“Body e Gaia”, corpi maschili in mostra a Padova

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Coppie gay e uomini senza veli nell'esposizione fotografica di Elisa Ragazzi ai magazzini daFrom di Padova. In contemporanea, una selezione del Togay per le Giornate di Cinema e...

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È visitabile fino all’11 maggio presso i Magazzini daFrom di Padova, in via del Santo 9, la mostra fotografica a ingresso libero "Body e ( Gaia" di Elisa Ragazzi, cinquanta nudi maschili in bianco e nero per riflettere sulle armonie del corpo e le emozioni che scaturiscono in chi osserva. Ad essi si affiancano, come un inserto queer – e spiegherebbero la singola parentesi ‘gaia’ del titolo – quindici ritratti di coppie omosessuali "realizzati camminando attraverso i sentieri del pregiudizio, dell’amore romantico, di un’iconografia senza tempo. Per urlare, in fondo, la bellezza di ciò che per ignoranza si ritiene stonato" come spiega la giovane fotografa padovana. All’inaugurazione, sabato scorso, erano presenti alcuni dei modelli ritratti che sono stati coinvolti in una performance artistica ‘sur place’.

La mostra si svolge in contemporanea alle Giornate di Cinema e Cultura Omosessuale presso il cinema Astra dove, martedì 10 e mercoledì 11 maggio, verrà presentata una selezione del 26esimo Festival Glbt di Torino "Da Sodoma a Hollywood". Domani sera sarà possibile recuperare il documentario cinese "Shangai Rainbow" di Shen Weiwei seguito dal mediometraggio "Wu Yan Hua, Mi Le Guo", sempre dello stesso autore, e dall’acclamato dramma onirico peruviano "Contracorriente" di Javier Fuentes-León.

Mercoledì spiccano in cartellone, alle 19.30, il doc spagnolo "El muro rosa" di Enrique Dal Pozo e Julian Lara sulla persecuzione dei gay durante il franchismo e alle 21.30 la coproduzione franco-algerina "Quelques jours de répit" ("Qualche giorno di tregua") di Amor Hakkar su una coppia di giovani omosessuali, Hassan e Mohsen, fuggiti dall’Iran e alla ricerca di una nuova vita in Francia dove conoscono una donna generosa, Yolanda, che offre a Mohsen un lavoro. Nel ruolo di Yolanda, l’attrice cult degli anni Sessanta Marina Vlady, musa di Ferreri e Godard.

Precedono il film due curiosi cortometraggi: "Que el mundo sepa de mi" dell’argentina Mariana Giordano su un insolito coming out lesbico ‘cantato’ ai genitori, alle amiche e al vicinato; il messicano "Santiago del otro lado" di Marco Mueller su un party dallo svolgimento inatteso a cui partecipa Lucia col geloso fidanzato di lunga data, Santiago, pronto a riservarle una perturbante sorpresa.

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