BENZINA: AMORE, RISO E MORTE

di

Al Garofano Verde uno spettacolo di Falleri

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


La rassegna di teatro a tematiche omosessuali Garofano Verde, ideata da Rodolfo di Giammarco, che è in svolgimento al Teatro Belli di Roma, ci propone un’altra bella sorpresa: la prima assoluta di uno spettacolo di Daniele Falleri (foto sotto), regista di origine pisane, amante delle trame che coinvolgono omosessualità, omicidio e comicità. Lo spettacolo si chiama Benzina, e sarà in scena dal 12 al 17 giugno. Ne abbiamo parlato con il regista.

Daniele, di cosa parla "benzina"?

Racconta di una storia di amore tra due ragazze poco più che ventenni, Lenny e Stella, ed è tutto ambientato all’interno di una pompa di benzina. Stella è sempre vissuta lì, non ha mai conosciuto la madre, i gestori della pompa l’hanno tirata su in mezzo ai camionisti, per cui ha avuto un’istruzione e un impatto con la vita molto pratico e diretto. Lenny al contrario ha sempre vissuto in una famiglia borghese con una madre molto isterica, che le rinfacciava continuamente di non essere come lei avrebbe voluto. A 18 anni Lenny scappa da casa e mettendosi a cercare un lavoro si imbatte in Stella, che si innamora immediatamente di lei. Le offre lavoro, e così cominciano a gestire insieme la pompa. Dopo tre anni che stanno insieme, Lenny, pensando di essere cresciuta, scrive alla madre raccontandole cosa faceva e con chi stava. La madre fa finta di accettare la cosa, si fa dire dov’è, prende il primo aereo per andarla a prendere. Lì nasce un litigio furibondo, nel qual interviene Stella che, presa dall’amore per Lenny, assesta sulla testa della madre, un colpo con una chiave inglese, uccidendola. In questo momento comincia lo spettacolo, per cui tutto quello che ti ho raccontato finora è solo l’antefatto di cui si verrà a conoscenza nel corso dei dialoghi. C’è questa parte in cui ci sono Lenny e Stella che hanno appena ucciso la madre di Lenny, e per tutta la notte cercano di far sparire le tracce, e c’è la madre che torna poco dopo in veste di fantasma.

E’ quindi uno spettacolo a tre, con le due ragazze occupate a far sparire il cadavere, a volte in maniera cruda e grottesca, in certi momenti in stile Tarantino, e in contrapposizione l’elemento surreale della madre, che essendo un fantasma, non può essere né vista né ascoltata, e interagisce con le altre in maniera tutta sua, ribattendo le sue posizioni, non capendo perché non si può allontanare come anima, fino al momento in cui non lo capirà. Ha una evoluzione anche la madre che da fantasma è bloccata sulla terra ad espiare delle colpe, senza capire il motivo, finché a poco a poco non capirà e volerà via. Quindi lo spettacolo ha due livelli che si intrecciano, quello reale delle ragazze e quello comico e surreale della madre; il bello sta nel farli convivere in scena.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...