Bernardini De Pace: “Coppie gay sposatevi!”

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Parla con Gay.it l'avvocata matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace, autrice di "Diritti diversi, la legge negata ai gay". E invita le coppie gay e lesbiche che vogliono diritti...

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Annamaria Bernardini de Pace , l’avvocata matrimonialista più famosa d’Italia, è chiaramente soddisfatta. In un paio di settimane la prima tiratura del suo libro Diritti diversi, la legge negata ai gay (Bompiani) è andata esaurita, segno che sull’argomento c’è grande interesse. L’autrice è contenta anche perché le buone vendite aiuteranno la Fondazione Francesca Rava, che si occupa dei bambini haitiani, alla quale verranno devoluti parte dei soldi derivanti dai diritti d’autore.

Prima domanda d’obbligo: che cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Il fatto che mi sento di essere in un paese arretrato nel quale si ragiona in modo antistorico , ricco di pregiudizi, una cosa che trovo insopportabile per la cultura italiana ed euroepa. Vorrei che si pensasse ai gay come persone che abbiano i diritti di tutti gli altri cittadini, visto che abbiamo una Costituzione che garantisce questo.

Lei ritiene che la Costituzione Italiana, a cominciare dagli articoli 2 e 3, sia effettiavamente applicata nei confronti dei cittadini omosessuali?Questi articoli, ma anche l’articolo 29, non sono applicati. La Costituzione dice certe cose ma l’interpretazione e la gestione della Costituzione sono pessime.

Secondo l’articolo 29 la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio…

Questo articolo non parla né di uomo né di donna e oggi la geografia della famiglia è significativamente cambiata. Non si può intendere come famiglia solo il presepe formato da padre/maschio, madre/femmina e figli. Le famiglie sono tante, ci sono le famiglie mono-genitoriali, ci sono le famiglie omosessuali e ci sono famiglie affettive che non rispondono neanche a questi schemi. Quanto all’amore tra omosessuali è assolutamente naturale, lo dice anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha stabilito che l’omosessualità è una normale variante dell’orientamento sessuale. 

Nel corso della sua carriera ha avuto clienti ai quali sono stati negati certi diritti per via del loro orientamento sessuale?Certo, tantissimi ad esempio che subiscono discriminazioni sul posto di lavoro. È chiaro che non glielo dicono chiaramente, non è che li offendono apertamente però il comportamento e le conseguenze di questi atteggiamenti sono evidenti e fanno soffrire. Poi tanti gay sono venuti da me per fare dei contratti di convivenza perché non hanno altro modo, se non utilizzando i principi dell’autonomia privata, per crearsi delle tutele e delle difese. Anche nei confronti della propria famiglia, perché purtroppo capitano casi nei quali i peggiori nemici degli omosessuali sono proprio i loro familiari.

Ci sono molti esponenti politici che affermano che di una legge che riconosca le coppie dello stesso sesso in Italia non c’è bisogno perché queste coppie possono darsi tutte le garanzie necessarie attraverso contratti di natura privata. Come commenta?I contratti di natura privatistica io li faccio sin dal 1987, quando ancora nessuno parlava ancora di Pacs, DiCo o DiDoRe. Ma perché gli omosessuali non devono avere la possibilità di sposarsi, di avere la pensione, per non parlare di tutte le garanzie successorie? Questa è la dimostrazione che non sono trattati da uguali. Questi contratti inoltre hanno essenzialmente un contenuto economico e valgono solo tra le parti, ma non possono essere fatti valere nei confronti della Pubblica Amministrazione

Nel resto d’Europa la situazione si è molto evoluta nell’ultimo decennio mentre Italia siamo ancora fermi allo zero assoluto…

Negli altri stati innanzitutto sono stati riconosciuti agli omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali. Da noi servirebbe un’interpretazione autorevole della Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale, che stabiliscano che le leggi che già ci sono siano applicate anche agli omosessuali, compresa la possibilità di sposarsi. Oggi in Italia è la coppia affettiva che non viene riconosciuta, che non può sposarsi, non può fare progetti, non può allestire un asse ereditario all’uopo, non ha diritto alla pensione eccetera. Tranne alcune e limitate eccezioni regionali o comunali queste coppie sono discriminate perché, pur essendoci l’amore e pur essendo cittadini, non possono fare l’atto complesso del matrimonio che garantisca loro la tutela dello Stato.

C’è chi sostiene che l’unica "famiglia" meritevole di riconoscimento e tutela da parte dello Stato è quella basata sul matrimonio di un uomo e una donna, in quanto aperta alla procreazione.Questo è quello che dice il diritto canonico!

È quello che dicono anche molti politici…Perché evidentemente sono asserviti e non leggono la Costituzione senza ipoteche confessionali. Se si legge la Costituzione con una mentalità laica, civile e obiettiva si vede che i gay e le lesbiche potrebbero sposarsi già oggi.  Quanto al discorso della procreazione, scusi, se io volessi sposarmi oggi che non sono più in età riproduttiva il mio matrimonio non si potrebbe fare perché non posso procreare?

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