CAMILLERI, ED E’ SUBITO BEST SELLER

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"La scomparsa di Patò" è appena uscito e già scala le classifiche di vendita. Camilleri, al solito, non perdona. Storia di Antonio Patò che interpreta Giuda durante la...

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«E cu lu ferma cchiù a Don Nenè?». Chi lo ferma più Don Andrea? Per parodiare lo stesso Camilleri. Quasi a prendersi una rivincita per i lunghi anni di incomprensione sofferti prima del successo totale come da anni in Italia non accadeva nel campo delle lettere, Andrea Camilleri non vuol perder tempo e cavalcando l’onda del consenso popolare eccolo pronto con una nuova opera.

Esce infatti da Mondadori, annunciato con largo anticipo ma protetto da estremo riserbo un nuovo romanzo storico, «La scomparsa di Patò», e la casa editrice di Segrate sta ovviamente trasformando questa uscita in un evento mediatico: la notizia è stata addirittura annunciata al TG1 con un servizio sullo scrittore e tutti i maggiori quotidiani se ne stanno occupando.

Siamo nel 1890, la storia è ambientata nella solita Vigàta, patria del contemporaneo e ormai celebre commissario Montalbano, e prende spunto da una notizia riportata da Leonardo Sciascia in «A ciascuno il suo», quella di un certo Antonio Patò che interpreta Giuda durante la rappresentazione pasquale della passione di Cristo e come ogni anno, alla fine della recita, sprofonda sotto il palcoscenico attraverso una botola, solo che questa volta sparisce e di lui si perdono per sempre le tracce.

Una storia semplice ma che nelle mani del nostro autore ovviamente si trasforma, si ingigantisce, si complica, viene narrata con il solito equilibrismo lessicale in un italiano inventato e infarcito di termini siciliani o storpiati per caratterizzare meglio personaggi ignoranti ma sublimi. Aprendo il libro però, il lettore non si troverà davanti a un semplice racconto, sfoglierà invece una lunga serie di documenti, tutti ovviamente inventati, o al massimo ispirati da originali dell’epoca: lettere, resoconti di polizia, articoli di giornale, cronache giudiziarie, messaggi anonimi, che letti uno di seguito all’altro costruiscono la storia la quale, come al solito, si risolve nella descrizione dello scontro in Sicilia fra potere istituzionale e malavita organizzata.

Sembra quasi che questo getto continuo di opere nasca dall’esigenza di fare presto. Don Nenè «è grannuzzu», ha una certa età cioè, e sembra che abbia fretta di definire ed esplicitare la sua poetica e il suo pensiero sulle cose della Sicilia. Finora non è rimasto contento del giudizio dei critici che secondo lui, non si sforzano di cogliere appieno il messaggio politico contenuto nell’impianto farsesco delle sue opere. E in effetti, Stefano Giovanardi, commentando il libro su «La Repubblica» del 14 novembre scorso si chiede se questa tendenza di buttare tutto in barzelletta inclusi i morti ammazzati, le vessazioni, le corruttele generalizzate non rischia di dare poco corpo ai fatti seri che l’autore intende parodiare.

Noi crediamo di no, perché chi conosce bene gli abitanti di quest’isola sa che con la sua opera Camilleri ci sta offrendo un’inedita chiave di lettura delle cose della Sicilia presentandole attraverso un atteggiamento che è di questa gente: quello di trascinare tutto nella risata quando i fatti sono talmente seri che richiederebbero una così profonda analisi e autocritica che a volte ai siciliani fa fatica affrontare. E allora ecco che trionfa la filosofia dell’«amunì, nenti ci fu» (via, non è successo nulla) che impera tuttora nell’isola.

E Camilleri si rivela scrittore siciliano non solo per le ambientazioni delle sue storie ma perché analizza quello che narra con logica tutta siciliana, la quale probabilmente sfugge a quella parte di pubblico che coglie solo la farsa, si diverte un sacco alla lettura dei suoi romanzi e ne decreta il successo Ma il critico che un giorno vorrà analizzare in modo accurato la sua opera faticherà non poco a penetrare per prima cosa la testa dei siciliani per poter comprendere quello che “la testa gli fa dire” al nostro autore (per parafrasare il titolo del recente libro di Sellerio «La testa ci fa dire», conversazione-intervista di Camilleri con il direttore de «La Stampa» Marcello Sorgi).

Andrea Camilleri

La scomparsa di Patò

Mondadori, 2000, 253 pp., Lire 28.000 www.andreacamilleri.net

Per saperne di più su Andrea Camilleri:

nella rete visita The Camilleri’s fans club in libreria esce a fine mese la prima monografia sullo scrittore:

Andrea Camilleri, di Giovanni Capecchi, Edizioni Cadmo, 2000, 110 pp., Lit. 18.000 www.cadmo.casalini.it

di Alberto Bartolomeo

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