Vacanze al cinema: è tempo di commedie

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Trionfa il genere più leggero: dal superqueer "Good As You" al francese "Piccole bugie tra amici" con Benoît Magimel gay, ecco le cinque commedie più interessanti da vedere...

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"Good as You" di Mariano Lamberti con Lorenzo Balducci, Enrico Silvestrin, Lucia Mascino (100’) La commedia superqueer della stagione con otto giovani gay, lesbo e bisex tra casini sentimentali, riti festaioli, desiderio di famiglia. L’associazione Militia Christi l’ha definita  “una squallida e volgare apologia della pratica omosessuale sotto forma di commedia per veicolare un messaggio antinaturale e diseducativo per i giovani” invitando i gestori dei cinema a non proiettarlo. In risposta, il regista Mariano Lamberti ricorda che “con buona pace dei militanti del suddetto gruppo, si deve poter garantire la libertà di passare il venerdì di Pasqua come meglio si crede, magari anche al cinema”. La canzone dei titoli di testa e coda, ‘The Lady in the Tuttifrutti Hat’ è cantata dalle gemelle Kessler.

"Piccole bugie tra amici" di Guillaume Canet con François Cluzet, Marion Cotillard, Benoît Magimel (154’) Campione d’incasso in Francia con 6 milioni di spettatori, una sorta di ‘Grande freddo’ in chiave transalpina su un gruppo di amici che si ritrova nella villa di uno di loro a Lègè-Cap Ferret, vicino a Bordeaux, per trascorrere qualche settimana di vacanza. Ma uno di loro è rimasto a Parigi dopo un incidente che l’ha costretto a un ricovero in ospedale: i sensi di colpa dei villeggianti si fanno presto sentire.

Il fascinoso Benoît Magimel interpreta il ruolo dell’omosessuale Vincent che rivela al padrone di casa di essersi innamorato di lui, padrino di suo figlio.

Cast deluxe con gli Oscar Cotillard e Dujardin. È stato definito dal regista “il mio film più riuscito, sia per la messa in scena che per la direzione degli attori”.

"Pollo alle prugne" di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi con Mathieu Amalric, Maria De Medeiros, Eric Caravaca (91’) Dai registi di ‘Persepolis’, una commedia fiabesca ambientata a Tehran nel 1958 su un violinista, Nasser, il cui prezioso strumento viene distrutto dalla moglie. Ne cerca quindi un altro ma nessuno di quelli che trova è in grado di restituirgli le emozioni del suo amato violino.

Passaggio alla narrativa tradizionale dei due esperti e premiati Paronnaud e Satrapi, specializzati in animazione, era passato un po’ in sordina all’ultimo Festival di Venezia. Notevole il cast in cui ha un ruolo cameo anche Isabella Rossellini.

"I più grandi di tutti" di Claudio Virzì con Claudia Pandolfi, Alessandro Roja, Marco Cocci (100’) I ‘Pluto’ sono una rock band di provincia nata a Rosignano Solvay, nel livornese. Il nome è stato preso da quello del cane della nonna della bassista.

Dopo quindici anni dallo scioglimento, la proposta di una videointervista diventa l’occasione per riunire i componenti del gruppo che nel frattempo hanno preso direzioni diverse.

Passato in competizione al Torino Film Festival dell’anno scorso, è stato così definito da Carola Proto di ‘Coming Soon’: “non c’è retorica né mistificazione del racconto delle loro gesta, ma solo una divertente frizione fra una presunta aura da icone e il fatto che, semplicemente, non hanno più nulla da dire”.

"Biancaneve" di Tarsem Singh con Julia Roberts, Lily Collins, Armie Hammer (102’)

Per i più piccoli ma non solo, la celeberrima fiaba dei fratelli Grimm in versione live action tra l’Alice burtoniana e il ‘troppo pieno’ di costumi e scenografie sgargianti tipicamente bollywoodiano. La regina cattiva è una ritrovata Julia Roberts in rosso fuoco, regina in crisi di mezz’età alla ricerca di un principe con cui sistemarsi, mentre Biancaneve è l’emergente e smuntarella Lily Collins. Occhio al bellissimo Armie Hammer, già fidanzato di DiCaprio in ‘J. Edgar’, nei panni non più bluette del Principe Alcott.

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