Baciando il cielo: 10 storie d’amore gay in stile manga

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Edita da Ren Books, primo editore italiano esclusivamente lgbt, la raccolta di Kotaro Takemoto esplora l'amore tra due uomini a tutto tondo: dal sesso, ai sentimenti, dalle tenerezze...

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Negli ultimi anni la mancanza di riconoscimenti ufficiali per i gay italiani si è spesso tradotta in una certa latitanza dei fumetti a tema. Molti editori hanno spesso preferito evitare di toccare l’argomento: un po’ per paura di compromettersi, un po’ per paura di essere boicottati  e un po’ per paura di non avere un sufficiente rientro economico. D’altra parte, si sa, i fumetti sono un’ottima cartina di tornasole per le nazioni in cui vengono pubblicati e la situazione del fumetto gay nel nostro paese non fa eccezione. Tuttavia, a dispetto della costante diffidenza da parte dei grandi editori, le piccole case editrici che vengono distribuite solo nel circuito delle fumetterie iniziano lentamente a pubblicare fumetti a tema lgbt con maggiore frequenza, e a riprova del fatto che in Italia forse qualcosa sta cambiando sul serio, e che la comunità gay vuole reagire ad una situazione che gli sta stretta, bisogna segnalare che anche nel nostro paese è nata una casa editrice di fumetti che ha intenzione di trattare temi esclusivamente lgbt e gay friendly, e che per giunta viene gestita e amministrata da una coppia gay.

Situazioni di questo tipo non sono proprio nuove nella scena del fumetto internazionale, ma poterne parlare nell’Italia di oggi è qualcosa di particolarmente significativo. I due coraggiosi fondatori della Ren Books sono Nino Giordano e Fabio Freddi, che provengono da una pluriennale esperienza nel mondo dell’editoria e hanno una genuina passione per i fumetti. Tant’è vero che, per tenere a battesimo la loro casa editrice, hanno scelto un autore praticamente sconosciuto in Italia, ma sicuramente interessante e ricco di appeal: il giapponese Kotaro Takemoto. I suoi bara manga (fumetti gay), comparsi su rivista e poi raccolti in volume negli anni ’90, rappresentano un po’ l’anello di congiunzione fra i boys love, i manga omosentimentali per ragazze che in Italia finora sono andati per la maggiore, e i bara manga per gay. Infatti, se da una parte puntano sull’introspezione e sul sentimento, dall’altra lo fanno da un’ottica prettamente gay e senza la riebolazione tipicamente femminile dei boys love.

Anche lo stile di disegno è molto più vicino a quello dei manga per ragazzi, che caratterizza il genere bara manga, pur mantenendo una delicatezza e una dolcezza abbastanza inedite, ma perfettamente funzionali alle storie che compongono questa sua prima romantica antologia tradotta in italiano: "Baciando il cielo". I ragazzi e gli uomini di cui parla Kotaro Takemoto sono omosessuali senza grilli per la testa, non particolarmente belli e con delle vite assolutamente nella media. Tuttavia, in un modo o nell’altro, vengono spiazzati dai loro sentimenti, rimanendo estremamente vulnerabili di fronte alle loro emozioni e alle loro relazioni. La cosa che balza agli occhi, però, è il modo assolutamente composto e maturo con cui affrontano le difficoltà e i problemi di cuore: niente urla e scenate, niente fiumi di lacrime e nessun momento di isteria. Al massimo uno sguardo malinconico e un po’ di rassegnato, perchè la vita va avanti ed è troppo preziosa per sprecarne anche solo un attimo.

Un approccio alla vita molto giapponese, che in effetti spiega anche lo stile narrativo adottato: in tutte le dieci storie raccolte nel volume si ha la sensazione di arrivare a film già iniziato e di andarsene in punta di piedi prima di scoprire come andrà a finire sul serio. Perchè Kotaro Takemoto non vuole raccontare storie, ma aprire delle parentesi di riflessione sulla natura delle emozioni e dei sentimenti, e ci riesce benissimo. Probabilmente è la prima volta che in Italia viene pubblicato un fumetto che presenta i sentimenti gay in maniera così raffinata, intima e, in certo senso, dignitosa, anche se il più delle volte non si può parlare di un vero e proprio lieto fine. Ovviamente la speranza è che questo sia solo l’inizio e che in Italia possano arrivare molti altri titoli altrettanto validi. Ce ne sarebbe davvero bisogno.

di Valeriano Elfodiluce

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