UN EROE SCONFITTO

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Placido Rizzotto era un giovane siciliano di Corleone che è scomparso il 10 marzo 1948. Prima soldato e poi partigiano durante la seconda guerra mondiale, fu una delle...

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Se ritenete che il cinema non debba essere sempre e soltanto puro intrattenimento ma un’occasione di conoscenza e di riflessione, il film di Pasquale Scimeca, "Placido Rizzotto", vi piacerà.

Al festival di Venezia, dove è stato presentato per la prima volta, ha ricevuto unanimi giudizi positivi dalla critica. E dal giorno del debutto nelle sale italiane, il film, alla prova con il pubblico, sta ottenendo la conferma di tutto il suo valore.

Che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il cinema nazionale è ormai un dato di fatto. Ne è prova il grande successo durante la scorsa stagione del bel film di Silvio Soldini "Pane e tulipani". Un’altra importante affermazione è la pellicola di Marco Tullio Giordana "I cento passi" che ha esordito a settembre e che è ancora programmata in molte sale, cosa abbastanza rara al giorno d’oggi data la forte pressione sul mercato degli incalzanti prodotti americani.

Placido Rizzotto era un giovane siciliano di Corleone che è scomparso il 10 marzo 1948. Prima soldato e poi partigiano durante la seconda guerra mondiale, tornò in Sicilia dove credette di poter cambiare la dura realtà dei contadini attraverso il coraggioso impegno nel sindacato e la lotta contro il potere mafioso. Egli invece fu una delle tante vittime della mafia, massacrato a bastonate e gettato in un fosso così stretto e profondo che di lui non è rimasto nulla. È rimasta però la sua leggenda che Pasquale Scimeca ha sentito per la prima volta dalla viva voce dei contadini, quando da bambino frequentava la Camera del lavoro del suo paese.

Nel prologo del film la storia è raccontata a un pubblico attento dal vecchio padre di Placido, Pasquale Rizzotto (quello vero fu ossessionato dalla morte del figlio e dalla volontà di smascherare i suoi assassini). Egli veste il ruolo del cantastorie, massima espressione in Sicilia della cultura popolare, che con l’ausilio del tipico pannello illustrato comincia a narrare. E il film procede infatti per quadri che potremmo definire "epici", anche se l’eroe e la sue "gesta" vengono descritte con uno stile essenziale ma non privo di qualche ingenuità, forse volontaria, come la forte caratterizzazione dei mafiosi.

Una vicenda popolata, nel bene e nel male, da personaggi che fanno parte della nostra storia recente. Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa allora capitano dei carabinieri a Corleone che indagò e fece arrestare gli assassini di Rizzotto, assolti in seguito. Pio La Torre, successore di Rizzotto alla guida del sindacato, che come Dalla Chiesa verrà ammazzato dalla mafia. Il mandante del delitto, il capomafia Michele Navarra, che farà una tragica fine crivellato da centinaia di colpi di mitra e infine l’esecutore, Luciano Liggio, che diverrà uno dei più potenti boss ma che morirà in galera, malato e abbandonato da tutti.

Una tragedia insomma, che Scimeca conclude con una visione alquanto pessimistica. Dopo la stretta di mano finale fra Carlo Alberto Dalla Chiesa e Pio La Torre, il regista torna a mostrarci il vecchio padre di Placido Rizzotto che in qualità di cantastorie conclude il suo racconto davanti a una platea di sedie vuote. Come a dire che oggi la storia di questi eroi sconfitti non interessa più a nessuno.

Ci auguriamo invece che con film intensi ed emozionanti come questo il nostro cinema riesca a rammentarci altri fatti della nostra storia che le cronache giudiziarie riferiscono oggi a un pubblico sempre più distratto e assente.

Placido Rizzotto di Pasquale Scimeca

Con Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese, Carmelo di Mazzarelli, Gioia Spaziani, Arturo Todaro, Biagio Barone, Franco Catalano.

Italia, 110 minuti. placidorizzotto.it

di Alberto Bartolomeo

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