VENEZIA: EFFETTO CRUISE

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L'apparizione del bel Tom fa risplendere la Mostra del Cinema edizione 61. Ha presentato 'Collateral', thriller adrenalinico e riuscito, dal ritmo vorticoso e avvincente.

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Grande Tom. Alla sua apparizione la Mostra si è come illuminata della stella più folgorante.Accompagnando ‘Collateral‘, un adrenalinico thriller molto bello in cui interpreta Vincent, un killer professionista che arriva a Los Angeles e sconvolge la vita di un taxista nero obbligandolo a percorsi obbligati per uccidere i testimoni chiave di un’inchiesta che coinvolge un’organizzazione di narcotrafficanti.

L’ex signor Cruise-Kidman ha fatto impazzire gli innumerevoli fan (dei tre sessi) che gli han chiesto un po’ di tutto e soprattutto a una velocità folle. Riuscire ad avere un doppio autografo dalla superstar mi ha fatto ritrovare davanti a lui per almeno quattro minuti, non potendo fuggire dalla marea umana che premeva alle mie spalle. Non è solo molto bello e fascinoso, un po’ più alto di quello che si pensa, ma ha un viso dolce che ispira tenerezza e uno sguardo penetrante estremamente sicuro di sé. E’ gentile con tutti, per nulla intimorito dal delirio, il pettegolezzo sulla sua omosessualità sembra solo una diceria di piazza. Corollari al suo splendore, la limpidezza ebano di Jada Pinkett Smith e la potenza del massiccio Jamie Foxx, l’autista del tassì.

"Tom è un attore straordinario" ha asserito il regista Michael Mann (‘Heat’ e ‘The Insider’). "Vincent gioca al limite, nel taxi può solo fare tre cose: controllare la situazione, programmare la prossima mossa, evitare la polizia. E’ una grande sfida. Ma Vincent non ha il senso della responsabilità, è la sua filosofia ma anche il suo lavoro. Mi piacciono i personaggi multidimensionali". "Los Angeles è una città sconnessa ma magica, per quello l’ho scelta" ha ricordato Mann. "Walter Hill è un mio caro amico ma mi piace molto anche il cinema di Sergio Leone". "Riguardo al fatto che Vincent è un personaggio a suo modo lacerato bisogna ricordare che ciò che è veramente importante è lo spessore dell’intera storia in cui imbarchi il pubblico, io voglio sempre entrare pienamente nel personaggio".

Molto riuscito e capace di tenere attaccato alla sedia un pubblico infervorato che gli ha regalato un lungo applauso, ‘Collateral’ è uno di quei film in cui gli eventi a catena, magari prevedibili, sono meno importanti del ritmo che fa andare il taxi a velocità folle per le vie semivuote di una Los Angeles notturna e semideserta e crea una sorta di suspence inconscia in chi guarda. Eppure Vincent è una specie di angelo sterminatore che è un po’ la coscienza del mite protagonista nero, lo convince a visitare la madre in ospedale (la scena più divertente) e lo riporta dalla sua fidanzata che Vincent vuole uccidere nei tre minuti più ricchi di colpi di scena della corsa pazza.

Ma la polizia e l’FBI riescono a intercettarli e i due improbabili amici si ritrovano faccia a faccia e si rendono conto che per salvare la pelle devono in qualche modo iniziare a collaborare.Finale di splendida coerenza morale su un altro mezzo di trasporto (da non rivelare) e un’epilogo che ne fa uno di quegli eroi da western metropolitano che un tempo si facevano in Italia.Bye bye Tom.

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