CORPI DIVERSI

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Milano ospita dal 10 settembre l'"Uovo performing arts festival". Video e film sulla differenza sessuale, artisti nudi impegnati in performance live, danze provocatorie. Il programma.

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MILANO – Il capoluogo lombardo torna a fregiarsi di nuove iniziative culturali accentuando il processo di prestigio raccolto recentemente in Giappone con una celebrata tournèe del Teatro alla Scala; con nuovi spazi d’arte e, da oggi con la prima edizione di “Uovo performing arts festivals” curata da Umberto Angelini. Diciassette artisti internazionali, ventitrè rappresentazioni, dodici prime nazionali e dieci nazioni sperimenteranno dal 10 al 21 settembre alcune discipline artistiche quali la danza contemporanea e la musica elettronica, intrecciandola con altri linguaggi culturali come l’arte visiva, il cinema, l’architettura e il design. Anche la scelta dei luoghi non è casuale. Performance, spettacoli e incontri si svilupperanno tra il SuperstudioPiù, uno dei luoghi più prestigiosi per eventi di moda e design, la Triennale di Milano, Le Centre Culturel Français de Milan e la discoteca Plastic con una serata sulla nuova scena dance elettronica francese, coinvolgendo così altre progettualità e spazi tradizionalmente non teatrali al fine di attrarre un pubblico giovane e trasversale più ampio e curioso verso le situazioni di confine e sovrapposizione tra le arti.

Tra danze e disco al Centre Culturel Français (C.so Magenta, 63 – ingresso libero) verrà proposta la rassegna video “Corpi e Società“, una riflessione sulla “normalità” e la “differenza” sui processi di integrazione e di esclusione sociale; sulla radicalità del corpo e sulle sue possibili trasformazioni. Iniziamo proprio da questo percorso poiché ad iniziare questo nuovo percorso festivaliero sarà domani 11 (ore 23.00) il film di Sylvie LeveyL’Etrange Destin du colonel Jin Xing“. E’ un ammirevole reportage dedicato a Jin Xing, un colonnello dell’esercito cinese che conduce una lotta interiore e pubblica per essere danzatore, farsi operare, vivere come donna e diventare una delle etoilè del Balletto di Beijing. La pellicola verrà riproposta il 18 dalle 20.45 a seguire, insieme a “Meg Stuart’s Alibi” di Marteen Vanden Abeele. Il film di Abeele, ricrea lo spettacolo “Alibi” di Meg Stuart, tra danza, parola, immagine e movimento. Sarà poi la volta di “Lourdes. Las Vegas” di Giovanni Cioni, che racconta e rivela il genio di Alain Platel: una commedia visionaria e grottesca sull’adolescenza e il rapporto con il mondo e gli adulti. La rassegna si chiude con “Nan Goldin” di Jean-Pierre Krief e William Klein. Siamo nella Boston anni ’70 e l’adolescente Nan Goldin, artista culto della controcultura americana, oggi consacrato dai più importanti musei del mondo, passa le sue notti nei club dei travestiti per fermare con la sua macchina fotografica tracce della “vita vera”.

La belga Cindy Van Acker, naturalizzata svizzera, aprirà oggi e domani la parte “live” del festival al SuperstudioPiù Lounge (Via Tortona, 27) con “Corps“. Collegata a uno stimolatore elettrico il corpo danza per vincere le sue resistenze e sconfinare in una entità astratta. Venerdì 12 nella stessa sede, ore 20.30, posti limitati, in prima italiana: “Weak Dance Strong Questions” di Jonathan Burrows & Jan Ritsema. I due costruiscono sul palco una performance raffinata e concretissima, assurda e provocatoria partendo dall’abbandono della danza, dalla negazione delle aspettative che essa genera, portando lo spettatore a chiedersi: cos’è uno spettacolo di danza?.

Seguirà alle 22.00, sempre in prima italiana “Solo Me” di Rebecca Murgi. La coerografa-danzatrice rielabora alcuni materiali coreografici da “Io sono snake” per costruire un intimo autobiografico dalle linee essenziali, svelando alcune immagini interiori.

