Dokkun: i bara manga visti in salsa parigina

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Nata dall'iniziativa dialcuni givani fumettisti francesi appassionati di bara manga, Dokkun rappresenta la prima esperienza di produzione occidentale di bara manga che arriva ad essere pubblicata.

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Chi conosce il mondo del fumetto sa bene che la Francia è una nazione in cui questo mezzo di comunicazione gode di una grandissima considerazione. Non a caso la sua editoria a fumetti è una delle più solide e prolifiche del pianeta, e non a caso i volumi a fumetti pubblicati in Francia diventano regolarmente dei casi editoriali a cui gli organi di informazione d’oltralpe danno ampio risalto. E questo spiega perché lavorare per il mercato francese è uno dei sogni nel cassetto di tanti fumettisti italiani, e non solo. Sia come sia la grande considerazione per il fumetto rientra in un contesto più ampio, visto che la cultura francese ha dimostrato da sempre un occhio di riguardo per l’arte e le espressioni artistiche in generale. Quindi non dovrebbe stupire il fatto che la Francia sia all’avanguardia anche per quel che riguarda il mondo dei manga giapponesi, ai quali dedica grandi e importanti manifestazioni da diverso tempo, come la Japan-Expo di Parigi.

A maggior ragione non dovrebbe stupire il fatto che il pubblico gay francese sia particolarmente propositivo e ricettivo nei confronti dei manga a tematica gay per gay, i cosiddetti bara manga (da non confondere con i Boys Love, i manga a tema gay realizzati da donne per un pubblico di donne). Ogni anno, infatti, a Parigi si tiene una mostra personale dedicata a Gengoroh Tagame, vero e proprio nume tutelare dell’universo bara, che ogni anno si reca personalmente in Francia per partecipare all’inaugurazione delle sue mostre. Inoltre quest’anno, a Parigi, si è tenuta anche la mostra Masters of Bara, dedicata al mondo dell’illustrazione bara contemporanea, e che è arrivata direttamente dall’Australia, un’altra nazione in cui la passione per l’arte bara si sta manifestando in maniera decisamente interessante. Tuttavia uno dei risvolti più interessanti dell’affermazione della cultura dei bara manga in Francia è rappresentato dalla nascita di una fanzine interamente dedicata ai bara manga realizzati da fumettisti francesi: Dokkun.

In realtà non è la prima volta che un fenomeno del genere si verifica, visto che ormai da diversi anni gli stessi Boys Love hanno ispirato almeno due generazioni di autrici occidentali che si sono lanciate nella loro personale interpretazione di questo genere fumettistico, dando il via ad un genere a parte conosciuto come Global Boys Love. Tuttavia, per quel che riguarda l’ambito bara, è la prima volta che un gruppo di aspiranti autori occidentali decide di collaborare per mettere in piedi un’iniziativa di questo genere. Certo negli ultimi anni non sono mancati gli autori che hanno voluto condividere la loro passione per il bara attraverso il web, ma questa è la prima volta che si arriva ad una vera e propria pubblicazione, che per altro sta andando decisamente bene e necessita di diverse ristampe per ogni numero. L’idea è partita da un gruppo di giovani autori, coordinati dal tenace Fabrissou, che si sono conosciuti attraverso il web e hanno deciso di mettere a frutto la loro passione comune. Strada facendo, però, hanno iniziato a raccogliere anche la partecipazione di nomi ben noti nell’abito del fumetto omoerotico, come Silencio e Logan.

I fumetti che sono comparsi sui tre numeri di Dokkun finora pubblicati rispecchiano esattamente l’estetica bara, personalizzandola con un piglio occidentale. Maschi virili e bear, quindi, in tutte le possibili declinazioni: dal muscle al chubby e dal daddy al cub. Tutti alle prese in vario modo col sesso, ovviamente, come accade in ogni bara manga che si rispetti. L’unico difetto, se così vogliamo chiamarlo, di questa pubblicazione è che – a differenza dei bara manga giapponesi – non ha abbastanza pagine per consentire l’approfondimento psicologico dei protagonisti delle varie storie, anche se il fatto di avere delle serie ricorrenti di numero in numero può ovviare gradualmente a questa situazione. C’è da dire, però, che i ragazzi di Dokkun, a differenza dei loro colleghi giapponesi, possono permettesi qualche libertà in più, tant’è che nella storia a puntate realizzata da Fabrissou compare anche l’alter ego a fumetti del famosissimo gay porn performer francese François Sagat. Certo gli autori di Dokkun hanno ancora uno stile abbastanza acerbo, ma il margine di miglioramento è alto, e sicuramente ne sentiremo ancora parlare.

Per maggiori informazioni e per acquistare Dokkun cliccate qui.

di Valeriano Elfodiluce

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