“Un giorno perfetto”, la svolta di Ozpetek

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Esce l'atteso nuovo film di Ozpetek tratto dall'omonimo romanzo di Melania G. Mazzucco. Una dolorosa vicenda di violenza famigliare interpretata dagli ottimi Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea.

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Ozpetek cambia. Cambia registro – una storia famigliare quasi noir, imperniata sull’ossessione cieca di un amore violento – cambia attori, lasciando alla sua fedele Serra Yilmaz il cameo istantaneo di una gelataia nella scena finale e un piccolo ruolo necessariamente ‘angelico’ per Angela Finocchiaro, e cambia atmosfere, più cupe e meno conciliate.

Non cambia però città, e anche Un giorno perfetto, tratto dall’omonimo romanzo di Melania G. Mazzucco, già vincitrice del premio Strega con Vita, è ambientato nella sua amata Roma. Un libro denso e fluviale, ‘Un giorno perfetto’, incentrato su una coppia in crisi, Emma e Antonio, come tante: lei si arrabatta in lavori precari, ha lasciato il marito poliziotto in servizio di scorta a un politico inquisito ed è andata a vivere con i due figli dalla madre ma lui non si rassegna e fa(rebbe) di tutto pur di riaverla accanto a sé.

Una narrazione serrata e febbrile delle ventiquattr’ore che precedono un fatto di cronaca nera – ogni capitolo è intitolato come un’ora del giorno – in cui si intrecciano i destini di altri personaggi (un onorevole e la moglie, uno studente universitario, sua sorella settenne, eccetera) che Ozpetek rispetta nella sostanza con qualche variazione: il professor Solari nel libro è gay e viene sospettato di pedofilia da parte di alcuni genitori che scrivono una lettera alla preside, raccolgono firme e si appellano al Ministero dell’Istruzione perché secondo loro è indegno di insegnare in una scuola pubblica. In realtà è un ottimo professionista appassionato del suo lavoro e le illazioni dei genitori si rivelano solo fandonie ingiuriose. Ma i genitori degli allievi maschi decidono di non far più partecipare i figli alle attività extrascolastiche dell’operoso docente.

Ozpetek ha però deciso di trasformarlo in una donna, Mara, interpretata dalla futura signora Zaccaria, la neocinquantenne Monica Guerritore, evitando così la questione pedofilia («Ho fatto questa scelta perché non mi sembrava facesse bene all’ambiente gay, mi sembrava banale» ha dichiarato al settimanale Grazia. «Invece mi interessava il rapporto tra le due donne e mi attirava il fatto che parlassero di uomini»).

Per il ruolo dei protagonisti Emma e Antonio ha scelto due ottimi attori, particolarmente apprezzati da pubblico e critica alla Mostra di Venezia, che non si potrebbe immaginare diversi: il ruvido Valerio Mastandrea e l’intensa Isabella Ferrari (sarà Coppa Volpi?). Fa sempre piacere, poi, rivedere l’inossidabile Stefania Sandrelli, qui nella parte della mamma cartomante di Emma la cui vicina è innamorata di un danzatore che non la porta mai a ballare preferendogli un camionista.

Molto curata – come sempre, nei film di Ozpetek – la colonna sonora, che rivede la collaborazione del fedele Andrea Guerra ed è in vendita da oggi per l’etichetta Radiofandango: anche nel libro le musiche hanno un rilievo particolare (il romanzo inizia col testo di A perfect day di Lou Reed) e prima dell’indice vengono riportate le canzoni di cui vengono citati i testi, dalla cultissima Bertè con l’esplosiva Sei bellissima al più recente XdonO di Tiziano Ferro.

Il regista italoturco è stato attratto dalla dolorosa vicenda di Un giorno perfetto anche per analogie con un episodio del passato: «Mi ha ricordato l’ossessione che ho avuto per una certa persona. Per fortuna durò solo sei mesi. E poi mi interessava il tema della violenza sulle donne. Quando in un paese le cose non vanno bene lo capisci da come vengono trattate tutte le donne. Io non le amo solo quando vogliono il potere maschile e diventano dure. In realtà le donne riescono sempre a cambiare le cose. Per questo escono sempre vincitrici nei miei film».

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