Visti turistici, uffici consolari e unioni civili: come regolarsi?

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"L'Avvocato lo Sa" è la rubrica legale con cui gli avvocati di Gay.it rispondono ai vostri quesiti.

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Caro Avvocato,
ho la residenza in un paese extra-europeo e sono iscritto all’Aire. Il mio compagno è pakistano e residente temporaneamente a Dubai. Avevamo pianificato l’unione civile presso il consolato italiano in Pakistan per evitare le difficoltà ad ottenere per lui il visto per turismo per l’Italia. Purtroppo il medesimo non ha mai dato riscontro alle nostre richieste. Cosa possiamo fare?

Buongiorno,

il cittadino italiano iscritto all’Aire che intende costituire all’estero un’unione civile può rivolgersi all’Ufficio consolare italiano competente per residenza. In seguito le unioni civili vengono trascritte negli archivi dello stato civile del Comune di iscrizione Aire.

Bisogna rammentare però che, ai sensi della Convenzione di Vienna del 1963 sulle relazioni consolari, l’autorità consolare italiana può svolgere le funzioni di ufficiale dello stato civile in quanto non vi ostino le leggi e i regolamenti dello Stato di accreditamento. Pertanto non sempre è possibile procedere alla costituzione di unioni civili all’estero.

Per quanto mi è dato sapere, purtroppo, il Pakistan – pur avendo ratificato la sopracitata Convenzione – non consente nel proprio Paese le unioni civili. Di conseguenza vi consiglio di costituire l’unione o in Italia o in un altro Paese in cui è consentito.

A cura dell’ Avv. Giuseppe Enrico Berti, dello studio legale Berti/Ginosa

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