E anche Bonelli apre ai personaggi gay

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Anche se è presto per gridare al miracolo, nell'ultimo numero di Nathan Never compare, finalmente, un bacio gay. A luglio, invasione di personaggi gay nei fumetti in edicola.

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Le edicole italiane non  abbondano certo di pubblicazioni gay friendly, men che meno nel settore dei fumetti. Tuttavia luglio 2012 potrebbe segnare un punto di svolta simbolico. Grazie ad un insolito sincronismo, infatti, questo mese sono arrivati in edicola ben tre albi Marvel degni di nota. Su "I vendicatori: la legenda 15" si è conclusa la miniserie degli Young Avengers, con  il primo bacio appassionato fra la coppia di super adolescenti gay composta da Wiccan e Hulkling. Su "X-Men Deluxe 208" viene tradotta la storia in cui la mutante Wolfsbane torna dal suo ex ragazzo Rictor, dal quale aspetta un bambino, giusto in tempo per scoprire che ora vive alla luce del sole la sua relazione col collega Shatterstar. Wolfsbane, oltretutto, lo scopre nel peggiore dei modi: entrando nella sua stanza e sorprendendolo mentre di dedica ai preliminari col suo attuale ragazzo! Su "Iron Man e gli Avengers", invece, viene pubblicata la storia di "Avengers Academy" in cui la new entry Striker fa coming out, peraltro di fronte alla giovane super eroina bisessuale Julie Power.

Tutte queste storie, negli USA, sono state pubblicate in mesi diversi, mentre in Italia sono arrivate insieme, contribuendo a sottolineare l’apertura del fumetto americano nei confronti di certi argomenti, che vengono trattati con sempre maggiore frequenza e naturalezza, al pari di tanti altri. La cosa davvero singolare, però, è che questo mese c’è stato anche un nuovo segnale di apertura da parte del fumetto popolare italiano. Infatti, sull’ultimo numero di Nathan Never – il 254 – c’è stato spazio per il primo bacio omosessuale mai raffigurato in un albo della Sergio Bonelli Editore! La notizia non va sottovalutata: per anni l’approccio conservatore del più grande editore di fumetto popolare italiano aveva  condizionato non poco la rappresentazione dell’omosessualità nei suoi albi, tant’è che la raffigurazione esplicita di tenerezze ed effusioni era semplicemente impensabile. Inoltre i personaggi gay dichiarati non potevano essere messi in primo piano, soprattutto se erano positivi e vivevano serenamente la loro condizione, anche se questo significava spingere gli sceneggiatori a scelte che facevano disaffezionare il pubblico, come in effetti è avvenuto con la saga fantascientifica dell’avventuriera Legs Weaver.

Quando la sua omosessualità diventò palese l’editore  fece pressione per renderla un personaggio più cupo e infelice, e quando le vendite calarono e la sua serie chiuse venne relegata in supplementi annuali caratterizzati da un clima  sempre più pesante e drammatico. L’anno scorso, però, è venuto a mancare Sergio Bonelli e la guida della casa editrice è passata al figlio Davide che, forse per una questione anagrafica, sembra avere un approccio più elastico alla questione. Altrimenti non si spiegherebbe proprio perché proprio Legs Weaver è tornata ad avere un ruolo importante sulle pagine di Nathan Never, giusto in tempo per una delle sue saghe più epiche, riscoprendo il suo lato scanzonato e gioviale, ma soprattutto il fatto che è lesbica. Su Nathan Never di questo mese, infatti, i protagonisti si godono una meritata pausa, festeggiando un doppio matrimonio in vista di nuove avventure, e proprio Legs Weaver – dopo aver lasciato la telepate Janet – coglie l’occasione per flirtare con la rampante pilota Tanya, finendo per appartarsi con lei per baciarla come si deve, lasciando peraltro di stucco il giovane Anthony, che stava puntando proprio Tanya.

La cosa interessante, però, è che questa nuova apertura della Bonelli sembra avere un effetto retroattivo, dato che in alcuni flashback sul passato di Legs –  comparsi negli scorsi numeri – viene tolto ogni dubbio sulla natura del rapporto che la legava alla sua storica compagna di avventure May, un rapporto che – a quanto pare – era tutt’altro che platonico. Certo è presto per gridare al miracolo, ma forse nei prossimi anni in Bonelli potrebbe davvero cambiare qualcosa e di conseguenza potrebbe cambiare nel fumetto italiano in generale.

di Valeriano Elfodiluce

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