UN KURT COBAIN QUASI GAY

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Festival di Cannes. Gus Van Sant ricama in 'Last days' una bizzarra biografia della rockstar. Con un efebico Michael Pitt, da ammirare nella galleria di foto. In gara...

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TORINO – Un Kurt Cobain che vaga per casa vestito da donna e si inoltra nudo per boschi e laghi non si era mai visto. Desterà non poco scalpore il nuovo film di Gus Van SantLast Days‘, in concorso al Festival di Cannes (11 – 22 maggio), anche perché l’idolatrata stella del rock morta suicida il 5 aprile del 1994 sarà interpretata da un piccolo profeta dell’androginia, quell’efebico Michael Pitt che già in ‘The Dreamers‘ occhieggiava all’amico Louis Garrel con insinuanti modi criptogay.

Per prevenire eventuali insurrezioni dei fan più accaniti apparirà comunque una scritta che spiega: «sebbene questo film sia ispirato agli ultimi giorni della vita di Kurt Cobain si tratta di un’opera di finzione» (il protagonista cambia anche nome e diventa Blake).

Van Sant, che sta già lavorando sul suo prossimo film, ‘The Time Traveler’s Wife‘ tratto da un romanzo culto di Audrey Niffenegger, sarà sulla Croisette insieme al cast di ‘Last Days‘ che annovera Asia Argento nei panni di Courtney Love (che mantiene però il suo nome di battesimo e vista la allure ‘maledetta’ potrebbe funzionare nonostante la scarsa somiglianza), il tenero Lukas Haas di ‘Witness – il testimone‘ e Kim Gordon, cantante e bassista del leggendario gruppo dei Sonic Youth, nel ruolo della rappresentante della casa discografica di Blake.

Narrativamente, Van Sant si prende molte liceità, trasferendo il protagonista in una casa isolata nei boschi: «Ci sono molte ipotesi riguardo a quello che è successo – spiega il regista – Ognuno ha un’opinione diversa ma non c’è una testimonianza autorevole a riguardo. C’è una sorta di lacuna. Il protagonista è come un’Amleto shakespeariano che riflette su demoni e fantasmi personali. Non mostreremo nulla di specificamente provocatorio, comunque: non si vedono droghe nel film anche se appaiono personaggi che sembrano drogati».

Sulla scia della svolta sperimentale del regista dopo l’eccelso ‘Elephant‘, doppia Palma d’Oro nel 2003, non si tratterà di un biopic convenzionale: lo stile sarà semidocumentaristico, lento e rigoroso, denso di atmosfera più che di azione, quindi sempre più lontano da Hollywood. ‘Last Days‘ dovrà comunque vedersela con avversari agguerriti: come due anni fa Van Sant fronteggia Von Trier che porta in concorso l’atteso ‘Manderlay‘ (foto), seguito del magistrale ‘Dogville‘ che si tiene sulla sua scia (ma le scritte sul pavimento saranno nere su bianco anziché il contrario) ma vedrà Nicole Kidman sostituita nella parte di Grace dalla rivelazione di ‘The VillageBryce Dallas Howard, figlia del regista Ron. Non è ancora pronto invece ‘Brokeback Mountain‘ di Ang Lee, il western gay con Heath Ledger che probabilmente sarà a Venezia.

Sfumata la possibilità di entrare in competizione anche per François Ozon che si deve accontentare della sezione laterale ‘Un Certain Regard‘ per il suo ‘Il tempo che resta‘ (foto sotto) su un trentenne a cui viene diagnosticato un cancro e pochi mesi di vita (Melvil Poupaud, Valeria Bruni-Tedeschi e Jeanne Moreau nel cast).

Bizzarra l’idea di inaugurare il festival con ‘Lemming‘ di Dominik Moll (quello di ‘Harry, un amico vero‘), un thriller psicologico poco spettacolare (e non col terzo episodio di Guerre Stellari ‘La vendetta dei Sith‘ che sarà fuori concorso) in cui la cena di due coppie, una giovane e una anziana, viene turbata dal fatto che nello scarico del lavandino della cucina trovano un lemming morto (quei roditori dalle tendenze suicide). Nel cast Laurent Lucas e Charlotte Rampling che tra l’altro ha appena firmato per girare ‘Basic Instinct 2: Risk Addiction‘ con Sharon Stone e David Morrissey per la regia di Michael Caton-Jones.

L’Italia concorre invece per la Palma d’Oro con ‘Quando sei nato non puoi più nasconderti‘ di Marco Tullio in cui un ragazzino, cadendo in mare durante una crociera, finisce in un barcone di immigrati condividendone il destino.

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Per il resto molto cinema latino (Rodriguez e Reygadas in concorso) e asiatico (Kobayashi, Johnnie To, Xiaoshuai, Hou Hsiao Hsien), un ritorno al genere del thriller – grande attesa per ‘Una storia di violenza‘ di Cronenberg e ‘Where the truth lies‘ di Egoyan – e poche commedie tra cui il nuovo Woody Allen ambientato nel mondo del tennis ‘Match Point‘ con Scarlett Johansson. A detta dell’organizzatore Thierry Frémaux ci sarà un certo ritorno al classicismo soprattutto da parte dei grandi autori e una predominanza dei temi della paternità e della violenza.

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