ALLA SCOPERTA DEL GIOVANE GAY

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Karl Soehnlein disegna la scoperta dell'omosessualità in un adolescente americano. "Il mondo dei ragazzi normali" è uno dei migliori libri degli ultimi tempi.

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Non è raro che le migliori sorprese narrative giungano da esordienti. Karl Soehnlein ha pubblicato soltanto qualche racconto su riviste letterarie, per poi cimentarsi nel suo primo romanzo che ha sùbito ottenuto negli Stati Uniti il prestigioso Lambda Award come migliore libro gay del 2001. Un premio strameritato.
La casa editrice Baldini & Castoldi che da qualche mese ha modificato il proprio nome in Baldini Castoldi Dalai (con l’augurio che non arrivino altri soci, sennò il nome dell’azienda diventa un elenco telefonico!), dunque la BCD pubblica questo godibilissimo Il mondo dei ragazzi normali di K. M. Soehnlein (395 p., 14,40 euro) che vi consigliamo caldamente.
Siamo di fronte all’ennesimo romanzo gay che potremmo definire “di formazione”. Un libro cioè che racconta della presa di coscienza della sua omosessualià da parte del giovane protagonista, un tema che all’interno del genere omo sta quasi diventando un sotto genere. I precedenti sono tanti, i più illustri sono forse Il giovane americano di Edmund White e Ballo di famiglia di David Leavitt per restare nell’ambito della letteratura americana.

Ma, ovviamente, ciascuno racconta la propria consapevolezza alla sua maniera e Karl Soehnlein ha un modo personalissimo di farlo dimostrando grande abilità nel dosare personaggi, situazioni, stati d’animo e dialoghi, senza perdere di vista il racconto che risulta sempre fluido e piacevole. Complimenti anche al traduttore del testo, Matteo Colombo, perché l’americano colloquiale a causa dello slang è insidiosissimo, ricco com’è di sfumature di significato non sempre facili da rendere efficacemente in un’altra lingua.
Il protagonista è Robin McKenzie, un tredicenne del New Jersey che nel 1978 comincia a frequentare il primo anno di college con dubbi e incertezze per il mondo nuovo che si appresta ad affrontare. Facciamo subito conoscenza di Todd Spicer, il suo vicino di casa, e di sua sorella Vittoria che è la migliore amica di Robin. Vittoria odia il fratello per il suo modo di fare rude e prepotente. Robin invece ne è segretamente attratto anche se Todd fin da piccolo lo prendeva in giro mettendo a nudo le sue debolezze inconfessate. Robin sa di essere diverso dai suoi coetanei, quei “ragazzi normali” come Todd che si appassionano per lo sport, le automobili e le ragazze mentre lui preferisce passare il tempo chiacchierando con Vittoria o visitando con la madre i musei di New York. È diverso da suo fratello Jackson, un vivacissimo bambino sempre in combutta col cugino Larry ai danni di Robin. E proprio a causa di questo costante contrasto Jackson rimane vittima di un incidente che mette a dura prova il già instabile equilibrio della sua famiglia. Il bambino cade da uno scivolo e rimane in coma per molte settimane. Robin si trova dunque ad affrontare contemporaneamente le difficoltà di un nuovo ambiente scolastico, la tragica crisi familiare e le inquietudini di adolescente in lotta con i primi prepotenti desideri sessuali. Fa da contorno la provincia americana popolata da personaggi descritti con efficace realismo: Dorothy, la mamma di Robin, un’intellettuale sulla via dell’alcol a causa della frustrazione per essere soltanto una casalinga del New Jersey; sua madre, un’anziana emigrata polacca dall’incrollabile fede cattolica; il tutor di Robin, un ex figlio dei fiori ormai “inquadrato” in società; Scott, il compagno di scuola di Robin, che a causa di una situazione familiare disastrata (la morte di un fratello, una madre fuggita di casa e un padre alcolista e violento) reagisce verso il mondo e verso se stesso in modo contraddittorio.
Una grossa parte del romanzo è dedicata all’analisi della sfera sessuale dei giovani personaggi e affascina la capacità dello scrittore di descrive la loro psicologia cogliendo con efficacia la graduale presa di coscienza di Robin, l’ambiguità canagliesca di Todd che in pubblico fa sfoggio di virilità mentre in privato stuzzica con astuzia gli appetiti di Robin e la psicologia contorta di Scott che si sente attratto da Robin ma che rifiuta con forza il suo desiderio dopo ogni contatto.
L’unica critica che si può fare al romanzo è che forse Soehnlein mette in testa al protagonista, che è pur sempre un ragazzino di tredici anni, pensieri troppo maturi e complessi per la sua età. Per il resto è davvero un bel libro che rispetto al citato A Boy’s Own Story di Edmund White segna un ulteriore passo avanti nel cammino della consapevolezza omo. Se White esprimeva il costante senso di colpa tipico dei gay della sua generazione, qui il protagonista esprime soltanto il disagio per una sessualità che non può condividere, anche se sa che non lontano dalla grigia provincia in cui vive, i ragazzi camminano mano nella mano per le strade dell’East Village di New York e l’autobus che accosta alla fermata proprio quando Robin lascia la casa di Scott, deluso e mortificato per il suo ennesimo rifiuto, va proprio a New York. Non è quello che lo riporterà a casa, va nella direzione opposta, e Robin sale a bordo.
K.M. Soehlein
Il mondo dei ragazzi normali
395 p., 14,40 euro
Baldini Castoldi Dalai, 2004
http://www.bcdeditore.it

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di Alberto Bartolomeo

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