VENEZIA SUPERGAY

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La 61a Mostra del Cinema sarà una delle più ricche e più gay degli ultimi anni. Pletora di divi tra cui Tom Hanks, De Niro e Kidman. E...

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Colin, ti aspettiamo. Il divo considerato ‘il sesto uomo più sexy del mondo’ da una classifica pubblicata su ‘Company’ (il primo è ovviamente Brad Pitt, a seguire Orlando Bloom de ‘Il signore degli anelli’ e quarto David Beckham) è lo smagliante arcobaleno dai sette colori atteso da uomini e donne dopo i disastri delle ultime edizioni alla 61a Mostra del Cinema di Venezia. Saran ruggiti stentorei, guys: Lady Venice si preannuncia come una delle più ricche degli ultimi anni.
Farrellino, la nostra icona gay, sarà a mezzanotte al Lido per la scommessa omo del 2005, ‘Una casa alla fine del mondo‘ di Michael Mayer tratto da uno dei più bei libri del premio Pulitzer Michael Cunningham – quello del geometrico ‘Le ore‘ – lirico e iperromantico, sul triangolo tra due ragazzi amici d’infanzia (yes, tragico innamoramento a senso unico) e amichecca inseparabile – Robin Wright Penn – tra Cleveland e New York. Vanno a vivere tutti insieme dopo diversi anni ma Jonathan (Dallas Roberts, sarà parente?) vuole un figlio. La scena del bacio gay di Colin probabilmente ci sarà (vogliamo urla in sala) anche se in America è stata censurata insieme ad altri 4 minuti in cui c’era un succulento nudo integrale di ‘Coolin’. Le proiezioni test parlano di ‘spettatrici sovreccitate e maschi molto a disagio’. ‘Variety’ ce ne parla bene anche se il rischio è la melensaggine.

Nell’attesa di rivivere i fasti gay del 2000, sulla carta i titoli a tematica gay friendly sono da far tremare i polsi. In concorso noi puntiamo su quattro titoli: ‘5×2‘ dell’affermato François Ozon su cinque momenti chiave nella storia di una coppia a loro modo ciclici e raccontati al contrario come in ‘Irréversible’ ma con stile bergmaniano-rohmeriano grazie alla nascita di una creatura e un tradimento in albergo, con la implosiva Valeria Bruni Tedeschi e la scoperta Stéphane Freiss (foto). ‘Palindromes‘ del genietto Todd Solondz, riflessione acidissima sul razzismo (culturale, emozionale, sessuale) con i consueti freaks borderline chiusi in case abitate da famiglie mostruose della provincia americana in cui sopravvivono tra deliri e umiliazioni due attori sconosciuti, un bambino bianco depresso e una negrona disturbata.

Il titolo debordiano (le strutture palindrome sono quelle che si leggono nello stesso modo nei due sensi, come la frase ‘Allora la rolla!’ oppure il numero 1) fa intuire follie narrative che non vediamo l’ora di scoprire.
Le altre sorprese potrebbero spuntare da ‘L’intruso‘ di Claire Denis (con la prognatica e selvaggia Béatrice Dalle e il tenebroso Grégoire Colin) e da ‘Mar adentro‘ di Alejandro Aménabar, il sensibile regista di ‘The Others’, con Javier Bardem tetraplegico in cerca di eutanasia o riscatto sociale – dipende dalle sue donne – e confinato in un letto.

