Cecchi Paone e Il campione innamorato, aspettando Londra ’12

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Alla vigilia dell'apertura delle Olimpiadi presentiamo un libro che racconta brillantemente tutte le difficoltà degli atleti gay nella conquista della visibilità in un difficile mondo dello sport.

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1 atleti, 2 allenatrici e 2 atleti delle paralimpiadi. Secondo i dati raccolti da Gay.it, sono davvero rari i gay visibili che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra. Perché?
Banalmente, fino all’altro ieri, sport e omosessualità  erano due universi irrimediabilmente distinti e  solo in tempi recentissimi, e anche grazie al coraggio di atleti che dopo anni di silenzio sono finalmente usciti allo scoperto, hanno incominciato ad andare se non d’amore, almeno un poco più d’accordo. Ma quanta fatica.
Tutto (o quasi) questo avvincente percorso di riavvicinamento, tra difficoltà, sudore,  trionfi e fallimenti, è raccontato da Flavio Pagano e Alessandro Cecchi Paone nel libro “ll campione innamorato, giochi proibiti dello sport” (Giunti ed. 16,5 euro).
Il lavoro, pubblicato in concomitanza con gli Europei 2012 di qualche tempo fa, è piombato nel dibattito pubblico al momento giusto e cioè esattamente nell’istante in cui il calciatore Antonio Cassano apriva la bocca per offrirci una “cassanata” delle sue: “Son froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ci siano veramente in Nazionale”.

Da qui, anche grazie alla rumorosa esuberanza mediatica del noto presentatore, la fortuna del libro. Ma proviamo a sfogliarlo insieme.
Dopo la prefazione del ct gentleman della nazionale di calcio Cesare Prandelli che “auspica che ognuno viva se stesso e i propri desideri, i sentimenti nella maniera più libera possibile”, “Il campione innamorato” ha due distinti registri narrativi e stilistici. Da una parte il lettore è invitato a seguire la Storia dello sport attraverso una copiosa messe di aneddoti che hanno a che fare con l’esperienza di gay, lesbiche e trans, o con l’omofobia. Il tocco qui è iperdivulgativo, e ricorda da vicino il tono di trasmissioni di successo come “La macchina del tempo” o “Appuntamento con la storia”. C’è ampio spazio per Gianni Rivera e Marcello Lippi convinti, in tempi molto diversi, che i calciatori omosessuali non esistano. C’è Maradona che pretende di insultare Pelè sostenendo che abbia perso la verginità con un uomo  e  c’è il calciatore Guti, pizzicato a baciare “un amico”, che deve fari i conti con tifoserie poco affettuose.

Ma evidentemente non di solo calcio vive lo sport.  Non manca  quindi la Formula Uno con Briatore che fa un outing a mezza voce al pilota Piquet  e decine di altri sport che hanno espresso chi più chi meno, avversione per gay e lesbiche.
Ma c’è spazio anche per attestazioni di affetto, spinte in avanti di atleti visibili e dilemmi sportivi non ancora risolti come la collocazione in gara  degli atleti  e delle atlete transessuali. Si titilla anche l’immaginazione del lettore ricordando che nell’Antica Grecia si gareggiava nudi e ci si confronta pure con curiosi cortocircuiti temporali tra roghi di sodomiti e cori di stadio omofobi contemporanei. In questo poutpurry assumono dignità di notizia il gossip sui culturisti di fine 800 insieme alle partecipate Olimpiadi Gay, nate proprio per liberare lo sport dall’omofobia.
Insomma ne “ll campione innamorato” c’è di tutto di più, con ampie licenze sulla storia e poche fonti, in quella che risulta un encomiabile sforzo degli autori di gettare finalmente qualche luce su di un universo che fino a qui ha balbettato o ringhiato sull’omosessualità relegandola nel silenzio e nel buio. E la lettura è fin qui arricchente,  gustosa, a tratti divertente e poi subito avvilente per le vette di antisportività  che lo sport raggiunge quando parla di gay.

Il lavoro “storiografico” poi commuove perché inframezzato da riuscite e preziose biografie di campioni e campionesse gay e lesbiche visibili (tra questi: il rugbista Gareth Thomas, la tennista Martina Navratilova, il ciclista Graeme Obree, il tuffatore Greg Louganis e molti altri). Qui il tono muta e un  pizzico di retorica garantisce grandi emozioni nel seguire passo passo le storie personali di grandi atleti che vincono fuori dagli stadi quando raccontano i loro affetti. Sono micro drammi che spesso (ma non sempre) si trasformano in trionfi. E finalmente, anche nello sport, si tira un sospiro di sollievo. Nessuna di queste biografie purtroppo parla italiano. Nessun atleta italiano visibile gareggerà a queste Olimpiadi.
E sta proprio qui tutta l’importanza e l’urgenza di un confronto con “Il campione innamorato” che, nonostante le titubanze che abbiamo rivelato, è un importante testo introduttivo che colma un vuoto nella saggistica italiana e risponde molto chiaramente a perché pochi atleti omosessuali hanno fatto coming out fin qui. E racconta anche molto chiaramente perché è possibile, e meglio, essere visibili, anche nello sport.

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