Ze Festival, da giovedì la cinerassegna queer in Costa Azzurra

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Dall'8 al 19 ottobre il cinefestival francese itinerante fra Nizza, Tolone e Marsiglia.

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“Mentre le società europee sono tentate da regressioni federaliste o nazionaliste, Ze Festival ha come ambizione il contributo alla promozione di valori d’apertura, tolleranza, umanesimo e non discriminazione”. Così è stata introdotta la settima edizione di questa interessante rassegna cinematografica che dall’8 al 19 ottobre attraverserà la Costa Azzurra (Nizza, Tolone e Marsiglia) proponendo il meglio del cinema queer internazionale contemporaneo. Ieri sera si è tenuto nella suggestiva Salle de la Providence di Nizza Vecchia uno spassoso concerto del coro dell’associazione organizzatrice Polychromes, diretto da Dominique Barzyk e Jean-Jacques Isoardi, giubilatoria d’ugole in grado di spaziare con disinvoltura da Aznavour agli Abba, dagli U2 a Ray Charles: pubblico entusiasta e accalorato. La presentazione del programma è prevista però domani alle 18.30 presso l’Hi Hotel e sarà seguita da un cocktail offerto da Polychromes. Ma le cinevisioni inizieranno in realtà giovedì alle 19.30 al cinema Mercury col biodrama “Reaching for the moon” di Bruno Barreto sulla tumultuosa relazione fra la poetessa Elizabeth Bishop (Miranda Otto) e l’architetto brasiliano Lota de Soares (Gloria Pires). Seguirà il vincitore del premio per la migliore regia all’ultimo Sundance, “52 Tuesdays” di Sophie Hyde, sul percorso di transizione che intraprende Jane (Del Herbert-Jane) per diventare James e sugli incontri settimanali con la figlia sedicenne Billie (Tilda Cobham-Hervey) costretta a stare con suo padre.

Quest’anno la programmazione è suddivisa in sei sezioni tematiche: ‘Arty’, ‘Grandi Classici’, ‘Happy Life’, ‘Società e politica’, ‘Documentari’ e ‘Cortometraggi’. Tra i titoli da non perdere, vi consigliamo la ruspante rivelazione camp tedesca “Ich Fühl Mich Disco” di Alex Ranisch, capace di trattare il delicato tema del coma irreversibile di una mamma con toni fiabeschi e un accattivante spirito gagliardo alla tedesca. Da non perdere la serata di corti venerdì sera e la matinée di domenica al cinema Mercury intitolata “Dieci grandi momenti di solitudine” con altrettanti lavori selezionati dall’associazione Bull Production che sostiene la realizzazione di progetti cinematografici queer (c’è anche il corto tricolore “Luigi e Vincenzo” di Giuseppe Bucci mentre in ‘Happy Life’ troviamo il dignitoso lungometraggio di Ivan Silvestrini “Come non detto“).

Assolutamente da recuperare o rivedere due grandi classici: il cultissimo “L’homme blessé” del compianto Patrice Chéreau e il lesbico “Il canto delle sirene” diretto da Patricia Rozema. Possibili sorprese l’americano “Surprise Party Turtle Hill Brooklyn” di Ryan Gielen (festa di compleanno ad alta gradazione alcolica) e “In The Family” di Patrick Wang (un bimbo seienne è affidato alla sorella di uno dei due papà quando l’altro muore in un incidente d’auto). Tra i doc proposti, segnatevi il premiatissimo “Violette Leduc, la chasse à l’amour” di Esther Hoffenberg a cui seguirà, presso la libreria Vigna, una lettura di testi della Leduc coordinata da Thomas Capitelli.

Lunedì 13 ottobre alle 21.30, presso il cinema Pathé Paris, è in programma una serata di corti d’animazione di Tom de Pékin, il disegnatore parigino noto per la contestata locandina de “Lo sconosciuto del lago”.

La tappa nizzarda di Ze Festival si conclude martedì 14 ottobre per proseguire a Tolone il giorno dopo e a Marsiglia da giovedì 16 a domenica 19.

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