VIVONO NELLA MEMORIA

di

1 dicembre, in ricordo di chi non c'è più. La lettera di Alessandro commuove: "State accanto ai vostri amici che sono malati di Aids. Hanno bisogno del vostro...

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Caro Fabio, fra due settimane circa, ricorrerà come ogni anno la giornata per ricordare i morti di aids. Per me questo giorno è un giorno particolare,in quanto mi ricorda tanti amici e conoscenti persi durante questi anni, per colpa di questa terribile malattia. In particolare mi ricorda una carissimo amico che amava la vita , gli amici e con il qualeho passato dei bei momenti della mia solitaria esistenza, e che sei anni fa, anche lui è caduto vittima di questa malattia che non da scampo. Praticamente senza più amici salvo il sottoscritto ed altri due carissime persone che hanno avuto il coraggio di frequentarlo fino alla fine. Anche perchè non è facile vedere un malato terminale di aids. Memore di quelloche ha passato prima di spirare con tante sofferenze,vorrei fare un appelloa tutte le persone che hanno amici che purtroppo hanno contratto questa malattia. State vicino a queste persone, so che non è facile, ma lorohanno bisogno della vostra visita, del vostro sorriso e di sapere cosa succede fuori dalle quattro mura che li tiene isolati. E’ una maniera per esorcizzare la malattia e la solitudine. Ciao Alessandro.

Carissimo Alessandro vorrei ringraziarti subito per aver scritto questa lettera e per avermi dato la possibilità di scrivere questa Lettera alla Iena , chiamiamola così, Speciale Primo Dicembre.

E’ proprio vero, caro Alessandro, quando si avvicina questa data, bene o male, volenti o nolenti, dobbiamo fare tutti i conti con questa cosa.

Credo di non sbagliare se affermo che tutti noi abbiamo avuto a che fare con questa malattia. Direttamente o indirettamente.

Fortunatamente non è più così grave come poteva essere anche solo dieci anni fa. Questo non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia. Assolutamente no! Vuol solamente dire che oggi è possibile continuare a fare una vita (quasi) regolare anche se colpiti da questa cazzo di malattia. Conosco persone che, nonostante la loro sieropositività, hanno una normale vita sessuale. E parlo di normale vita sessuale dando per scontato che TUTTI (colpiti o no) dobbiamo utilizzare le preucazioni a disposizione (leggi profilattici!!) .

Si lo so che questa lettera farà arricciare il naso a molti, che farà annoiare tanti, ma sono considerazioni da fare. Ancora oggi! Capisco che l’argomento non è dei più divertenti ma dobbiamo fare i conti che la nostra vita è fatta anche di questo, purtroppo. Aveva ragione Brett Shapiro nell’intervista che gli feci tempo fa (per chi volesse leggerla ecco l’indirizzo:http://www.gay.it/view.php?ID=9618): i gay, specialmente quelli Italiani, non hanno molta voglia di sentir parlare di aids dato che il loro spazio nella società è ancora poco e non vogliono "sprecarlo" parlando di cose brutte. Ma è vero anche che il non parlarne, il nascondere la testa nella sabbia, non risolve il problema.

Quello che mi dici tu, Alessandro credo sia proprio una reazione, una conseguenza della poca conoscenza della materia da parte di molti. Vedono (ancora!) il sieropositivo come una persona da allontanare, da non frequentare…anche perché rischierebbe di farci riflettere, di farci pensare al tipo di sesso che facciamo noi…alle cazzate che facciamo….Quante volte mi è capitato allibito di sentir dire: "sai con lui il preservativo non lo uso perché lo amo, non è solo sesso…" ma che cazzo vuol dire?! Perché l’aids fa differenza tra sesso e amore? Ripeto comunque, non dobbiamo fare terrorismo psicologico. Dobbiamo solo ricordare ancora una volta (e chissà quante altre!) di stare solamente attenti, ma di continuare a vivere! Dobbiamo odiare l’aids, non la vita!!! Vorrei salutarti Alessandro, lasciandoti con le parole di Paul Rudnick, l’autore di Jeffrey, lo spettacolo che da poco ho concluso in teatro: "Pensate all’aids come ad un ospite noioso ad una nostra festa che non se ne va mai…ma ricordate: è sempre la nostra festa!!" Bella come immagine vero?

L’ultimo pensiero vorrei dedicarlo, con tutto il cuore, alle persone che a causa di questa stronzissima malattia non ci sono più.

Fabio

di Fabio Canino

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