TRAVESTITO PER VIVERE

di

Tra le tante nuove uscite nelle sale, 'Osama', primo film afghano post-talebani. E poi il sequel di 'Regalo di Natale' 18 anni dopo, horror d'autore, vampiri e thriller.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1081 0

Travestito per sopravvivere. Quando cambiare identità significa fuggire all’omologazione della violenza. E’ in arrivo nelle sale italiane Osama di Siddik Barmak, fresco vincitore del Golden Globe come miglior film straniero e già coperto di allori nei festival di mezzo mondo tra cui migliore opera prima al London Film Festival e menzione speciale della Caméra d’Or a Cannes.

Bin Laden non c’entra, anzi, Osama è un nome molto diffuso in Afghanistan, sia da uomo che da donna. Nella Kabul oppressa dal regime talebano, Maria, una bambina di dodici anni, si ritrova con la madre e la nonna dopo la morte di tutti i maschi che componevano la famiglia. Non sanno come sopravvivere, poiché la legge impedisce alle donne di uscire di casa e di lavorare. Ma un’idea potrebbe salvarle: travestire la piccola da maschio e chiamarla Osama affinché possa trovare lavoro presso un conoscente. Ma i talebani stanno rastrellando la città costringendo tutti i ragazzi a entrare nel loro esercito. Così la piccola Maria/Osama viene catturata.

Primo film girato dopo la caduta del regime talebano da un regista che ha studiato a Mosca e andato in esilio in Pakistan quando i talebani salirono al potere e sequestrarono tutti i suoi lavori precedenti, deve il suo successo anche all’intensità della giovane protagonista, la non professionista Marina Golbahari che nel doppio ruolo ricorda il piccolo Georges Du Fresne, il bambino che si comportava come una femmina nell’intenso e fiabesco La mia vita in rosa di Alain Berliner. Il regista quarantunenne Barmak, che oggi vive a Kabul, ha dichiarato: «Gli afgani erano stanchi della guerra civile, provati dall’invasione dell’ex Unione Sovietica. Cercavano persone che portassero pace e benessere, mentre gli Studenti del Corano volevano unicamente il potere, avendo la complicità delle compagnie petrolifere. Un gioco sporco che ha innescato uno scontro di civiltà dal futuro incertissimo». Distribuisce la Lucky Red del bravo Andrea Occhipinti, assoluta garanzia di qualità.

Un personaggio gay si (ri)trova in La rivincita di Natale di Pupi Avati, seguito a distanza di diciott’anni di Regalo di Natale. Tra i quattro amici che la notte di Natale si riuniscono nuovamente per giocare a poker ricompare George Eastman nel ruolo di Stefano Bertoni, l’omosessuale proprietario di una palestra. Allora Franco Mattioli (Diego Abatantuono) perse tutto alle 5.30 del mattino e questa è l’occasione per una rivincita: nel frattempo è diventato il più importante esercente cinematografico di Milano. Ma gli avversari sono agguerriti: riecco il conduttore televisivo Ugo Cavara (Gianni Cavina), il critico cinematografico Lele Bagnoli ora malato incurabile (Alessandro Haber) e l’industriale senza cuore Antonio Santelia (Carlo Delle Piane) che nel primo episodio era il pollo da spennare.

Tra le altre uscite della settimana Oscure presenze a Cold Creek di Mike Figgis, horror d’autore con cast da urlo: Sharon Stone, Juliette Lewis, Dennis Quaid e Stephen Dorff. Trama quasi archetipica: i coniugi Tilson lasciano la città e si trasferiscono in una vecchia casa nel bosco da ristrutturare dove succedono strani incidenti. Ovviamente c’entra un segreto legato agli inquilini precedenti.

Vampire contro licantropi è invece la lotta senza esclusioni di morsi in Underworld di Len Wiseman con Kate Beckinsale nei panni di Selene, splendida rappresentante del genere succhiasangue. La bella vampirella scopre il rapimento di un giovane medico da parte dei licantropi per creare una nuova razza di predatori che sconfigga la sua specie.

Thriller processuale molto classico è invece La giuria di Gary Fleder con attori del calibro di Gene Hackman e Dustin Hoffman. Una giovane vedova intenta una causa nei confronti di un potente consorzio d’affari ritenuto responsabile della morte del marito e si rende conto che la scelta dei giurati sarà fondamentale per l’esito del procedimento.

Segnalato da tre nominations agli Oscar (migliori attori Ben Kingsley e Shohreh Aghdashloo e migliore colonna sonora) giunge da noi il dramma sentimental/politico La casa di sabbia e nebbia di Vadim Perelman su una giovane donna americana abbandonata dal marito che si vede togliere la casa dai nuovi proprietari, una famiglia di immigranti iraniani. Nel ruolo della protagonista la fascinosa Jennifer Connelly di A beautiful mind.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...