Un Leone “Tinto” di rosa

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Il maestro del cinema erotico Tinto Brass presiederà la giuria del secondo Queer Lion, il premio glbt del Festival di Venezia (27 agosto - 6 settembre). Al Venice...

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Scelta controcorrente che farà discutere: sarà il maestro del cinema erotico Tinto Brass a presiedere la giuria del secondo Queer Lion, premio collaterale dedicato al miglior film con tematiche omosessuali della 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre). «Tinto Brass è indiscutibilmente un esperto, un amante ed un profondo conoscitore della settima arte, un regista dal percorso cinematografico lungo, vario e che ha segnato, per diversi aspetti, la storia del cinema italiano» spiega Daniel Casagrande di Cinemarte,

organizzatore del Queer Lion. «È un artista che ha sempre rivendicato con coraggio le sue scelte, che ha difeso le sue opere dagli attacchi della censura e del perbenismo, sin dal suo primo straordinario anarchico esordio di 45 anni fa, quel "Chi lavora è perduto" ancora oggi vivo ed attuale come, e forse più, di allora. È una persona che ha sempre parlato con coraggio, finanche spudoratezza, della sessualità, dei suoi molteplici aspetti e della sua carica e valenza dirompente in una società, soprattutto quella italiana, permeata da ipocrisia e falsi moralismi. Per tutte queste ragioni, sono convinto che metterlo a capo di un premio come il Queer Lion fosse quasi un atto dovuto, oltre che un vero onore».

Gli altri componenti della giuria sono il padovano Massimo Benvegnù, critico del quotidiano Il Riformista e del settimanale Amsterdam Weekly («benché eterosessuale, un sostenitore convinto ed in prima linea di tutte le battaglie che mi hanno visto protagonista in questi anni» spiega Casagrande) e l’olandese Boyd van Hoeij, collaboratore di Variety e direttore dell’agenzia European-films.net. Il verdetto della giuria sarà reso noto venerdì 5 settembre e il giorno dopo, in sala Perla, verrà consegnata al regista del film vincitore la targa del premio col caratteristico leoncino alato rainbow dalle mani dell’onorevole Paola Concia.

Grande novità di quest’anno, la presentazione di quattro titoli a tematica glbt al Venice Market, il mercato internazionale dei film e dell’audiovisivo: il drammatico Ciao, produzione statunitense diretta da Yen Tan e scritta dal regista insieme all’italiano Alessandro Calza, sull’improvvisa scomparsa del giovane Mark e sugli effetti di questa tragedia nella vita del suo fidanzato Jeff e di Andrea, un ragazzo italiano con cui chattava su Internet; il mistery The Lost Coast di Gabriel Flemming su tre amici, l’omosessuale Mark, la sua convivente Lily e l’etero Jasper, che

vagano per Castro, il quartiere gay di San Francisco, durante le celebrazioni di Halloween; la commedia sentimentale israeliana Antarctica di Yair Hochner su un gruppo gay-lesbo di cui fanno parte due amici che si ritrovano ad avere un appuntamento con la stessa persona, l’affascinante giornalista Ronen. Infine, in anteprima mondiale, il dramma surreale francese Esprit es-tu là? di Philippe Vallois (‘Johan’) su un giovane scrittore morto di Aids il cui spirito vuole assicurarsi che il suo compagno riceva dall’aldilà una macchina fotografica dotata di poteri soprannaturali.

«Quella del Venice Market è una scommessa ricca di incognite ma anche di straordinarie potenzialità» ci conferma Casagrande. "Ho lavorato sei mesi alla selezione. A CinemArte, nei mesi scorsi, sono giunti più di 60 lungometraggi: alcune esclusioni sono state davvero dolorose, altre rinunce sono state obbligate perché i film sono ancora in fase di post produzione, ma sono convinto che le quattro opere che presenteremo sono di altissima qualità ed hanno enormi potenzialità di visibilità. La scommessa è quella, in un festival enorme come Venezia, capace di fagocitare ed obbligare all’oblio, suo malgrado, anche titoli della selezione ufficiale in corsa per il Leone d’Oro, di riuscire a promuovere al massimo le nostre scelte tra i tanti buyers, distributori e selezionatori di festival presenti in massa al Lido di Venezia».

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