Il 13 settembre, alle 22.00, alla Triennale di Milano, Jonathan Burrows e Matteo Fargion danno vita a “Both Sitting Duet” una composizione per mani e braccia. Dal lavoro del coreografo e del compositore italiano ne scaturisce una composizione musicale per il corpo in un vivace dialogare tra ritmo, suono e gesto. Il 13 e il 14 settembre, al SuperstudioPiù, Erna Ómarsdóttir e Johann Jóhannsson, sbarcano dall’Islanda per la loro prima italiana di: “IBM 1401 – A User’s Manual“, un nuovo incontro da danza e composizione musicale intenti ad esplorare i temi tecnologici, del progresso e dell’intelligenza, attraverso la musica dal vivo suonata su un computer e un Hammond B3 con campionamenti elettronici.

Domenica 14, alle 22.00 entrano in scena, dalla Repubblica Ceca, Kristyna Lhotákova e Ladislav Soukup che presentano “Venus with the Rubic’s Cube“. Venere, dea della bellezza, nella società contemporanea assume le forme di una giovane donna, alta, magra e fotogenica. Con sottile umorismo la coreografa ceca incarna nella sua danza il modello della bellezza odierna: quello dei mass media e delle sfilate di moda, e lo veste del suo irresistibile fascino. Lo spettacolo ha ricevuto il primo premio al Fringe Festival of Contemporary Arts, a Perth, in Australia.

Il 19, 20 e 21 è dedicato ai maratoneti appassionati di danza e vision, con due spettacoli. Il primo è di Yann Gioria: “Position. Una installazione sonora“, con inizio alle 18 per finire alle 22.00. La Gioria ci trascina tra sovrapposizioni di differenti mass media con informazioni di ogni genere che cadono a pioggia sullo spettatore ignaro, convinto di essere informato dai media. L’altro lavoro riguarda Yann Marussich che presenterà: “Autoritratto in un formicaio” (dalle 18.00). La performance del bravo Yann, danzatore e performer svizzero, raccoglie esperienze emotive e fisiche che conducono la danza a oltrepassare i propri limiti, a ripensare la propria durata, ad un abbandono corporeo totale fino ad arrivare all’immobilità come apoteosi del movimento.

Il 20 e 21 settembre (ore 20.00 e 21.40) sarà la volta di “Sand table” lo spettacolo di Magali Desbazeille, Meg Stuart e Damaged Goods. Anche qui il corpo è l’essenza dello spettacolo: il proprio e l’altrui, in un confronto disperato, presenze vive, manipolanti. Stesse date, per altri due lavori della danza contemporanea.

Alle 20.30, la compagnia berlinese Two Fish mette in scena: “Triplicate – Christiane Muller Forscht“, un lavoro sulle relazioni tra persone, tra esseri che incrociano le nostre vite: incontri, relazioni di natura diversa, identità. Alle 22.00 è la volta di “Daisy Planet” della spagnola Olga Mesa, una delle coreografe più apprezzate nel mondo. Olga danza una lettera d’amore il cui testo è il corpo e il corpo interpreta il testo tra materia e sentimento fino a diventare una macchina di desideri amorosi nelle sue infinite variazioni.

Per il pubblico delle liete ore notturne l’appuntamento è per l’11 settembre, dalle 23.30 alla discoteca Plastic con “Uovo Party“, serata di musica elettronica con il dj aï, rivelazione dei club parigini. Aï mixerà e graffierà i suoi dischi con i suoni del Gameboy Nintendo.

Grazie a “Med” nasce così un nuovo incontro multiculturale in una città come Milano assetata di nuovi ménage con l’arte e i suoi principali interpreti. Il dialogo con le esperienze più stimolanti e originali del panorama italiano e internazionale è presente in questo festival giovane e intenso.

Per informazioni:
SuperstudioPiù
Tel. 02.42250132
www.mdzdesign.com/uovo
Biglietto: 8 euro
Abbonamento Festival: 40 euro
Abbonamento ridotto: 25 euro
Proiezioni video: Ingresso libero

di Mario Cirrito

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