CUBA TRA LE RIGHE

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Esce "Gelati di passione", dello scrittore gay Roger Salas. Racconti belli e tormentati, come l'isola caraibica. In anteprima su Gay.it, "Anonimo cubano".

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Clicca qui per leggere il racconto "Anonimo cubano" di Roger Salas

Cuba è terra sensuale, si sa. Animata da personaggi inconsueti e da situazioni ammiccanti, conquista col calore delle sue forme, la spontanea disponibilità della gente, la voglia di allegria che esplode "nonostante" la drammaticità della situazione. La letteratura cubana ha, forse in virtù di questo particolare humus in cui è cresciuta, saputo dare una immagine vivida dei colori dell’isola, dei suoi abitanti, e anche un ritratto, eseguito non senza un tocco di allegro umorismo, delle contraddizioni forti che in quella terra si consumano. Capita così non di rado di imbattersi in una letteratura cubana capace di affrontare i temi legati alla cultura gay, presentando figure di omosessuali decisamente originali, almeno rispetto a quello cui ci hanno abituato gli scrittori americani o europei. Gli autori di questa letteratura spesso sono esuli, che hanno dovuto ricostruire l’atmosfera gaya dell’isola attraverso la scrittura, pur nella condanna della lontananza. Basti pensare a Reinaldo Arenas, balzato alla fama mondiale anche grazie al bel film di Julian Schnabel "Prima che sia notte" interpretato dal fascinoso Javier Bardem.

Abbiamo ora la possibilità di avvicinarci ad un altro autore della Cuba contemporanea, Roger Salas, che pubblica per i tipi della Voland una raccolta di racconti intitolata "Gelati di passione", tra pochi giorni in tutte le librerie. Gay.it vi propone in anteprima uno dei racconti inclusi in "Gelati di passione": "Anonimo cubano" ritrae le vicende di un omosessuale imprigionato nelle carceri di Fidel Castro, sorta di microcosmo dove anche una vecchia "checca" può diventare un’autorità, e difendere il giovane nuovo arrivato dagli abusi dei compagni di cella; salvo poi abbandonarlo al suo inevitabile destino di sevizie nel momento in cui viene trasferito in un’altra prigione.

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