Caro Grillini, il tuo libro m’è piaciuto

di

L'"omorevole" Franco svela se stesso e i retroscena del Parlamento italiano. Uno dei più omofobi, in cui però si incontrano deputati amanti del travestitismo. E che "Ecce omo"...

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Caro Franco,

ti scrivo perché mi sembrerebbe scorretto recensire il libro Ecco omo, che hai da poco pubblicato con Rizzoli, senza parlarne direttamente con te. Ormai siamo in molti a considerarti un amico, anche se i rapporti tra noi sono molto diluiti nel tempo. Possiamo criticarti, discutere, bisticciare, ma in fin dei conti ti consideriamo pur sempre un rappresentante della nostra comunità. E tu lo sai. Lo racconti molto bene nelle 260 pagine di questo libro che ho letto con molto piacere (anche se ho dovuto tirar fuori di tasca mia 18 euro per comprarmelo, visto che la tua casa editrice non ha preso in considerazione la mia richiesta di una copia per la recensione).

L’ho letto con piacere, dicevo, perché è scritto bene. Chissà se è tutta farina del tuo sacco o se è un po’ anche merito di Laura Maragnani che ha scritto il libro con te. D’altra parte, chissà dove avrai trovato il tempo per scriverlo, visto che non ne hai molto libero: come racconti all’inizio del libro, sei reduce da una campagna elettorale massacrante per il Comune di Roma e subito devi ripartire per farti eleggere sindaco di Bologna l’anno prossimo. A proposito, in bocca al lupo. Mi chiedo se Ecce omo ti sarà d’aiuto o d’ostacolo nella corsa al municipio. Un po’ nel libro ti "sputtani". Anzi, diciamola chiara: di altarini ne scoperchi parecchi! A partire dai particolari che fornisci sulla tua vita sessuale e sentimentale. Ma soprattutto con tutti i retroscena parlamentari che sveli nel capitolo "L’omorevole". Certo, sei sempre molto attento a non fare i nomi se non di coloro che hanno scelto di essere visibili, ma l’immaginazione del lettore galoppa comunque e a qualcuno non sarà difficile capire chi sia quell’"esponente molto in vista" della Lega che, pur attaccando spesso la "finocchiaggine", non sembra esserne del tutto esente. Io sarei proprio curioso di conoscere, piuttosto, il parlamentare di An che – racconti – ti ha chiesto consigli sui locali gay romani alla ricerca di un posto dove poter andare a divertirsi indossando parrucca e tacchi a spillo! Ma davvero in Parlamento si fanno di questi incontri? Mi sa che in questi anni a Montecitorio ti sei proprio divertito…

Per carità, mica voglio dire che non hai lavorato. Il resoconto che fai della tua attività di parlamentare è dettagliato e inoppugnabile. Disegni di legge, interventi in aula, impegno nelle commissioni parlamentari… Peccato che, come lamenti tu stesso, tutto ciò abbia portato davvero pochi risultati concreti. O quasi nessuno. Ma, finalmente, chi ha pensato che l’assenza di risultati sia da attribuire allo scarso impegno tuo e degli altri deputati lgbt si dovrà ricredere. I termini con cui racconti dell’atteggiamento di D’Alema, Rutelli, Prodi e Veltroni nei confronti delle rivendicazioni della nostra comunità chiariscono come sia stata una pura illusione credere che il centrosinistra al governo fosse un lasciapassare per i diritti di gay, lesbiche e trans. Una bella botta, davvero. Per non parlare delle posizione della destra e della Chiesa, anche quelle abbondantemente riportate nella tua testimonianza. Ma di quelle ne abbiamo parlato talmente tante volte che non mi sembra il caso di tornare sull’argomento.

Invece voglio ringraziarti particolarmente per le pagine in cui racconti la storia della nascita del movimento gay in Italia. Sarà una mia passione personale, ma sono state quelle le pagine più avvincenti, in cui sono riuscito a respirare proprio l’atmosfera che in quegli anni vi vedeva impegnati con uno spirito così fresco, entusiasta, anche un po’ ingenuo che sarebbe bello ritrovare ancora oggi.

Oggi che – pensavo mentre leggevo il tuo libro – tanti gay e tante lesbiche si vergognerebbero a farsi vedere con una copia di Ecce omo in mano. "Maddai, leggi le stronzate della Grillina?" gli chiederebbero i loro amici più intransigenti, quelli che ti considerano un politicante che campa sulla pelle della comunità. Chissà se continuerebbero a pensarla così se leggessero le pagine in cui racconti di come hai capito di essere gay, dell’amore fortissimo e casto per il tuo amico Massimo, della delicatezza con cui hai fatto sapere della tua omosessualità ai tuoi genitori (oddio, non so se farglielo sapere dal giornale radio del mattino sia una dimostrazione di delicatezza…). E soprattutto di come tu stesso non riesca a separare la tua omosessualità dal tuo impegno politico, di come l’attività in Arcigay sia stato a lungo per te il modo di vivere il tuo essere gay, rinunciando ad amanti e persino a relazioni di lunga durata.

Sì, Franco, credo che sia stata una buona idea quella di raccontare nel libro vita personale e impegno sociale come se non fossero separabili, ma alternandoli e mostrandone la continuità. Magari – se mi permetti un piccolo appunto – nelle prime pagine esageri un po’ con lo spirito nostalgico: va bene cercare di inserire la tua biografia nel contesto bolognese – talmente presente nel libro che i malpensanti crederanno che sia stato scritto per gli elettori di quella città – ma sapere come si è trasformata oggi la casa della tua infanzia sinceramente non aggiunge molto al tuo ritratto. Bastava la foto (a proposito, bellissime tutte quelle che hai inserito nel libro) di te bambino. Quel bambino biondissimo e bellissimo con cui tu ancora ti identifichi. Be’, Franco, non perdere mai quella purezza.

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