UNIONI GAY FRA PRETI

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E' vero che esistono riti all'interno della Chiesa per celebrare matrimoni anche tra persone dello steso sesso? La Iena si documenta e risponde: ebbene, si!

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Cara Iena,

vorrei sapere in che stati europei è permesso il matrimonio tra gay. Volevo sapere se è vero che esiste un rito per celebrare matrimoni anche tra persone dello stesso sesso in Chiesa?

Grazie mille per la tua attenzione.

Veronica

Carissima Veronica, per rispondere alla tua lettera ho dovuto "mettere in moto" tutte le mie conoscenze visto l’argomento alquanto delicato. Allora iniziamo dalla domanda più facile, ovvero in quali Stati Europei è permesso il matrimonio gay. Permettimi però prima di risponderti, di dire la mia (ehh..te pareva! dirai tu…) Il termine "matrimonio" mi sembra sbagliato ed anche ridicolo! Quello che secondo me si dovrebbe ottenere anche in Italia (ah! ah! ah!) dovrebbe essere il riconoscimento di una Unione Civile, punto e basta! ma cosa andiamo a scimmiottare un Ministero Cattolico che fa acqua da tutte le parti? L’Unione Civile è quello che serve. Il riconoscimento di diritti e doveri. Per quanto riguarda la "promessa d’amore" (mamma mia che parola ridicola!!) sono fatti esclusivi di chi vive la storia. O no?

Ma veniamo a te. Allora il "matrimonio gay" è stato approvato in tutta l’area scandinava (ultimo Paese un mesetto fa la Finlandia). In Francia, Germania, Belgio, Portogallo e in Spagna ( solo nelle regioni di Valencia, Aragona e Catalogna) sono state approvate leggi che riconoscono le famiglie di fatto (tanto odiate dal nostro Governo sempre al passo con i tempi…).

In Olanda è possibile sposarsi anche per chi non ha la cittadinanza Olandese purché si prenda la residenza in una città olandese. Negli altri paesi almeno uno dei partner deve avere la cittadinanza del Paese stesso. La seconda domanda che mi hai posto devo dire che mi ha lasciato alquanto perplesso. Ho detto: Ma è mai possibile??!! Fanno tutto ‘sto casino e poi si viene a scoprire che i tantissimi preti gay si potrebbero sposare tra di loro (o con i loro fidanzati) con l’autorizzazione di Santa Romana Chiesa??!! Carramba che Sorpresa!! (permettetemi sempre una citazione Raffaellistica!… non del pittore, s’intende…)

Per rispondere a questa lettera mi sono rivolto ad una persona che, diciamo così…è molto, ma molto attendibile che però preferisce rimanere nell’anonimato..e posso capire perchè…. diciamo solo che è uno storico bizantinista.

Mi ha spiegato che sicuramente ti riferirvi ad un un rito praticato dalla Chiesa greca fino al XIII secolo almeno, ovvero al rito chiamato Adelphopiisis: fare fratellanza, si parlerebbe di fratellanza adottiva.

I manoscritti esistono e non sono segreti per niente: Il più antico si trova nella Biblioteca Vaticana ed e’ del VIII secolo giunto dalla Magna Grecia (pubblicato da S. Parenti e E.Velkovska: L’eucologio Barberini greco 336, Roma 1995, 2001). Altri testi piu’ costantinopolitani sono a Grottaferrata, manoscritto greco Gb1 (ma si può consultare il microfilm nella Biblioteca di Castro Pretorio) e nella Biblioteca Nazionale di Parigi:

Coislin grec 213 (pubblicati tutti e due da Miguel Arranz, L’Eucologio costantinopolitano agli inizi del secolo XI, Roma 1996, pagina 355). Ma mi ha detto che è pubblicato solo in greco. Il testo in greco e latino era stato pubblicato nel Euchologion seu rituale Graecorum da J.Goar a Venezia nel 1730 /2ª edizione. La seconda edizione del Parenti, invece, è tradotta anche in Italiano. (Segreti di Pulcinella…)

Gia’ un paio di anni fa il famoso giornale americano Time aveva pubblicato un articolo sul matrimonio gay nella Chiesa Greca, e R. Taft (credo sia un’altro storico bizantinista, ma non ne sono sicurissimo!!) dell’Istituto Orientale si precipitò a negarlo sulla stessa rivista…. per la serie "la verità prima di tutto".

Le due preghiere del rito prevedono un patto di amore mutuo ma, ovviamente, non si parla di sesso. Alla fine i due "fratelli" ricevevano la comunione. Sicuramente era una reminiscenza dell’istituzione del patto che i soldati romani facevano nel tempio di Castore e Polluce; questo patto di mutua difesa nella guerra, sembra che comportasse l’iniziazione militare del piu’ giovane e la convivenza sotto la stessa tenda (il contubernium…). Era uno dei pilastri della forza delle legioni romane…In Grecia il rito fu abolito dopo l’occupazione turca, mentre invece nei Paesi slavi meridionali il rito è sopravvissuto (nei villaggi) fino a tempi più recenti: i fratelli potevano avere le rispettive famiglie…

Interessante vero? devo proprio ringraziare questo mio amico..anonimo… mi ha dato la possibilità di scrivere una lettera alla iena un pò più seria. Ogni tanto….

Baci Fabio

di Fabio Canino

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