Oggi esce Clover, storia di superpoteri, spiriti oscuri e ragazzi che si piacciono

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In libreria da oggi il primo romanzo di Francesca Bufera.

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Esce oggi Clover (Centauria edizioni, pagine 300, 9,90€), romanzo nato a puntate sulla piattaforma di fanfiction EFP, che racconta la storia di Christian Airman, un ragazzo timido e inesperto ma dotato di un potere eccezionale. La città in cui Christian si è appena trasferito è infestata da spiriti predatori e lui è tra i pochi che sa come vadano affrontati. A tutto ciò si intrecciano anche l’amicizia e l’attrazione verso altri tre ragazzi. Un romanzo di formazione, incentrato sull’importanza di credere in se stessi, come racconta la sua autrice, Francesca Bufera, a cui abbiamo fatto qualche domanda.

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Oggi esce Clover, il tuo romanzo d’esordio. Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Dunque io scrivo da quando ne ho praticamente memoria, ma sono soprattutto una lettrice, cinefila, consumatrice compulsiva di serie tv. Condividere queste passioni mi ha avvicinato alla scrittura online ed è lì che ho trovato una grande “famiglia”.

Com’è andata la gestazione online?

Clover ha avuto una lunga gestazione. La storia ce l’avevo in testa da quando andavo alle superiori, era un assemblage di tante cose che mi piacevano – il modo di affrontare questo tipo di tematiche presente nei fumetti giapponesi, i telefilm come Buffy, in cui la tematica soprannaturale era molto forte – ma essendo costruita come “saga” molto lunga, non presi mai il coraggio di buttarla nero su bianco fino a quando non scoprii, verso i 22 anni, le piattaforme online. Lì cominciai a pubblicarla come feuilleton e sono stati i lettori a incoraggiarmi a portarla avanti. 

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Il tuo è anche un libro a tematica LGBT. Che valore ha per te questa cosa?

Ha molto valore perché una cosa di cui sono molto contenta è che sia, innanzitutto, un romanzo di intrattenimento. Siamo abituati ancora nel 2016 ad avere a che fare con la tematica LGBT come qualcosa che va affrontato o in modo serio o comunque dissacrante, militante in qualche modo, e raramente come qualcosa di “naturale” all’interno di un prodotto che è principalmente di evasione. Penso al fatto che ancora adesso si ritiene, almeno in Italia, che non sia “tematica adatta ai bambini”. Mi piacerebbe invece proprio che i ragazzini più giovani, che vivono questo senso di diversità sulla loro pelle perché magari vivono nella provincia chiusa e gretta, possano avere non solo modo di conoscere se stessi attraverso mezzi più “seri” e informativi, ma anche di “sognare” come tutti gli altri ragazzi, di identificarsi in un protagonista con le loro stesse paure.

Qualcuno ti ha scritto mentre pubblicavi le puntate sul web, magari per parlarti della sua esperienza?

È stata sicuramente la parte migliore dell’esperienza, penso che sia una grande novità rispetto alla scrittura fino a vent’anni fa, questo feedback orizzontale immediato con persone anche distanti da te. Mi è capitato, appunto, che mi scrivessero dei ragazzi che all’epoca andavano ancora alle superiori e mi raccontavano delle loro realtà chiuse, che li isolavano o li rendevano impermeabili, non potendosi esprimere liberamente in famiglia e nella comunità. È stato bello vederli crescere, trasferirsi nelle grandi città e “liberarsi”, diventare adulti, anche se io trovo ancora allucinante che nella maggior parte della nazione vi siano ancora questi problemi – io vengo da Genova che avrà tanti difetti, ma ha di bello che, se non dai fastidio, qua a nessuno frega di ciò che sei o fai.

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Il nome del locale “Clover” in cui si svolgono molte delle vicende narrate, era in origine un omaggio a un fumetto del gruppo di mangaka CLAMP, che è noto per aver inserito molte coppie LGBT nelle sue storie (che io amo visceralmente). Per ironia della sorte, poi, è diventato il titolo del libro. Spero che la cosa porti fortuna.

Il libro esce oggi. Progetti per il futuro?

Mi piacerebbe moltissimo poter pubblicare le parti successive di Clover, che è appunto pensata come saga (io la considero una saga Young Adult come Hunger Games o Shadowhunters, anche se l’età del protagonista ci rientra in corner). Per il resto adesso sono un po’ più a rilento di una volta ma la mia intenzione è continuare a pubblicare online. Vorrei riprendere in mano anche “Abominium”, una storia in cui si trattava il problema dei diritti civili in Italia quando ancora le unioni civili erano ben lontane. Sarebbe il momento di aggiornarlo!

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