TUTTI GLI ECCESSI DI JOHN WATERS

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Intervista esclusiva al 'papa del trash' ospite al Togay. Il rapporto con la religione: 'Il Papa? È mio nemico'. L'incontro con Divine: 'Spaventava tutti'. L'amore: 'Ho un fuck-buddy'.

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TORINO – John Waters mette subito allegria. Elegante e curato come un dandy postmoderno ma per nulla snob, con quel suo baffetto fine, finissimo che maschera un po’ un volto da bambino curioso e divertito nonostante le quasi sessanta primavere, è affabile e spigliato come i personaggi dei suoi film. Lo incontriamo all’Hotel Boston in occasione del XX Togay che gli ha dedicato una ricca retrospettiva.
E’la prima volta che viene a Torino?

Sì. Speravo di potere vedere la Sindone, poiché ne avevo messa una in ‘Multiple Maniacs’…
Purtroppo non è esposta al pubblico. Però ci sono un sacco di chiese dove può rigirare il famoso ‘Rosary Job’! (n.d.r.: Divine che si fa stuprare con una croce e un rosario)
Eh, eh, sì, è diventato più celebre della Sindone stessa! La mia fama è dovuta anche a questi particolari…
Che cosa pensa del titolo di ‘papa del trash’ ora che mr. ‘Racistinger’ è sul trono?
E’ un onore, soprattutto in Italia! I titoli mi rendono più sicuro. Ma io sono per l’aborto, per le donne nella Chiesa, per il matrimonio gay: per me il papa è un nemico. È tremendo. E dire che mia mamma era una cattolica praticante. È curioso come l’Italia sia un paese così religioso. Non capisco perché la religione debba ficcare così il naso nelle decisioni personali della gente. Ciò che amo invece è lo spirito cattolico di fare del bene agli altri.
Lei ha anche fatto scuole cattoliche…
Sì ho fatto le superiori in una scuola cattolica. Tutte le persone della mia generazioni si ricordano i metodi terroristi e malvagi di quegli insegnanti: è terribile per un ragazzo! Mi mandarono pure dallo psichiatra ma non me ne preoccupai. Qui sono quasi tutti cattolici ma secondo me in America c’è una forma di cattolicesimo ancora più radicale. Comunque non sono riusciti a fare il miracolo. Era una scuola di ‘fratelli cristiani’, una sorta di suore-maschio ma bevevano, c’era tutti i giorni un camion di birre che arrivava a scuola. Era una pessima scuola, anche intellettualmente. Non vado mai ai ritrovi degli ex-allievi!
Immagino che i problemi con la Chiesa siano arrivati anche dopo quando è diventato un regista famoso…
Sì, ho avuto molti attacchi dalla Chiesa e pessime critiche da associazioni cattoliche. Una diceva: “chi è questo John Waters, omosessuale che vuole rubare l’anima ai bambini”?
Mi racconta il primo incontro col suo Papa personale, Glenn? (n.d.r. Glenn Milstead alias Divine)

Ci conoscemmo quando la sua famiglia si trasferì vicino alla casa dove vivevano i miei genitori, dove sono cresciuto. Mi ricordo di averlo visto per la prima volta una mattina su un autobus, era già molto effeminato ma una specie di ‘nerd’ e aveva un sacco di capelli che si pettinava ossessivamente. Mi colpì subito. Poi incontrò il mio collaboratore gay David Lochary che iniziò a truccarlo e a depilarlo a dovere e creargli un look. Glenn restò una drag-queen convenzionale per poco tempo. Facemmo così ‘Mondo Trasho’. Da allora non lo chiamai più Glenn, era Divine per tutti.
E che rapporto nacque tra di voi?
Ottimo ma Divine, soprattutto allora, era una persona che spaventava con quel look. Terrorizzava tutti ma il primo a essere spaventato era lui!
E l’atmosfera sul set di ‘Pink Flamingos’ durante la famosa scena in cui mangia la cacca del cane?
L’abbiamo girata una volta sola, alla fine delle riprese. È stato terribile, ci abbiamo messo due giorni. Il cane poi non aveva voglia di farla e tutta la gente che passava era semplicemente schifata e diceva: ‘Oh, mio Dio!’. Poi Divine chiamò l’ospedale terrorizzato dall’idea di essersi preso una malattia ma quando disse che aveva mangiato escrementi di cane tutti si misero a ridere. Quella scena fece una pubblicità pazzesca al film. Rimase poi sempre attaccata alla sua immagine. Il pubblico capì che da un tipo così bizzarro come Divine ci si poteva aspettare di tutto: la gente usciva dal cinema davvero scossa.
Come mai il seguito del film, ‘Flamingo Forever’ non è mai stato fatto?

