In arrivo Fronteras, che racconta l’affinità profonda tra clandestinità e omosessualità

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Il film di Mikel Rueda, è una storia di incontri, confini, posizioni limitrofe. Il migrante e l'omosessuale, entrambi, devono nascondersi.

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Fronteras, il cui titolo originale è A escondidas, è la storia di un incontro. Quello di Rafa, un liceale spagnolo, con Ibrahim, marocchino arrivato illegalmente in Spagna, dentro un disco club. Da questo incontro nasce molto velocemente una amicizia attraversata da forti sentimenti, nonostante l’incapacità di accettarsi di uno e la minaccia di espulsione dell’altro. Attraverso le difficoltà dei due adolescenti, uno per la sua omosessualità, l’altro per la sua clandestinità, emerge prepotente il filo portante, quello dell’esclusione, come dichiara il regista Mikel Rueda.
“I nostri due eroi devono vivere nascosti. Quando sei clandestino in un paese straniero, impari velocemente a essere discreto, a confonderti con la massa e a non distinguerti per non attirare attenzione. Ci si aspetta che i clandestini facciano i lavori che non vogliamo fare e che spariscano a fine giornata. Una condizione simile a quella di molti omosessuali. Anche quelli più dichiarati ma che in pubblico imparano a nascondere i loro affetti per non scatenare le reazioni dei passanti.”
Per esprimere la confusione dei due protagonisti Rueda ha scelto di confondere gli spettatori con un continuo ricorso ai flashback, finché a poco a poco, i pezzi del puzzle si rimettono a posto. Sempre Rueada, ha detto: “Per molti mesi prima di girare ho incontrato le associazioni per l’accoglienza dei migranti e ho studiato le leggi che regolano l ‘immigrazione in modo da essere più aderente possibile alla realtà”.
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Il film è del 2014 ma sono pochi giorni fa ha iniziato a essere distribuito nelle sale.
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