Ma è fuori concorso che arrivano i fulmini: ecco la Bellucci lesbica in ‘She hate me‘ di Spike Lee, commedia su mafia e sesso con Woody Harrelson e John Turturro tra assicurazioni e spionaggio. L’ex fidanzata di Jack e signora Cassel si è scoperta lesbica e lo ricatta: «Ti do 10.000 dollari se metti incinta la mia ragazza». Suo padre è il boss ‘Bonasera’. In Usa, ovviamente, uscirà vietato.
In ‘Venezia Orizzonti’ spunterà il nuovo film dell’indipendente Gregg Araki “Mysterious Skin”, già adattato a teatro e tratto dall’omonimo libro gay del bello e bravo Scott Heim (l’autore di ‘We disappear’, in America abbastanza noto) su un diciottenne che cerca risposte a un evento traumatico avvenuto dieci anni prima: si ricorda solo “un blackout di cinque ore”. Una scrittrice di fantascienza vuole convincerlo che sono stati gli alieni a rapirlo. Anche al coetaneo Neil, prostituto del Kansas che lavora a New York e ha un debole per gli anziani, è successa una cosa analoga. Outsider della stessa sezione il francese “Les petits fils” di Ilan Duran Cohen, quello del bisex “La confusion des genres”.
Saranno vere perle (di sudore) ‘Il ragazzo dei vapori‘ (Steamboy) di Otomo Katsuhiro, ‘Eros‘ del trio Antonioni-Wong Kar Wai-Soderbergh pronto da tempo (vi rendete conto?) e il misterioso ‘O quinto imperio‘ del supermaestro De Oliveira che compirà cent’anni nel 2008, Leone alla Carriera con Mr. Musical Stanley Donen.
E poi via col delirio: in serie A confermati Amelio (‘Le chiavi di casa‘ con Kim Rossi Stuart e un bimbo handicappato, rifiutato a Cannes e Berlino), Hou Hsiao-Hsien con ‘Cafè Lumière‘, Mike Leigh (attesissimo ‘Il segreto di Vera Drake‘ con un’huppertiana Imelda Staunton, madre paranoica ne ‘Gli amici di Peter’, che fa abortire clandestinamente ragazze emarginate ma aiuta tutti, a partire dalla madre malata fino al bizzarro vicino), l’ex Leone Mira Nair (‘Vanity Fair‘, honey), Wim Wenders in cerca, ahimè, di riscatto con ‘Land of Plenty‘ sull’America post 11 settembre.
Nella B bellucciana relegati l’ultimo Chabrol con ‘La demoiselle d’honneur‘ e Aurore Clément (sì, proprio lei!) attorniata da Benoît Magimel e una sconosciuta Laura Smet; ‘Il mercante di Venezia‘ girato qui con Al Pacino, Jeremy Irons e Joseph Fiennes; il peterpanesco ‘Finding Neverland‘ con Johnny Depp, Kate Winslet, Julie Christie e Dustin Hoffman che planerà in Italia a Natale;

Demme dal Silenzio degli Innocenti a ‘The Manchurian Candidate‘ con Denzel Washington, Meryl Streep e John Voight; Mazzacurati con ‘L’amore ritrovato‘ e i due giovani attori italiani più quotati del momento, Stefano Accorsi e Maya Sansa. Pretendiamo risate sboccate con Tarantino, i B-Movies tricolore e ‘Come inguaiammo il cinema italiano‘ di Ciprì e Maresco col ‘quartetto certo’ Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Lando Buzzanca e Pino Caruso. Fine dei giochi e inizio della Mostra con ‘The Terminal‘ di Spielberg e Tom Hanks chiuso in un aeroporto (Steven ha regalato 300.000 euro a un poveraccio che vive da 16 anni nel Charles De Gaulle di Parigi).
Tra i divi annunciati al Lido anche Mickey Rourke per ‘Man on Fire‘ di Tony Scott, quello di ‘Top gun’. I kolossal dell’anno saranno ‘Sky Captain and the world of tomorrow‘ prodotto da De Laurentiis con Gwyneth Paltrow e Jude Law e il film d’animazione ‘Shark Tale‘ in cui Angelina Jolie presta la voce a una gallina (e i rumori di fondo sono di Will Smith, Robert De Niro, Renée Zellweger e Jack Black). Jolly o asso di cuori, indifferentemente, per ‘Birth‘ di Jonathan Glazer con Nicole Kidman, Lauren Bacall e la lesbica pentita Anne Heche.
Ecco poi Catherine Deneuve (apparirà sciatta?) in ‘Re e regine‘ a caccia del Leone, Placido e il suo ‘Ovunque sei‘ nonché il torinese Guido Chiesa col suo ‘Lavorare con lentezza‘ costato solo qualche nichelino. Si attende anche l’arrivo della bisnonna di Robert De Niro ma poiché tra l’uno e l’undici settembre si troverà nel Borneo non potrà essere presente. Chiude un filmetto sconosciuto.
Sarà l’edizione che ridarà lustro al secondo festival più importante del mondo? Sì, se ci sarà equilibrio tra autorialità, glamour e divismo.
Grazie sulla fiducia a Marco Muller, dalla sua ‘Fabrica’ al Lido. Di là (e di lui) si diceva che “gli piace tanto il cinema orientale”.
Compostezza, ragazzi, e buon divertimento.
Un ultimo dubbio: ci sarà posto?

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