Cosa succede sotto il convento?

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La commedia più divertente e surreale dell’anno fa tappa al Pride Village di Padova (12 agosto) e al Gay Village di Roma (20 agosto). Due appuntamenti gratuiti e...

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Dopo Roma, Milano e Pisa, arriva in questi giorni a Padova al Pride Village alla Fiera (12 agosto) e poi al Gay Village di Roma (20 agosto) la commedia “Sotto il convento…niente!”. Chiediamo all’autore, Flavio Mazzini, di raccontarci questo curioso mix di farsa, teatro nel teatro e satira sociale, su gay, suore, veleni per topi e Berlusconi…

Dopo la commedia sui prostituti dello scorso anno volevo continuare a far divertire il pubblico sempre con qualche piccola riflessione. Non riesco a vedere le due cose disgiunte, anche se alla fine il grottesco prevale: non è colpa mia se i politici italiani sono ridicoli, come pure certi alti prelati (io ho delle zie molto più virili). Forse qui non lo notiamo, ma all’estero ci ridono sopra.

Anche dei gay però non fai un ritratto positivo: fatui, avidi, lussuriosi, sciocchi…Dite che ho esagerato? Che da noi i gay non sono egoisti, arroccati in difesa del proprio orticello, incapaci di guardare oltre? Io credo che, se in Europa siamo un’eccezione imbarazzante, la colpa è pure nostra. Per questo ho messo in scena una coppia di ex fidanzati sopra le righe che, quando si ritrovano in casa un rapinatore sexy, più che spaventarsi si eccitano. Perché per alcuni gay (mi ci metto anche io) il divertimento è diventato il dogma di una adolescenza senza fine: il ballo, la moda, la mondanità, il sesso, con buona pace di quella cultura gay fatta di pensiero, ideali e partecipazione che sta scomparendo del tutto. L’unica costante rispetto al passato sono i ‘velati’: ancora oggi tanti si nascondono e non solo nelle alte sfere, basta guardare i tanti profili ‘acefali’ delle chat.

Nella commedia fai anche battute sui sieropositivi…Sì, ma per rendere omaggio a chi vive questa condizione con coraggio, sapendoci scherzare sopra. Ho molti amici sieropositivi e ho imparato da loro che piangersi addosso è l’errore peggiore.

Sei soddisfatto?Sicuramente dei miei attori, dei riscontri da parte del pubblico e anche del semplice fatto di fare questo mestiere. E’ chiaro che qualche soldo in più non guasterebbe, ma questo Governo non ci aiuta. Perfino noi, nel nostro piccolo, abbiamo creato lavoro e convinto la gente a uscire di casa, partecipare, ma tutto nel disinteresse generale. In fondo basterebbe poco: abbattere alcuni oneri fiscali, mettere a disposizione alcuni semplici servizi, per favorire la libera circolazione delle idee. Ma forse, in questo modo, si perderebbe quell’immenso bacino di voti di chi si limita a guardare certa televisione…

Hai detto però che il pubblico però ha gradito…In larghissima misura. Certo, non si può pretendere di piacere a tutti. C’è stata una del settore, amica di una delle attrici, che, dopo aver visto lo spettacolo, le ha tolto il saluto. Ma tanti ci hanno ringraziato per essersi divertiti e aver passato una bella serata: gay ed etero, uomini e donne, un’aula universitaria zeppa di giovani dei collettivi studenteschi, perfino anziani e bambini. A Roma una giovane giornalista (che nessuno di noi conosceva) si è talmente entusiasmata alla prima che il giorno dopo già si poteva leggere on line: “Impossibile e delittuoso riassumere i molti colpi di scena, i cambi d’abito, le chicche comiche, i dialoghi spassosissimi. Sotto il convento .. niente! va gustato senza prologhi. Ma con la garanzia di un divertimento unico e ininterrotto”. Oltre a ringraziarla, quasi imbarazzato, le ho promesso che avrei cercato di scrivere lo spettacolo di cui parlava…

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