UN MOSTRO DA OSCAR

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Fa incetta di statuette il Signore degli Anelli di Peter Jackson. Premiata la lesbica assassina di Charlize Theron. Un premiato ringrazia il suo ragazzo.

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Come da previsioni, la bellissima ex-modella Charlize Theron vestita in chiffon color carne di Gucci ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista per il ruolo della lesbica pluriassassina Aileen Wuornos in ‘Monster’ di Patty Jenkins.

Con le lacrime agli occhi, la Theron ha ringraziato «il mio incredibile regista Patty Jenkins, il mio produttore Brad, tutti quella della New Market, Christina Ricci senza la quale non sarei qui in questo momento, la troupe che ha lavorato con me, il mio paese natale, il Sud Africa: tornerò a casa la prossima settimana». I grandi trionfatori della 76a notte degli Oscar sono però altri mostri, gli orchi e orchetti de ‘Il Signore degli Anelli: il Ritorno del Re’ che fanno l’en plein e conquistano ben 11 statuette su 11 candidature, eguagliando il record assoluto di ‘Titanic’ e ‘Ben Hur’. L’epica avventura tolkieniana portata sul grande schermo dal neozelandese Peter Jackson ha già incassato 2,8 miliardi di dollari in tutto il mondo ed è stato scelto dall’Academy come miglior film e regia, sceneggiatura non originale, montaggio, suono, colonna sonora, costumi, canzone (‘Into the west’ di Annie Lennox), scenografia, trucco ed effetti visivi. Migliori attori due grandi star dello splendido dramma classico di Clint Eastwood ‘Mystic River’, Sean Penn e Tim Robbins, quest’ultimo per il ruolo di un ex ragazzino violentato da piccolo dal rapitore. Migliore attrice non protagonista Renée Zellweger nel ruolo della rozza contadina Rudy in ‘Cold Mountain’ di Anthony Mingella. Agli sfidanti restano bruscolini: ‘Master and Commander’ di Peter Weir si è dovuto accontentare dell’Oscar per la migliore fotografia e il miglior montaggio sonoro, l’outsider ‘indie’ acclamato dai critici e trionfatore agli Spirit Award ‘Lost in Translation’ di Sofia Coppola, prima donna americana ad essere candidata come miglior regista, ha vinto solo per la miglior sceneggiatura originale. Adam Elliot, vincitore della statuetta per il miglior corto animato con ‘Harvie Krumpet’ («Ho impiegato 10 anni a realizzarlo») ha ringraziato dal palco il suo ragazzo Dan: è la prima volta che succede nella storia degli Oscar.

L’intenso e intellettuale ‘Le invasioni barbariche’ di Denys Arcand (Canada) ha vinto come miglior film straniero, ‘Alla ricerca di Nemo’ come miglior film animato.

Per il resto cerimonia un po’ meno noiosa del solito grazie alla durata leggermente inferiore e a un ispirato Billy Cristal che ha preso in giro tutto e tutti («Il film preferito di Schwarzenegger? ‘Lost in Translation’; di Saddam Hussein? ‘Holes’» «Johnny Depp è stato candidato per il ruolo di un pirata un po’ gay»). Gag con carrozzella che si schianta contro una parete per l’Oscar alla carriera di Blake Edwards, curiosi i look di Diane Keaton vestita da uomo con bombetta e Jim Carrey completamente rasato.

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