COM’ERAVAMO BUFFI NEL VENTENNIO!

di

Dopo ‘Fiesta!’ e ‘Good as You’, Roberto Biondi conclude la sua trilogia teatrale. È in scena ‘ZumZumZum’ esilarante commedia su un gruppo di teatranti tra nazisti e dive...

855 0

ROMA – Ricetta per una serata a teatro: si prenda l’intrigo di Moulin Rouge, i personaggi di Polvere di stelle e l’atmosfera de L’ultimo metrò. Si immagini la Roma degli anni Quaranta e delle camicie nere, delle canzoni alla radio e dei proclami di Mussolini, di Wanda Osiris e della censura. Si condisca il tutto con piume e colori, si metta in un teatro cult per le rappresentazioni gay della Capitale e si faccia marinare nella produzione The Aries. Ecco pronto ZumZumZum. Roma 1943, gustoso dessert della trilogia gay di Roberto Biondi (il menù prevedeva come ors d’oevre Fiesta e come entrée Good As You), che sarà dal 14 al 24 aprile al Teatro delle Erbe di Milano (Via Mercato, 2; info 02.86464986), con la regia di Nicasio Anzelmo. Significativo il fatto che il debutto cada a ridosso della Giornata della Memoria in cui si ricorda la persecuzione ebraica, e questo perché la commedia affronta, tra gli altri, anche il delicato tema della condizione degli ebrei e degli omosessuali durante il nazi-fascismo.
La trama

Nella Roma occupata dai nazisti una compagnia di teatro tenta di sopravvivere mentre fuori impazza la guerra. Caruso e Gloria Ricci (Riccardo Garrone e Gianna Breil), i due capocomici, sono costretti a cambiare il loro repertorio passando dai grandi classici al volgare avanspettacolo, a causa della povertà e dei mutati gusti del pubblico. Inconsapevolmente i due fanno una loro personale “resistenza”: accolgono Zezza Scognamiglio (Diego Longobardi), una sciantosa en-travesti napoletana, e danno rifugio a Samuele Goldberg (Andrea de Venuti),

fascinoso drammaturgo ebreo, fino a farsi produrre dal famigerato generale Zum il loro nuovo spettacolo. Ma il destino giocherà loro un ultimo scherzo.
ZumZumZum rievoca gli anni Quaranta e i suoi splendidi protagonisti: attori che inseguono sogni di gloria, primedonne che non accettano di invecchiare e sciantose dal passato drammatico. Mettendo in commedia anni difficili e spesso tragici per ebrei, omosessuali e oppositori politici ZumZumZum confronta la vita e il destino di personaggi diversi ma tutti in guerra col tempo presente e in attesa di un mondo migliore.
L’ultimo atto della gaya trilogia

«L’idea di un testo sulla Roma del 1943 – dice l’autore Roberto Biondi – è nata parlando col mio amico, collaboratore e soprattutto attore-feticcio Diego Longobardi. Insieme abbiamo pensato di esplorare il genere “teatro nel teatro” che permette a un drammaturgo di rappresentare un mondo che ama».
Come autore teatrale Biondi ha affrontato il kitsch e il camp. Con ZumZumZum ha fatto un salto nel trash, perché, come egli stesso afferma, «il trash è un terreno fertile, basta non scivolare su un tappeto di banane. Prendi Diego Longobardi: in Fiesta era l’amico di Fabio Canino un po’ fuori di testa ed esagitato, in Good As You la pazza alla perenne ricerca d’amore che affoga in un cocktail di sesso e psicofarmaci. In ZumZumZum quale escalation migliore se non interpretare il ruolo della sciantosa en-travesti dal passato drammatico?».

La drammaticità del tema è filtrata dalla comicità, il che non vuol dire affrontare con superficialità temi importanti ma far riflettere attraverso l’intrattenimento (non dimentichiamo Il grande dittatore di Chaplin o La vita è bella di Benigni).
Tra le fonti dell’opera l’autore segnala l’Anna Magnani de La sciantosa, L’ultimo metrò di Truffault e Pallottole su Broadway di Woody Allen. Per quel che riguarda la realtà italiana degli omosessuali di quel tempo Biondi ha fatto costante riferimento a Il triangolo rosa del Circolo Pink, testo che tratta accuratamente le vicende di quei pochi gay italiani che hanno voluto rendere pubblica la propria esperienza nella realtà nostrana.

Lo spettacolo, nonostante il tema, anzi i temi, è una commedia, anzi forse una pochade, nello stile scanzonato tipico di Roberto Biondi: battute a raffica e ritmi vertiginosi e – come se non bastasse – canzoni e balletti. Insomma ZumZumZum è tutta da ridere, a dispetto degli anni in cui è ambientata
Una nota di plauso alla produzione che in questi anni si è impegnata nella realizzazione di spettacoli gay e gay friendly (oltre alla trilogia di Biondi, ricordiamo anche il Maledetta Primavera Show), e altri ne ha in programma per il futuro (uno fra tutti Romeo e Romeo tratto da Shakespeare).

The Aries presenta
Gianna Breil e Diego Longobardi in
ZumZumZum. Roma 1943
La nuova commedia di Roberto Biondi
Regia Nicasio Anzelmo
e con (in o. a.) Stefano Ambrogi, Romeo La Marr, Andrea De Venuti, Susy Del Giudice
Produzione – The Aries e Beat ‘72
Musiche – Alfredo Gloria
Coreografie – Max Bartolini
Direzione musicale e Pianoforte – Giovanni M. Monti
Scene – Sergio Maria Minelli e Anna Maria Porcelli
Costumi – Anna Maria Porcelli
Assistente alla regia – Barbara Cacciato
Luci – Marco Catalucci
Progetto Grafico Angelo Di Nuccio
Manifesto – Miguel Rosciano
MILANO – Teatro delle Erbe dal 14 Aprile
Via Mercato, 2 info 02.86464986

di Roberto Russo

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...