UN FESTIVAL ALIENO

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Anticipazioni dal Festival Gay di Torino, in programma dal 17 al 25 aprile. Icona dell'anno è la Bardot. Attesissima retrospettiva di Jean Cocteau. E poi Tennessee Williams, la...

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TORINO – Da Sodoma a Hollywood passando per la Luna.

Mai come quest’anno il Festival Gay di Torino alias Togay, in programma dal 17 al 25 aprile al Teatro Nuovo/Cinema Valentino, il più importante festival competitivo omosessuale d’Europa, il più interessante e meglio organizzato, è all’insegna dell’alieno, del diverso: perché da minorenne diventa maggiorenne, raggiungendo la diciottesima edizione; perché il gruppo degli organizzatori, tranne il direttore Giovanni Minerba, è cambiato totalmente (“per divergenze di opinione insanabili con la direzione sulle decisioni artistiche”); perché troviamo una nuova sezione dedicata a ‘Mostri e vampiri’ ristretta al cinema europeo, ‘Europa Mon Amour’; perché una delle Icone scelte è Brigitte Bardot che ultimamente non è certo stata a fianco della comunità gay criticando la presenza di troppi omosessuali nella sua Saint Tropez.

Questa sezione viene curata dal regista Marco Ponti, pluripremiato per ‘Santa Maradona’.

Ma cambiamento vuol dire anche stimolo, rinascita: attendiamo con curiosità un Festival davvero nuovo.

I concorsi saranno quattro (lunghi, corti, documentari, video), a contendersi il premio ‘Ottavio Mai‘ intitolato al compagno di sempre di Minerba che in questi giorni ha presentato a Berlino un video omonimo commemorativo cofirmato da Alessandro Golinelli. Una giuria di teenager, i ragazzi del 2006, assegneranno poi un riconoscimento al miglior documentario.

Attesissima retrospettiva dedicata a chi, con una manciata di film, entrò di diritto nella galleria dei grandi: Jean Cocteau (‘La bella e la bestia’, ‘L’aquila a due teste’) di cui potremo vedere ‘Il testamento di Orfeo’ (foto sotto) che all’epoca entusiasmò i giovani registi della Nouvelle Vague e fu finanziato da Truffaut. Si approfondirà la figura di un regista contemporaneo spagnolo postfranchista poco noto, Jaime Chavarri, autore di ‘A un Dios desconocido’ e ‘Las cosas del querer’. Eventi speciali riguarderanno il regista italoargentino Oskar Aizpeolea, Anna Magnani, Tennessee Williams e Marguerite Yourcenar.

L’astronauta della curiosa immagine scelta da Dalidea Communications per il Togay sembra un po’ smarrito, non ha bandiere rainbow per ‘colonizzare’ la Luna (quando vedremo sul manifesto di un Festival Gay due ragazzi che si baciano o si abbracciano?), non può parlare: simboleggia bene una situazione di attesa, di mistero ma anche un desiderio potente di conquista e conoscenza. Non ci sarà bisogno di andare sulla Luna per scoprire un nuovo mondo pieno di film ‘che cambieranno la vostra vita’. Torino è vicino.

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