico del papà archeologo, ha ottenuto alla prima una standing ovation e The Hollywood Reporter parla già di ‘potenziale contendente agli Oscar’. Dovrebbe uscire in Italia a inizio 2018.

Lady Gaga ha fatto una comparsata a Toronto per presentare il documentario su di lei, Gaga: Five Foot Two diretto da Chris Moukarbel in uscita il 22 settembre su Netflix. Più sobria e compassata del solito, ha annunciato una pausa dopo il tour che la vedrà il 26 settembre a Milano al Forum di Assago: Mi prenderò una pausa, non so quanto lunga. Ciò non significa che non creerò nulla o che non abbia già in serbo qualcosa per il futuro. Ma ho bisogno di fermarmi. Non vedo l’ora di riflettere, rallentare e guarire. Nel doc viene descritta una Lady Gaga inedita: non tanto effervescenza e trasformismo sfrenato ma soprattutto dolori cronici e ansia che l’affliggono da tempo. “Spero che le persone che lo guarderanno, e che affrontano dolori di questo tipo – ha dichiarato la star italoamericana – sappiano che non sono da soli. Raccontare la propria storia è difficile, ma anche liberatorio.

L’irrefrenabile James Franco ha presentato la sua ennesima fatica da regista, attore e coproduttore, l’eccentrico The Disaster Artist su una sorta di Ed Wood postmoderno, “il peggior regista mai esistito”, tale Tommy Wiseau autore del cult trash The Room nel 2003. Nel film si approfondisce il profondo legame di Wiseau con Greg Sestero, attore e modello che recitò in The Room (lo interpreta Dave Franco, fratello minore di James). Varie star appaiono in piccoli ruoli o camei, come Sharon Stone nei panni della talent agent di Sestero e Melanie Griffith in quello di una direttrice di casting.

Molto atteso il dramma lesbico Disobedience del talento cileno Sebastian Lelio, autore del trans Una donna fantastica. Promette scintille la coppia Rachel Weisz e Rachel McAdams innamorate nella comunità ebrea ortodossa londinese dove Ronit (Weisz), figlia di un rabbino, ritorna per la morte del padre.

Dall’Oriente, più precisamente dalla Sud Corea, arriva invece The Poet and The Boy di Kim Yang-hee sull’innamoramento di un poeta sposato per un giovane che lavora in una pasticceria. A Toronto viene anche presentato il bellissimo 120 Battiti al Minuto di Robin Campillo di cui abbiamo ampiamente parlato e che uscirà in Italia per Teodora il 5 ottobre.

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