10 figure LGBT della mitologia greca

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I miti LGBT dell'antica Grecia dimostrano che la cultura gay non è affatto un'invenzione moderna.

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Spesso sentiamo dire – o addirittura diciamo noi stessi – che la tolleranza e il rispetto dei diritti LGBT sono segni del progresso e della modernità, ma uno sguardo al brulicante mondo delle storie che affollano la mitologia della Grecia antica ci rivela una diffusissima accettazione dell’omosessualità e anzi una sua declinazione in forme varie e fantasiose. Questi miti LGBT dimostrano che la cultura gay non è affatto un’invenzione moderna.

ARTEMIDE

Sorella gemella del dio Apollo, la dea dei boschi e della caccia, secondo alcuni era una vergine asessuale, secondo altri una lesbica piena di amanti. Gli studiosi ritengono venisse venerata da gay e lesbiche proprio per questo.

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ACHILLE

Il semidio Achille è famoso per il tallone, unico punto di vulnerabilità del suo corpo. In realtà un altro elemento di vulnerabilità è la relazione col suo compagno Patroclo. Anche se Omero non ha mai parlato direttamente di una relazione tra i due, molti studiosi intravedono nel loro rapporta dinamiche autenticamente amorose. Solo Patroclo infatti riesce a penetrate la cortina di arroganza e orgoglio e l’uccisione del giovane per mano del principe troiano Ettore fa sprofondare Achille nella furia omicida che lo porta ad uccidere e far scempio del corpo del troiano. Secondi altri miti, Achille non sarebbe stato insensibile alla bellezza di un altro principe troiano, Troilo.

ZEUS

Secondo uno dei molti miti sul re dell’Olimpo, Zeus catturò (tramutandosi in aquila) Ganimede, il più bello di tutti i mortali del suo tempo. Lo portò presso la sua dimora per poter servire come coppiere: la storia che riguarda questa relazione è stata un modello per il costume sociale della pederastia greca, ovvero il rapporto, di natura anche erotica, istituzionalmente accettato tra un uomo adulto e un ragazzo.

NARCISO

Ossessionato dalla sua vanità, Narciso si perse nel guardarsi e riguardarsi nello superficie specchiante dell’acqua. Ma prima di innamorarsi di se stesso ebbe molti innamorati, che lui costantemente respingeva fino a farli desistere. Solo il giovane Aminia non si dava per vinto, tanto che Narciso gli donò una spada perché si uccidesse. Aminia, obbedendo al volere di Narciso, si trafisse davanti alla sua casa, dopo però aver invocato gli dei per ottenere una giusta vendetta.

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POSEIDONE

Durante un banchetto organizzato da Tantalo, primo re della Lidia, il dio del mare Poseidone, vedendo il figlio di Tantalo, Pelope, se ne innamorò e decise di portarlo con sé sull’Olimpo. A causa della colpa del padre (l’aver offerto a degli uomini nettare e ambrosia, colpa per la quale fu condannato a sopportare eternamente la fame e la sete nel Tartaro) venne però rispedito sulla terra.

EROS

Il mito più diffuso considera Eros, il figlio di Afrodite, come il dio della fertilità ma ci sono altre versioni secondo cui sarebbe un protettore dell’amore e della cultura omosessuale.

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APOLLO

Il dio del Sole era piuttosto libertino. Oltre alle relazioni amorose con le tante ninfe, si narra che amò anche un giovinetto di notte Giacinto. Un giorno i due iniziarono una gara di lancio del disco: Apollo lanciò per primo ma il disco, deviato nella sua traiettoria da un colpo di vento alzato dal geloso Zefiro, finì col colpire alla tempia Giacinto, ferendolo così a morte. Apollo lo trasformò in un fiore dall’intenso colore, quello stesso del sangue che Giacinto aveva versato dalla ferita.

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HERMES

Al messaggero degli dei venivano associate diversi amanti. In una variante del mito di Narciso, fu Croco, un amante di Hermes, a venire ucciso dal disco lanciato da un dio prima di essere tramutato in un fiore. In alcuni miti per esempio si allude a una relazione amorosa tra Hermes e Perseo. Inoltre Dafni, l’inventore della poesia pastorale, se in alcune versioni è il figlio di Hermes, in altre diventa l’amato pederastico del dio.

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PAN

Molti testi e opere collegano Dafni al satiro Pan, dio della musica. Pan nelle rappresentazioni artistiche veniva spesso raffigurato attorniato sia da uomini che da donne, col suo pene sempre eretto e lo scroto gigante Mezzo uomo, mezza capra. Bisessuale.

ATENA

La dea della saggezza era vergine anche se alcuni miti riferiscono di una sua particolare predilezione emotiva per le fanciulle. In particolare per una, di nome Mirmece la quale, quando vide la sua compagna Atena inventare l’aratro, si vantò d’averlo inventato per prima e per punizione fu trasformata in una formica.

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DIONISO

Il dio del vino era anche il dio delle persone intersex e transessuali. Tra gli amanti maschi del dio, il bellissimo Adone. In un viaggio nell’Ade per salvare sua madre Semele, il giovane pastore Prosimno guidò Dioniso nell’impresa. Il premio richiesto da Prosimno per questo servizio sarebbe stato il diritto ad amare il giovane Dio come fossa una donna. Tuttavia, quando Dioniso tornò sulla terra per una strada diversa, trovò che Prosimno era nel frattempo morto. Dioniso volle comunque mantenere la sua promessa; intagliò un pezzo di legno di ficus a forma di fallo utilizzandolo per adempiere ritualmente all’accordo che aveva in precedenza stipulato con Prosimno: si posizionò sulla sua tomba e ci si sedette sopra, auto-sodomizzandosi.

ERMAFRODITO

Figlio di Ermes e di Afrodite, era un ragazzo molto bello che venne trasformato in un essere androgino dall’unione fisica soprannaturale avvenuta con la ninfa Salmace. Ermafrodito è unico nel mito greco: anche il veggente Tiresia aveva difatti vissuto parte della propria esistenza sia come uomo che come donna, ma mai sperimentando i due generi sessuali allo stesso tempo.

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