Non ho mai trovato i soldi. Divine in realtà non voleva farlo veramente, poi morì e dopo sette anni il progetto sfumò.
Lei è una persona estremamente elegante e non si direbbe che è affascinata così tanto dal ‘trash’. Che cos’è per lei il ‘trash’?
‘Trash’ è qualcosa relativo al cattivo gusto. Per esempio, relativamente all’abbigliamento, può diventare trash molta gente che non presta attenzione a come veste. Dovresti vedere certe donne a Baltimora! Bleah! L’eleganza è la possibilità di sentirsi bene nei propri vestiti per sembrare poi belli anche agli altri, a volte esagerando o magari andando contro la definizione tradizionale di ‘bellezza’ e di ‘glamour’. Poi se una cosa piace, subito viene copiata e diventa moda.
Come mai il ‘trash’ ma soprattutto la sua versione più teatrale, il ‘camp’ è così adorato dai gay?
Perché il mondo gay è fatto al contrario, i gay adorano andare controcorrente, vedere e cercare le cose che non funzionano in questo mondo ma in quello omo sì. E poi i gay vogliono impossessarsi di queste cose strane. Tutto ruota intorno all’idea del segreto: i gay hanno quest’ossessione del segreto che rende le cose più intriganti. È un gusto, quello gay, che solo ora gli etero stanno imparando a capire e gli omosessuali riescono a diffondere e a comunicare anche a loro anche perché sanno celebrarlo. Solo che ci sono sempre meno segreti e a volte è meglio così.
Questa normalizzazione non rende però più difficile veicolare il messaggio di una comicità sovversiva che fa leva sulla diversità sessuale?

Assolutamente sì. In America i gay stanno diventando più conservatori dei cattolici! Io non voglio sposarmi né avere bambini. Ci sono gay bar che sono più convenzionali dei miei genitori. Un tempo erano illegali. Ma io sono un criminale e tutto ciò che è illegale è più divertente!
E del John Waters gay che ci racconta?
Sono single e a questo punto della mia vita non potrei vivere con nessuno. Ma ho un ‘fuck-buddy’ con cui mi incontro quando voglio fare sesso. Mi sono innamorato solo tre volte: una volta con un etero, un’altra con un bisessuale e la terza con un gay.
Qual è il suo regista preferito?
Indubbiamente Pasolini, sono cresciuto con i suoi film. Tra i contemporanei adoro Lars Von Trier e Gus Van Sant.
Come è nata l’idea di ‘A dirty shame’?
Ho letto degli articoli medici in cui si spiegava di casi in cui traumi e incidenti hanno risvegliato il desiderio carnale. È tutto ciò di cui avrei bisogno, i traumi mi hanno sempre fatto un altro effetto!
So che lei ha una curiosa passione, andare ad assistere a processi insoliti e bizzarri…
Non posso più andarci: mi riconoscono subito. E poi mi arresterebbero! Per i film che ho fatto la giuria mi darebbe subito vent’anni di galera. Non voglio impedire loro la possibilità di far rispettare la giustizia!
Il suo prossimo progetto cinematografico?
Ci sto ancora pensando e non saprei cosa dire. Ora ho uno show in tv che si intitola ‘John Waters present movies that will corrupt you’ (n.d.r.: ‘John Waters presenta film che vi corromperanno’) in cui presento film come faceva Hitchcock poi mi dedicherò a una mostra di foto che sarà allestita al Warhol Museum e a un album che uscirà a Natale con strane canzoni romantiche.
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